La campagna per promuovere i gabinetti più scenografici della Norvegia, che Trump aveva chiamato «una latrina di paese»
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L’ufficio del turismo norvegese ha avviato una campagna per promuovere i bagni pubblici più belli, eleganti e scenografici del paese: è una risposta al presidente statunitense Donald Trump, che domenica scorsa durante un comizio aveva detto tra le altre cose che la Norvegia era diventata «una latrina di paese» (per la verità aveva usato un’espressione un po’ più volgare di latrina, «a shithouse country», cioè un cesso).
Trump è ossessionato dall’idea di vincere il Nobel per la Pace, che viene assegnato dal Comitato per il Nobel a Oslo, in Norvegia. Anche quest’anno ci puntava molto, ma il premio è stato dato alla giurista sudafricana Navanethem “Navi” Pillay, una ex giudice della Corte penale internazionale, istituzione con cui peraltro l’amministrazione Trump è in rotta da tempo. Il ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide, aveva commentato le frasi di Trump dicendo che il presidente statunitense «sa molto bene che il Comitato per il Nobel è indipendente, e se qualcuno se lo stesse chiedendo glielo abbiamo ricordato». Molto probabilmente il recente risentimento di Trump nei confronti della Norvegia arriva da qui.
«Sono forse questi i bagni migliori del mondo?» si chiede lo slogan della campagna, che gioca sul noto slogan trumpiano “Make America Great Again” per puntare a dimostrare che la Norvegia «rende le latrine di nuovo grandi». Secondo l’ufficio del turismo norvegese i bagni posti lungo le strade panoramiche del paese sono così belli e architettonicamente interessanti che meritano una visita a prescindere che li si debba usare o meno.
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