Prima di Capaci


In alcune zone c'è una forte contiguità tra vittime e clan mafiosi, e molti pagano gli estorsori per abitudine o per avere servizi

Il primo capitolo di "Spaesamento", il nuovo libro di Giorgio Vasta sulla sua città



È stata pubblicata sul Corriere della Sera e sulla Stampa

Niente intervento di Alitalia, invece probabilmente ci sarà dentro la Regione Sicilia: con le preoccupazioni del caso

Lo scrive Repubblica, riportando una conversazione avvenuta con alcuni sostenitori in Sicilia



Dal Tagikistan alle Asturie, passando per Addis Abeba e le Alpi Giulie, con tre destinazioni italiane

Il governo ha pubblicato la lista definitiva: le testate che ne hanno diritto – correttamente o meno – sono più o meno sempre le stesse, con una novità


Era su una nave da crociera per lavoro, si sono accorti della cosa dopo l'autopsia eseguita in Italia: le indagini della procura di Catania sono in corso

Da giorni uno dei magistrati più controversi in Italia accusa con un certo clamore il ministro della Giustizia, sostenendo che due anni fa gli negò una promozione dopo le lamentele di alcuni boss mafiosi

Uno dei più impegnati giornalisti che indagarono sulla mafia siciliana fu assassinato il 5 gennaio del 1984

Non più il Foglio e Italia Oggi, nel 2018, mentre il Dolomiten ha superato Avvenire tra chi percepisce i finanziamenti

Sulle spiagge e le scogliere, dove approdano o si infrangono le imbarcazioni e i gommoni dei migranti, rimangono sparpagliati indumenti e oggetti ormai inservibili [Continua]

«Oggi sembra strano pensarlo ma furono molto importanti per l'immaginario culturale delle generazioni di ragazzi e ragazze che ci giocarono: il Monòpoli contribuì a formare la nostra idea della città, il Risiko! quella della guerra, la Barbie (e Ken) quella della donna e dell'uomo, come dimostra il successo mondiale del film di Greta Gerwig. Qualche anno fa ho scoperto che un unico filo univa tutto quanto, e portava direttamente al centro di Milano, in una casa, guarda caso, in via dei Giardini, dove abitava un certo Emilio Ceretti, l’uomo di cui nessuno oggi ricorda il nome che importò in Italia i giochi in scatola e la bambola più importanti del Novecento»
