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  • giovedì 2 gennaio 2014

Cosa vi siete persi

Un riassunto per punti di cosa è successo negli ultimi giorni: per chi è in vacanza, per chi è appena tornato e per chi vuole semplicemente rimettersi in pari coi fatti del mondo

Chi ha approfittato delle feste per andare in vacanza – ma anche chi è ancora in vacanza, e butta solo un occhio sui social network di tanto in tanto – potrebbe trovare utile questa raccolta per punti delle cose da sapere su quello che è successo nel mondo e in Italia nell’ultima settimana, per combattere il tipico smarrimento di chi per giorni non ha seguito le notizie e fa fatica a recuperare le puntate precedenti. In testa ci sono le notizie più importanti, poi via via altri aggiornamenti, che potete approfondire con i link.

La crisi politica in Turchia
Il governo del conservatore Recep Tayyip Erdogan, che domina la politica turca da dieci anni, è alle prese con la più grave crisi politica, dopo gli arresti e l’inchiesta per corruzione che ha colpito il partito. Tre ministri si sono dimessi, Erdogan ha accusato la magistratura e parlato di un complotto all’estero, mentre a Istanbul ci sono stati scontri e proteste.

Gli attentati a Volgograd, in Russia
Il 29 e 30 dicembre due attentati suicidi, il primo nella stazione ferroviaria – qui il video – e il secondo in un filobus, hanno ucciso 34 persone e ferito più di 60. Gli attentati non sono stati rivendicati ma le autorità sospettano si tratti di gruppi militanti della regione del Caucaso, dove da anni operano il movimento separatista e la resistenza islamica cecena. Volgograd, che ha circa un milione di abitanti, si trova a poche centinaia di chilometri a nord della regione del Caucaso del Nord e della località turistica Soči, dove il 7 febbraio inizieranno le Olimpiadi invernali.

L’incidente di Michael Schumacher
Dal 29 dicembre Michael Schumacher – ex pilota, sette volte campione del mondo di Formula 1 – è ricoverato in ospedale a Grenoble, in Francia, dopo una brutta caduta con gli sci. È stato operato due volte, si trova in coma farmacologico, ha subìto danni al cervello e le sue condizioni sono ancora molto critiche, nonostante i piccoli miglioramenti degli ultimi giorni.

Alma Shalabayeva è tornata in Italia
Il 27 dicembre Alma Shalabayeva, moglie dell’oppositore kazako Mukhtar Ablyazov, espulsa dall’Italia lo scorso 31 maggio insieme alla figlia Alua di 6 anni, è tornata a Roma, dov’è stata accolta dal ministro degli Esteri Emma Bonino e dagli altri due figli, Madina e Aldyiar. Tre giorni prima, su richiesta sua e del governo italiano e in cambio del pagamento di una cauzione, aveva ottenuto la libertà provvisoria e il visto Schengen per il rientro in Europa. Il marito, detenuto in Francia, ha scritto una lettera al direttore di Repubblica Ezio Mauro in cui spiega che il governo kazako avrebbe liberato la moglie per garantirsi la sua estradizione.

L’Egitto e i Fratelli Musulmani
Il governo egiziano ha dichiarato i Fratelli Musulmani un «gruppo terroristico»: ci sono stati numerosi scontri tra la polizia e i sostenitori del movimento, centinaia di arresti e la morte di un ragazzo. Quattro giornalisti del canale tv Al Jazeera sono stati arrestati al Cairo con l’accusa di essere vicini ai Fratelli Musulmani e di rappresentare una «minaccia per la sicurezza nazionale».

La legalizzazione della marijuana in Colorado
Il primo gennaio alle 8 del mattino ora locale – le 16 in Italia – in Colorado, negli Stati Uniti, hanno aperto i primi negozi autorizzati a vendere la marijuana a chiunque abbia più di 21 anni: qui le foto delle migliaia di persone in coda per acquistarla e qui 10 cose che ora è permesso e vietato fare con la marijuana nello stato.

L’accordo di FIAT per comprare Chrysler
Il primo gennaio l’amministratore delegato della FIAT Sergio Marchionne ha annunciato l’accordo raggiunto con Veba, il fondo sanitario del sindacato americano dell’auto, per l’acquisizione della casa automobilistica americana Chrysler. A FIAT andrà il 41,5 per cento delle azioni Chrysler, attualmente detenuto da Veba, in cambio di 3,65 miliardi di dollari. L’operazione dovrebbe chiudersi entro il 20 gennaio ed è considerata una vittoria di Marchionne.

Le Pussy Riot sono state liberate
Il 23 dicembre le russe Maria Alyokhina e Nadezhda Tolokonnikova, componenti del collettivo punk Pussy Riot arrestate nell’agosto 2012, sono state liberate grazie all’amnistia approvata dal parlamento russo. Nella prima conferenza stampa dopo la liberazione hanno detto che fonderanno un’organizzazione per migliorare la condizione dei detenuti in carcere.

Le proteste in Ucraina
Il 29 dicembre migliaia di persone hanno manifestato ancora a Kiev, in Ucraina, contro il governo per chiedere politiche di avvicinamento all’Unione Europea. Le proteste sono state rafforzate dalle aggressioni a due attivisti, tra cui una giornalista violentemente picchiata.

Gli scontri in Sud Sudan
Vanno avanti da due settimane, secondo l’ONU hanno provocato migliaia di morti e si teme che possano trasformarsi in una guerra civile. Si basano sulle rivalità tra le due etnie principali, i Dinka e i Nuer, e sono iniziate in modo piuttosto confuso; dopo le speranze di una tregua le violenze sono però riprese.

Nella prossima pagina: la nave incagliata al Polo Sud, il discorso di fine anno di Napolitano, i guai del PD in Sardegna e la grazia postuma ad Turing, tra le altre cose.

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