È morto Victor Willis, cantante principale dei Village People


“YMCA” è da sempre amata o odiata, con poche vie di mezzo: per molti anni è stata un inno della comunità gay, ora è associata soprattutto a Donald Trump

L'associazione ha cambiato nome in "Y"

Torna in libreria il testo polemico contro papa Benedetto XVI pubblicato anonimo nel 2006

Fu l'anno di "Heroes", "We are the champions", "Psycho killer", "Cocaine" e "I feel love": fate un po' voi

È stato uno dei più importanti produttori televisivi di sempre, morto 10 anni fa oggi: ha fatto "Beverly Hills 90210", "Charlie's Angels", "Dynasty" e "Love Boat"

Storia e foto dell'ultimo Giubileo, ora che ne arriva un altro: i viaggi di Giovanni Paolo II, i "Papaboy" e l'immenso raduno di Tor Vergata

Un utente di YouTube pubblica parti di video e film molto noti a cui aggiunge buffi effetti sonori dopo aver modificato la traccia audio

"Quella degli anni Settanta", raccontata con storie e foto nel nuovo libro di due giornalisti musicali

Aveva 70 anni e divenne famoso nella discomusic, quella degli anni Ottanta

Un estratto dal nuovo libro di Leonardo Tondelli, "Getting Better", che commenta 250 canzoni dei Beatles

Quasi un anno fa cominciai a mettere in ordine le canzoni dei Beatles dalla più sconosciuta alla più apprezzata dai critici musicali [Continua]

Ieri all'Arena O2 di Londra c'è stata la prima dello spettacolo di reunion dei Monty Python. Per molte persone è difficile non commuoversi solo a scrivere queste righe [Continua]

Saranno più le persone che hanno visto la Gioconda o quelle che hanno ascoltato Can't take my eyes off you?


E pensieri tra l’Ovest e la Dolce vita

Case, libri, auto, poltrone

«Il 2 aprile 1984 i Queen, travestiti da casalinghe inglesi, lanciarono una canzone che era un grido di liberazione: "I Want To Break Free". Poi arrivarono gli Smiths, i Pet Shop Boys e i Culture Club. Ma la vera esplosione arrivò a ottobre, quando uscirono i Bronski Beat, Depeche Mode, Frankie Goes To Hollywood e Madonna. Nel giro di pochi mesi “l’amore che non si può dire”, come lo aveva battezzato un secolo prima Oscar Wilde, si dichiarava orgogliosamente al mondo. Fu la vera nascita del “pride”. Attraverso quelle canzoni l’omosessualità maschile entrava in scena in quanto esplicita produttrice di musica, cultura e immaginario. L’inizio di quell’onda continua ancora oggi, ma è talmente sovrapposta al paesaggio culturale e ai consumi da esserne ormai indistinguibile»

Ha annunciato «quasi cento» ordini esecutivi: un numero molto inusuale, con impatti immediati su immigrazione, trivellazioni e dipendenti pubblici
