La Presidenza del Consiglio dei ministri si costituirà parte civile nel processo sull’omicidio di Giulio Regeni


È un lungo video complottista che scredita il ricercatore ucciso in Egitto: se ne parla anche perché vi hanno partecipato alcune personalità italiane, più o meno involontariamente

Il ricercatore italiano scomparve al Cairo, in Egitto, il 25 gennaio del 2016: il suo corpo, con i segni di innumerevoli torture, venne trovato nove giorni dopo, il 3 febbraio

Due testimoni avrebbero visto agenti dei servizi segreti egiziani rapire il ricercatore italiano, che sarebbe poi stato portato in due diverse caserme, torturato e ucciso


Per aver violato la legge che vieta di vendere armi ai paesi «i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani»

La procura di Roma processerà cinque membri dei servizi segreti egiziani per la morte del ricercatore italiano, mentre quella del Cairo solo i rapinatori accusati di aver rubato i suoi effetti personali

Ha parlato di una «fede nella giustizia ben riposta» e invitato il governo italiano a «rompere i rapporti» con l'Egitto

Si può ascoltare dal sito o dall'app del Post, dopo aver creato un account


Quello di Nessy Guerra, una 27enne bloccata lì con la figlia: l'ha citata il ministro Tajani per spiegare le sue dichiarazioni sulla sentenza Regeni

«Per evitare le polemiche non lo esporremo più», ha detto il presidente leghista della regione



A che punto sono le indagini? E che cosa è cambiato tra Italia ed Egitto?

Nonostante il processo sia fermo proprio a causa dell'indisponibilità del governo egiziano, e dopo vari tentativi di depistaggio

Sono le conclusioni della Commissione parlamentare d'inchiesta, che condanna l'Egitto ma critica anche i governi italiani


