A Città del Messico l’axolotl è ovunque

(Reuters/Henry Romero)
(Reuters/Henry Romero)

Da qualche mese a Città del Messico è diventato difficile passeggiare senza imbattersi in gadget o disegni dell’axolotl. L’anfibio, una salamandra in grado di rigenerare alcune parti del suo corpo, è raffigurato un po’ dappertutto: sui cartelloni, sulle fiancate dei tram e della metro e più in generale su tutte le principali infrastrutture della città, dai cavalcavia alle balaustre, spesso in una tonalità violacea. Succede perché la salamandra è la mascotte ufficiale dei Mondiali di calcio, che cominceranno l’11 giugno e che saranno ospitati in parte proprio in Messico.

Migliaia di residenti stanno protestando contro questa proliferazione di illustrazioni di axolotl, considerandola uno spreco di risorse statali che dovrebbero essere utilizzate per risolvere questioni più urgenti come la viabilità, dato che la città è piena di buche, marciapiedi dissestati e strade allagate. Qualcuno ha cominciato a parlare di «axolotlizzazione» di Città del Messico.

La sindaca di Città del Messico Clara Brugada mostra il pupazzo di un axolotl (Reuters/Henry Romero)

Ma l’iniziativa è sostenuta con particolare forza dalla sindaca Clara Brugada. «Se axolotlizzare significa riempire di colore ciò che prima era grigio, trasformare gli spazi pubblici e garantire l’accesso ai servizi a beneficio di migliaia di persone, allora sì, stiamo axolotlizzando la capitale», aveva detto qualche giorno fa. Brugada è diventata oggetto di critiche molto piccate e di video realizzati con l’intelligenza artificiale che ironizzano sulla sua passione per l’axolotl.

In uno di questi la si vede vestita come Dolores Umbridge, una delle antagoniste di Harry Potter, mentre trasforma uno studente in un axolotl con un colpo di bacchetta. In un altro un axolotl gigante si aggira per la capitale con fare minaccioso, un po’ Godzilla, lanciando dalla bocca una strana lava violacea.