«Buon Natale! Buon Natale!»
Devo ancora chiudere un po’ di pacchetti, ogni anno ho l’impressione di farli peggio, bozzuti, con lo scotch che mi si impiccia tra le dita, il nastro troppo lasco oppure così stretto che sembra una stringa

Devo ancora chiudere un po’ di pacchetti, ogni anno ho l’impressione di farli peggio, bozzuti, con lo scotch che mi si impiccia tra le dita, il nastro troppo lasco oppure così stretto che sembra una stringa

«Mi inchino a tutti loro, ai morti ma non santi, ai nonni contadini e operai, ai comunisti, agli anarchici, ai mazziniani, ai loggionisti innamorati, ai contadini ribelli, agli analfabeti puntigliosi, ai parroci sbalorditi e agli ufficiali di anagrafe presi alla sprovvista: dovevano fronteggiare la sovversione fattasi Nome»

«Faccio un pronostico. Vedremo presto bambini con il cellulare spento e magari un libro accanto. Sono i figli dei ricchi. E vedremo bambini con la faccia eternamente impastata nella luce fredda dello smartphone. Sono i figli dei poveri»

«Con sei milioni, un sacco di bambini possono mangiare, e anche se non sono proprio quei sei milioni, la cifra è quella, e lo scandalo è quello. Almeno su questa cosa, metti un punto e passa ad altro argomento»

«La semplificazione è un falso, nonché la madre di tutti i falsi. Questo non significa che non ci si debba battere come leoni per il rispetto delle parole e dei fatti che le parole cercano di descrivere. Bisogna però concentrare gli sforzi sul proprio lavoro e la propria vita, proteggendo l’uno e l’altra»

«Essere differenti, non assomigliare troppo agli altri, sentirsi riconoscibili e perfino apprezzabili per vie secondarie, accorgersi di essere “troppo uguali” e desiderare non esserlo più»

«E dunque spesso rimugino su quanto leggera, forse vacua, sia la mia pretesa di uscire ogni mattina. Un poco mi sento in colpa. A volte penso che, nel cumulo di ore spese, lungo la vita, a cazzeggiare in giro per la strada, avrei potuto scrivere l’Iliade, ammesso di avere un talento omerico»

«La grande fortuna del complottismo, dunque, dipende dalla creazione di forme di paura fai-da-te che ci sentiamo in grado di maneggiare, con le quali entriamo in confidenza»

«In caso di un coinvolgimento senile in un conflitto, GF farà da supporto letterario a un paio di divisioni cingolate e stivalate, a me piacerebbe fare la crocerossina e soccorrere i feriti»

«Abbiamo nuove macchine, nuovi materiali, nuove conoscenze in grado di rifare gli argini più velocemente, suturare le frane, mettere in sicurezza le strade e le case. Farlo o non farlo dipende solo da noi, da come vogliamo spendere i soldi pubblici, da quali sono le famose priorità, ovvero: che cosa è più importante e più lungimirante mettere davanti a tutto il resto»

«È come partecipare a un gioco che non prevede vincitori: quello che la sociologia chiama “ascensore sociale” è fermo, almeno qui in Italia, da qualche anno»

«E insomma, detto che dell’ansia e dell’angoscia esistono declinazioni personali le più varie e le più diverse, a me piacerebbe saperne qualcosa di più: a che punto è il vostro nodo allo stomaco, ragazzi? Avete paura del futuro: poca, tanta o nella media?»

«I greti e le sponde di fiumi e torrenti, qui attorno, sono gialli come se lo spirito di Van Gogh li avesse conquistati»

«No, non è andata così, la cultura italiana, in tempo di democrazia, non è stata una rissa da contradaioli o un parco buoi da orientare secondo ideologia. Almeno: non lo è stata fino a qui»

«In economia non si può barare sui numeri (la politica invece lo fa molto spesso, ignorandoli o addirittura falsificandoli), ma partendo dagli stessi, identici numeri gli analisti e i commentatori economici possono arrivare a conclusioni anche molto diverse»

«Ruoli ossificati, come se niente fosse cambiato sotto il cielo dai tempi di Versailles, salvo la metratura delle stanze dove si combinano le faccende d’amore e di potere, e il calibro delle decisioni che si prendono tra le lenzuola»

«Significa che ognuno attacca come vuole e ognuno si difende come può, che la lievitazione dei falsi e delle truffe è quasi incontrollabile, che la credulità dei culturalmente indifesi è direttamente proporzionale alla fredda malafede dei costruttori di menzogne, che il furto di identità è prassi, che la comunicazione politica e l’informazione sono soggette a manipolazioni e inganni tali da orientare e forse decidere le elezioni»

«L’uomo è comprimario della sfiga (così come della fortuna), ma non è lui che distribuisce le carte. Esistono anche sciagure non preventivabili, frutto di una somma quasi incredibile di circostanze negative che si sommano»

«Le parole sono importanti, come disse Nanni Moretti e come ci ripetiamo in molti da un bel po’, ma altrettanto importanti sono il contesto che le ospita e l’intenzione di chi le pronuncia»

«Come la vanga, il rastrello, la lima da unghie, il colapasta (elenco allungabile a piacere), il retino da pesca è uno di quegli oggetti che non sono segno specifico di alcuna epoca, non hanno età, e ci danno l’illusione che almeno qualche traguardo definitivo l’umanità l’abbia raggiunto»
