Lo stato di Nauru terrà un referendum per cambiare il proprio nome, risalente all’epoca coloniale

Alcune bandiere di Nauru, il 3 settembre 2018 (Jason Oxenham/AP)
Alcune bandiere di Nauru, il 3 settembre 2018 (Jason Oxenham/AP)

Il governo di Nauru, un piccolo stato insulare nell’oceano Pacifico, ha convocato un referendum popolare per modificare il nome della nazione in Naoero. Secondo il governo il cambio di nome permetterà di onorare meglio la lingua e l’identità della nazione: prima dell’arrivo dei colonizzatori europei gli abitanti dell’isola la chiamavano Naoero, ma per le popolazioni straniere che governarono per decenni l’isola era difficile pronunciare correttamente questa parola, e si diffuse la storpiatura Nauru.

Nauru ha fatto parte dell’impero coloniale tedesco dal 1888 alla Prima guerra mondiale, quando l’isola fu conquistata dall’esercito australiano. Negli anni successivi è stata amministrata in modo congiunto dall’Australia, dal Regno Unito e dalla Nuova Zelanda fino al 1968, quando divenne indipendente. Il parlamento ha già approvato la modifica, ma poiché serve cambiare la Costituzione occorre che si tenga anche un referendum, la cui data non è ancora stata definita.

L’isola si trova a circa 3mila chilometri dalle coste australiane, ha un’estensione di appena 21 chilometri quadrati (è circa grande quanto l’isola del Giglio) e ci vivono circa 10 mila persone: è il terzultimo stato più piccolo al mondo sia per abitanti, sia per superficie, e la repubblica più piccola di tutte.