La guerra coi refusi
Sul sito di Internazionale un bel racconto sul duro lavoro del correttore

Sul sito di Internazionale un bel racconto sul duro lavoro del correttore

«Si potrebbe dire che la mia vita si è svolta all’ombra di una sequela di inesattezze: prima l’errore di considerarmi soltanto “orfano”; poi scoprire di essere in realtà “postumo”; e infine ci furono le lapidi nel cimitero di Visciano. Fu quello il primo dei “refusi” che mi hanno accompagnato negli anni e forse mi hanno spinto a fare l’editore»

“Bozze non corrette” è un librogioco unico nel suo genere e, per quanto difficile, quest'estate ha coinvolto migliaia di persone

Nessuno si senta offeso


Sui red carpet e ai grandi eventi è più frequente vedere celebrità con un aspetto naturale: anche questo richiede un grosso lavoro

Contiene vari provvedimenti restrittivi, tra cui un cosiddetto "blocco navale" piuttosto vago

Dovrebbe andare molto oltre Gaza e addirittura sostituire le Nazioni Unite: per ora però hanno accettato di partecipare solo pochi suoi alleati

Quanti sono, dove sono e quanto costano a Roma, Milano, Firenze, Napoli, Venezia, Bologna, Bari e Palermo

È stato firmato questa settimana, dopo mesi di negoziati: è un po' più favorevole all'Ucraina rispetto alle bozze passate, ma manca una cosa fondamentale

Il governo ne parlava da mesi ma alla fine l'ha attenuato al punto che è diventato tutt'altra cosa, probabilmente inutile

Dai colloqui tra i rappresentanti dei due paesi in Svizzera sono emersi segnali di qualche progresso, ma è tutto molto vago

È il sorteggio dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, che però non si sa bene come dovrebbe funzionare

Molti anni dopo “Il buio oltre la siepe”, una delle più celebri autrici americane di sempre seguì un’altra gran storia, di nuovo in Alabama

Giusi Bartolozzi è accusata di aver dato informazioni false ai magistrati

E cioè che spesso non l’hanno proprio letta

«Quando ero piccolo leggere i pensieri dei personaggi mi permetteva di entrare nella loro testa. Oggi la nuvoletta del pensiero è considerata un segno di infantilismo arcaico e ingenuo»

«Gli algoritmi di AI usati in ospedale sono i miei “pazienti”, nel senso che il mio lavoro consiste nel diagnosticare i malfunzionamenti di queste macchine digitali e possibilmente di trovare delle cure. In sostanza non faccio che pormi la stessa domanda in tante salse diverse: come si possono rompere le AI?»

No, non è il ministro Carlo Nordio, ma la sua risoluta capa di gabinetto Giusi Bartolozzi
