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  • giovedì 26 dicembre 2013

L’aggressione di due attivisti in Ucraina

Una giornalista celebre per le sue inchieste sul governo e uno degli organizzatori delle proteste recenti: l'opposizione accusa il presidente Yanukovych di essere coinvolto

Tra martedì 24 e mercoledì 25 dicembre due noti attivisti ucraini, in prima linea nelle proteste che si svolgono da settimane contro il governo di Kiev e il presidente Viktor Yanukovych (accusati di voler riavvicinare l’Ucraina alla Russia allontanandola dall’Europa) sono stati aggrediti in due diversi episodi. Per reazione, la mattina di mercoledì 25 dicembre, diverse centinaia di persone hanno manifestato a Kiev davanti alla sede del ministero dell’Interno mostrando le loro foto.

Una delle persone aggredite è Dmytro Pilipets, tra gli organizzatori delle manifestazioni antigovernative che si tengono da giorni nella capitale: è stato accoltellato la sera di martedì a Kharkiv, città nell’est del paese, da due uomini non ancora identificati. Mercoledì 25, Tetyana Chornovol, giornalista che scrive sull’Ukraïnska Pravda, è stata seguita e mandata fuori strada da una macchina intorno all’1.30 di notte, mentre si trovava sulla sua auto nella periferia di Kiev. La donna, dopo un lungo inseguimento che è stato ripreso dalla sua videocamera sul cruscotto dell’auto, è stata fermata, violentemente picchiata, rimessa sull’auto e spinta sul ciglio della strada.

Alcuni passanti hanno visto una macchina fuori strada e hanno avvertito la polizia, che è arrivata sul posto e ha portato la donna in ospedale. Tetyana Chornovol si trova tuttora nel reparto di terapia intensiva e dovrà subire almeno tre operazioni chirurgiche: secondo Ukraïnska Pravda, che ha pubblicato le cruente foto e un video girato dopo il pestaggio, la giornalista avrebbe riportato una frattura al naso, una commozione cerebrale e diverse lesioni in tutto il corpo.

Tetyana Chornovol ha 34 anni ed è diventata famosa nel suo paese dopo una serie di inchieste che riguardavano alcuni alti funzionari ucraini. Da alcuni anni partecipa a manifestazioni e proteste contro il governo, scrivendo articoli molto critici contro il presidente Viktor Yanukovych. Poco prima di essere aggredita aveva pubblicato un articolo sulla residenza di campagna del ministro dell’Interno Vitaliy Zakharchenko vicino a Kiev, accusato di essersi arricchito con una serie di operazioni commerciali poco chiare.

L’ex primo ministro Yulia Tymoshenko ha condannato dal carcere i pestaggi e i leader del suo partito hanno immediatamente accusato le autorità di essere dietro gli attacchi: «O la polizia copre i reati o ne è complice. Il regime è passato all’offensiva. Incapace di fermare le proteste, organizza provocazioni con metodi criminali». Il deputato dell’opposizione ed ex giornalista Andriï Chevtchenko ha scritto sul suo account Twitter: «La polizia e i banditi vogliono distruggere chi è contro di loro. Così hanno fatto i regimi dittatoriali in Africa e in America Latina».

Il presidente Yanukovich ha respinto ogni accusa: in un comunicato stampa, ha fatto sapere che lui e il suo governo si oppongono fortemente alla violenza e che le forze dell’ordine «devono fare il possibile per risolvere questi casi e trovare i colpevoli». Inoltre, ha ordinato un’indagine sulle due aggressioni incaricando il ministro dell’Interno e il procuratore generale. Secondo il sito KyivPost, vicino all’opposizione, le autorità avrebbero identificato tre sospetti responsabili dell’aggressione alla giornalista e avrebbero arrestato due di loro. La notizia non è stata però ancora ufficialmente confermata.

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