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  • lunedì 30 dicembre 2013

Come vanno le cose in Ucraina

Proseguono le proteste, in piazza dell'Indipendenza a Kiev e fuori dalla residenza del presidente Yanukovich

Tra le 20mila e le 50mila persone hanno manifestato ieri, domenica 29 dicembre, in piazza dell’Indipendenza a Kiev, capitale dell’Ucraina, contro il governo e il presidente Viktor Yanukovich, accusati di voler rafforzare i rapporti politici e commerciali con la Russia, a scapito delle aperture verso l’Unione Europea (le stime dei partecipanti differiscono molto tra organizzatori e autorità). Le manifestazioni nel paese proseguono da settimane e sono nate in seguito alla decisione di Yanukovich di ritardare un accordo commerciale con l’UE, ammettendo di avere ricevuto pressioni in questo senso dal governo russo.

La partecipazione al corteo di ieri è stata alta, anche in risposta alle aggressioni nei confronti di due attivisti ucraini avvenute nella notte tra il 24 e il 25 dicembre scorso: Dmytro Pilipets, uno degli organizzatori delle proteste degli ultimi tempi, era stato accoltellato quattro volte a Kharkiv, città nell’est del paese, e la giornalista Tetyana Chornovol, che da anni denuncia la corruzione della classe politica del suo paese, era stata mandata fuori strada mentre si trovava nella sua auto e poi picchiata violentemente.

La giornalista è conosciuta nel  paese per una serie di inchieste sulle case molto lussuose di alcuni rappresentanti dell’attuale governo accusati di essersi arricchiti con una serie di operazioni commerciali poco chiare: tra loro, il ministro dell’Interno Vitaliy Zakharchenko e lo stesso presidente Viktor Yanukovich. Fuori dalla residenza di quest’ultimo, a Mezhighiria, a circa 15 chilometri da Kiev, domenica 29 novembre, centinaia di persone si sono radunate e hanno deposto davanti alla polizia in tenuta antisommossa a protezione della villa, una bara simbolo della fine politica dell’attuale governo.

Nel frattempo, ci sono novità sulle persone che avrebbero aggredito Tetyana Chornovol. Gli uomini che sono stati arrestati finora sono cinque, ma la polizia non ha indicato nessun movente. Alcuni di loro, secondo le prime notizie, sarebbero legati al leader del partito Udar, Vitali Klitschko in prima linea nelle proteste contro il governo: «Invece di condurre un’indagine obiettiva e trovare i veri colpevoli, il governo ricorre alle solite provocazioni e in questo momento sta coprendo i colpevoli» ha commentato Klitschko che ha anche annunciato di indire uno sciopero generale nei prossimi giorni. Ad accusare il governo sono la stessa Chornovol e Gen Vitaly Yarema – un ex capo della polizia di Kiev che si è unito alle proteste dell’opposizione – che sta conducendo un’indagine indipendente sostenendo che la polizia è in qualche modo complice dei reati.

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