Il Parlamento britannico voterà l’accordo su Brexit entro il 12 marzo, ha detto Theresa May


Le ipotesi di un disastro immediato dopo il referendum non si sono realizzate, scrive l'Economist, ma ora gli scricchiolii ci sono

L'impressione è di no, nonostante i toni cordiali dell'incontro di ieri tra May e Juncker e i soli 37 giorni che ci separano dal 29 marzo


Oggi incontrerà nuovamente Juncker a Bruxelles e chiederà nuove e più concrete rassicurazioni sul "backstop", rinunciando però a metterlo in discussione



Sette parlamentari hanno lasciato il partito britannico in polemica con il leader Jeremy Corbyn: non succedeva una cosa simile dagli anni Ottanta



La prima ministra britannica non ha accettato le condizioni poste dai Laburisti per il loro sostegno in Parlamento, mentre il 29 marzo si avvicina

Juncker ha detto che l'accordo su Brexit non sarà rinegoziato, il Parlamento europeo ha detto che non voterà un accordo senza "backstop"

E le varie posizioni sono ancora ben lontane da una soluzione condivisa: il punto

Donald Tusk ha messo da parte le maniere diplomatiche


Ce n'è da tenervi impegnati per più di un mese: questa settimana May tornerà a Bruxelles per trattare, mentre entro febbraio ci si aspetta un secondo "meaningful vote" (che cos'è?)

Il meccanismo inserito nell'accordo su Brexit per evitare la creazione di un "confine rigido" tra Irlanda e Irlanda del Nord non piace a molti, ma le alternative scarseggiano

È una tesi che circola da un paio d'anni e che è stata ripresa e spiegata dal New York Times dopo i caotici eventi degli ultimi giorni

Come funziona il meccanismo inserito nell'accordo su Brexit che vuole evitare la creazione di un "confine rigido" tra Irlanda e Irlanda del Nord, e perché è così contestato

Per non rimettere in discussione il "backstop", fortemente voluto dall'Irlanda, e per una questione di credibilità, tra le altre cose
