La colonna sonora di “C’era una volta…a Hollywood”
Le canzoni del nuovo film di Quentin Tarantino, in una playlist comprensibilmente molto anni Sessanta

Le canzoni del nuovo film di Quentin Tarantino, in una playlist comprensibilmente molto anni Sessanta


"C’era una volta…a Hollywood" è stato mostrato ieri a Cannes in anteprima mondiale: i principali giornali italiani ne parlano male, quelli inglesi da bene a benissimo

Curiosità, citazioni, link e spunti per capire un po' di cose in più su "C'era una volta a...Hollywood"

Senza spoiler, certo: con un mese e mezzo di ritardo sul resto del mondo, il nuovo film di Quentin Tarantino da oggi è anche in Italia

Il film di Tarantino ha lanciato le carriere di un bel po' di giovani attori e attrici, come Margaret Qualley, Maya Hawke, Mikey Madison, Sydney Sweeney e Austin Butler


Ha interpretato uno dei gangster più famosi della storia del cinema ed è stato diretto da molti importanti registi, da Cronenberg a Stone

Per l'ennesima volta è passata in un nuovo campionato, e ora “si sta mangiando Hollywood”: ma come?

È la seconda volta nella storia che la potente organizzazione di Hollywood espelle uno dei suoi membri (BIll Cosby ne fa ancora parte, per dire)

Due classifiche per due critici: "The Irishman", "Parasite", "Piccole donne" e "C'era una volta…a Hollywood" sono in entrambe, ma non al primo posto

Ne hanno molte soprattutto "Storia di un matrimonio", "The Irishman" e "C'era una volta a... Hollywood"

Sono tra i premi più attendibili per fare previsioni sugli Oscar: sono andati bene "C’era una volta a... Hollywood" e Netflix

E "C'era una volta il West", il film di Sergio Leone che uscì cinquant'anni fa, lo raccontò benissimo

«Ecco cosa c’è di universale, in Noodles. Non rifiuta di vendicarsi, ma vuole farlo a modo suo. E il suo “modo di vedere le cose” sono il silenzio e l’assunzione di responsabilità. Mi sembra che non ci sia niente di più universale della conquista di una simile consapevolezza. Questo mi ha insegnato Noodles. Il suo desiderio di riscatto, pur con tutte le ferite autoinflitte e impossibili da rimarginare, è alla base del meccanismo di identificazione che tanto mi ha stravolto dopo la prima visione del film. La ricerca della salvezza, l’accettazione del proprio destino, malgrado la paura e il dolore. L’innocenza si perde una volta sola – Dominic è già morto, per sempre –, e l’immobilità non impedisce al destino di bussare».

https://www.youtube.com/watch?v=XwIAHFK0E7o

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Un libro racconta la storia della "Venere anatomica", statue bellissime usate per studiare il corpo umano, che oggi sembrano inquietanti e macabre

