Guadagnare milioni truffando le piattaforme di musica

L'ha fatto lo statunitense Michael Smith usando l'AI: è stato condannato a 18 mesi di carcere

Michael Smith nel 2019 (Wikimedia Commons)
Michael Smith nel 2019 (Wikimedia Commons)
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Martedì un tribunale federale di Manhattan ha condannato a 18 mesi di carcere il musicista Michael Smith, che tra il 2017 e il 2024 guadagnò più di 8 milioni di dollari con una truffa basata sull’intelligenza artificiale. È la prima sentenza di questo tipo, e potrebbe fare da precedente per future decisioni su casi simili.

Smith caricava sulle varie piattaforme tantissime canzoni realizzate con software di AI per poi farle ascoltare da migliaia di account automatizzati creati da lui. In questo modo riusciva a gonfiare artificialmente gli ascolti delle sue canzoni, ottenendo grandi guadagni dalle piattaforme. Era stato arrestato due anni fa e a marzo si era dichiarato colpevole di tutte le accuse nei suoi confronti. Dopo aver scontato la pena, dovrà trascorrere due anni in libertà vigilata. È stato condannato anche a un risarcimento da 8 milioni di dollari.

Smith è un nome conosciuto nell’industria musicale statunitense, e ha composto effettivamente alcune canzoni di successo. È uno degli autori di “A Hard Working Man” di Snoop Dogg, Billy Ray Cyrus e Avila Brothers, per esempio. Nel 2016 fu uno dei giudici di BET’s One Shot, un talent show musicale ideato da lui stesso e dedicato ai rapper emergenti.

Secondo le ricostruzioni Smith all’inizio aveva caricato musica scritta effettivamente da lui sulle piattaforme, rendendosi velocemente conto che il suo catalogo era troppo limitato e sconosciuto per poter guadagnare royalties sostanziose.

Dopo aver tentato un paio di altre strade fallimentari, avrebbe acquistato circa 10mila email per creare account falsi sulle varie piattaforme utilizzando un servizio VPN (Virtual Private Network), per mascherare il fatto che questi account fossero tutti riconducibili al suo indirizzo IP. Smith attribuiva le canzoni che generava con l’AI a band inventate, che avevano nomi come “Callous Post”, “Calorie Screams” e “Calvinistic Dust”.

Uno dei dischi che si sospetta siano stati creati da Michael Smith con l’intelligenza artificiale

Grazie a questo sistema Smith generava fino a 661mila ascolti al giorno. Per fare un confronto, una delle canzoni più ascoltate di quest’estate in Italia, “Al mio paese” di Delia, Levante e Serena Brancale, è stata pubblicata il 3 aprile 2026 e da allora su Spotify è stata ascoltata 33,5 milioni di volte, quindi mediamente circa 180mila volte al giorno.

I procuratori federali hanno fatto un altro esempio: nell’aprile del 2023 Taylor Swift, una delle cantanti più famose al mondo, ottenne 9,3 milioni di ascolti su YouTube Music. Nello stesso periodo e sulla stessa piattaforma, gli account automatizzati di Smith ne ottennero più di 80 milioni.

Ad accorgersi del fatto che Smith stesse generando tantissima musica molto ascoltata molto velocemente già nel 2018 era stato il Mechanical Licensing Collective, organizzazione senza scopo di lucro che da anni rilascia le licenze per i servizi di streaming che operano negli Stati Uniti.

Intanto negli ultimi mesi diverse canzoni create con l’intelligenza artificiale hanno ottenuto ottimi risultati di ascolto sulle piattaforme musicali, e in particolare su Spotify, dove in qualche caso hanno fatto capolino anche nelle classifiche e nelle playlist più importanti. È verosimile che casi del genere saranno sempre più frequenti, con software come Suno e Udio che hanno reso queste operazioni alla portata di chiunque.

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