C’è un accordo per garantire il programma Erasmus+ per un anno dopo Brexit anche in caso di “no deal”

Il Parlamento Europeo e la Commissione Europea hanno raggiunto un accordo per garantire il finanziamento del programma Erasmus+ per quanto riguarda il Regno Unito anche in caso di scenario “no deal”, cioè un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza accordo.

Negli ultimi mesi erano circolati parecchi dubbi riguardo la condizione dei circa 14mila studenti europei che studiano temporaneamente nel Regno Unito e dei 7mila britannici che fanno lo stesso in Europa. Nessuno di loro interromperà gli studi prima del previsto a causa di Brexit: «tutte le attività del programma Erasmus+ che sono iniziate prima del 30 marzo 2019 [la data di inizio di Brexit] saranno finanziate fino alla fine, cioè per un massimo di 12 mesi», ha spiegato l’ufficio stampa del Parlamento. L’accordo sarà votato dal Parlamento Europeo in una delle due plenarie di marzo. Inizierà poi un negoziato col Consiglio dell’UE, che però dovrebbe concludersi prima del 29 marzo.

Erasmus+ è il principale programma della Commissione Europea che offre ai giovani opportunità di studio, lavoro e volontariato all’estero: dal 2014 al 2020 è stato finanziato con 14,7 miliardi euro, e coinvolge attualmente decine di migliaia di giovani in tutta Europa.

 

(Matteo Nardone/Pacific Press via ZUMA Wire)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.