“A proposito di niente”, il memoir di Woody Allen
Viviamo in tempi estremi, in cui le mezze misure sono démodé e ogni scusa è buona per scontrarsi [Continua]

Viviamo in tempi estremi, in cui le mezze misure sono démodé e ogni scusa è buona per scontrarsi [Continua]

«Il problema del pensiero conservatore, reazionario, insomma di destra è anzitutto questo: non ha alcuna possibilità di fermare l’allargamento dei diritti, il riconoscimento di nuove libertà o il progresso, qualunque cosa sia. Quel pensiero spaventato dalle modernità non ferma i tempi ma li rallenta e li avvelena. E nel frattempo genera sofferenze dove ci sono libertà non accolte, diritti e desideri non riconosciuti, repressi, apertamente odiati»

Da quando l'Ozempic è diventato un caso mediatico negli Stati Uniti sono più richiesti e prescritti anche qui, e non è necessariamente un male

L’Italia è uscita dalla crisi? Certamente no. Qualche segnale incoraggiante di uscita dalla crisi c’è? Sì. [Continua]


«La prima apparizione sulla "Stampa” giunge a noi in prima pagina il 30 aprile 1955, il giorno dopo l’elezione di Giovanni Gronchi a presidente della Repubblica. Fino agli anni Ottanta l’uso resta sporadico, poi, magicamente, con la seconda Repubblica, si apre una breccia e il “vabbè” esonda senza più freni. Stefano Bartezzaghi ci vede un segno dello strapotere del romanesco. Michele Masneri pure. E vabbè»


«Avevo omesso di dire in modo chiaro che la situazione, in Italia, non è per nulla woke. Anzi. Che non solo non è vero che da noi “non si può più dire niente”; ma è vero il contrario, si può dire tutto senza pagare alcun pegno, e anzi sicuri di avere una claque entusiasta»
