• Cultura
  • mercoledì 18 settembre 2019

Le cose da sapere prima di vedere “C’era una volta…a Hollywood”

Senza spoiler, certo: con un mese e mezzo di ritardo sul resto del mondo, il nuovo film di Quentin Tarantino da oggi è anche in Italia

C’era una volta…a Hollywood – che si trova scritto in ogni modo, per colpa di quei maledetti puntini di sospensione: e senza spazio, peraltro – è il nuovo, nono e forse penultimo film di Quentin Tarantino. È stato presentato a maggio a Cannes, è uscito in America a luglio, e finalmente arriva oggi in Italia: l’ultimo paese del mondo, esclusa la Corea del Sud. Il film è ambientato a Hollywood negli anni Sessanta e ha a che fare con le storie di Charles Manson e Sharon Tate, ma i suoi protagonisti sono altri: i due personaggi di fantasia interpretati da Brad Pitt e Leonardo DiCaprio. In generale se ne è parlato tra il bene e il molto bene, soprattutto negli Stati Uniti, e anche gli incassi sono stati buoni.

In quanto film di Tarantino, C’era una volta…a Hollywood è straripante di citazioni e riferimenti di ogni tipo, oltre che di quelle cose-alla-Tarantino che qualcuno adora e qualcun altro schifa. Ma ci sono anche molte cose che lo rendono un film diverso dagli altri di Tarantino, certamente più personale e secondo molti più maturo. Se siete di quelli che non vogliono sapere niente di niente prima di vedere un film, smettete di leggere. In ogni caso sappiate che questo articolo non contiene spoiler, ma solo informazioni minime e di contesto sul film che può essere interessante conoscere prima di andare al cinema.

Gli attori e le attrici
Leonardo DiCaprio è Rick Dalton, un attore che aveva avuto successo in passato e che ora si arrabatta tra una serie tv western e l’altra per cercare di restare in qualche modo rilevante, e per permettersi la casa con piscina a Cielo Drive, a Hollywood. Brad Pitt è Cliff Booth, il suo stuntman, ma anche il suo autista, tuttofare e galoppino personale. Pitt e DiCaprio avevano recitato insieme solo per The Audition: un cortometraggio su commissione diretto da Martin Scorsese, in cui DiCaprio e Robert De Niro litigano su chi sarà il prossimo protagonista di un film di Scorsese, e alla fine arriva Pitt che si prende il ruolo. Quella in C’era una volta…a Hollywood può però essere considerata la loro prima vera collaborazione.

La terza protagonista del film è Margot Robbie, che interpreta Sharon Tate. Oltre a lei nel film ci sono altri attori che interpretano persone realmente esistite (come Bruce Lee o Steve McQueen) e il cast è pieno di ottimi attori e attrici: Al Pacino, Dakota Fanning, Emile Hirsch, Bruce Dern, Luke Perry (nel suo ultimo ruolo prima di morire) e anche Kurt Russell e Michael Madsen (due della “gang” di Tarantino, presenti in moltissimi suoi film). Le attrici di cui probabilmente cercherete su Google il nome dopo aver visto il film sono la giovanissima Julia Butters e la giovane Margaret Qualley.

La storia
C’era una volta…a Hollywood è uno di quei film di cui non serve dire granché, perché è chiaro che la trama sia quasi secondaria: ci sono dei personaggi che si muovono in una serie di posti in un determinato momento storico. In particolare la Hollywood del 1969, subito dopo la “Summer of Love” e appena prima che cambiasse in seguito agli omicidi di Charles Manson. Il legame tra Rick Dalton e Sharon Tate comunque sta solo nel fatto che i due sono vicini di casa a Cielo Drive: lui, attore di medio livello in fase calante; lei, moglie dell’apprezzatissimo regista Roman Polanski, che nel 1968 aveva diretto Rosemary’s Baby. Ci sono momenti lenti e dialogati come in The Hateful Eight, ci sono momenti che fanno ridere di gusto ma ci sono anche pezzi di altro tenore, comprese le scene splatter che tanto piacciono a Tarantino e a quelli a cui piace Tarantino.

La storia vera
Il film non è un film sulla vicenda di Charles Manson – capo di una setta che ordinò l’omicidio di Sharon Tate, tra le altre cose – ma quella vicenda fa parte del film. C’è un personaggio che interpreta Manson (tra l’altro lo stesso che lo interpreta in Mindhunter) e si parla della Famiglia (la setta dei seguaci di Manson) e di quello che successe l’8 agosto 1969: una data spartiacque, da prima-e-dopo, nella storia statunitense. La giornalista Joan Didion, grande narratrice della Hollywood degli anni Sessanta e Settanta, disse che «molti pensarono che gli anni Sessanta di Los Angeles fossero finiti la mattina del 9 agosto, quando si venne a sapere quel che era successo a Cielo Drive». Manson è morto nel novembre 2017 e la sua storia è raccontata qui. La storia di Sharon Tate e di quello che le successe è invece qui.

Ma Charles Manson e Sharon Tate non sono le uniche cose “vere” di C’era una volta…a Hollywood. Il film è infatti il primo, tra quelli di Tarantino, che parla di quel cinema: ci sono quindi pezzi di finti film e finte serie tv dentro al vero film, un’attrice che va al cinema a vedere un suo film, veri film con attori veri, finti film con attori finti e veri film con attori finti.

Qualche dettaglio
Tarantino ha raccontato che nei suoi piani iniziali C’era una volta…a Hollywood avrebbe dovuto essere un romanzo, a cui aveva lavorato per cinque anni. Poi però decise che la storia sarebbe diventata un film, da lui definito il suo film più personale: nel 1969 Tarantino aveva sette anni, viveva ad Alhambra, non molto lontano da Hollywood, e stava già iniziando a formare la sua gigantesca cultura televisivo-cinematografica.

Uno degli aspetti più elogiati del film è il modo in cui la Hollywood di cinquant’anni fa è stata ricostruita con fedeltà, spesso ricreando interi ambienti (comprese intere vie) e limitando al minimo l’uso della computer grafica. C’è molto vagare per Hollywood in C’era una volta…a Hollywood, e quindi molte occasioni per verificare quanto Tarantino abbia saputo ricreare i vari dettagli di un’epoca ben precisa. «Questo film», ha scritto il Telegraph, «è la più verosimile e immersiva rappresentazione della Los Angeles di fine anni Sessanta da quando esisteva la Los Angeles di fine anni Sessanta».

Il direttore della fotografia è Robert Richardson, storico collaboratore di Tarantino, e il film è stato girato in analogico, su pellicola Kodak da 35 millimetri, in formato anamorfico e con lenti Panavision. Girare su pellicola è una di quelle cose a cui Tarantino è uno dei pochi a tenere ancora molto: se voi, ultimi romantici, siete come lui, ci sono alcuni cinema in Italia che proietteranno il film così come si faceva una volta, quando si giravano i film su pellicola e i film si portavano in giro su strada e non erano solo file da scaricare via internet. Richardson ha raccontato che Tarantino gli disse, prima di girare: «Voglio un film con un’atmosfera retrò, che però sia anche contemporaneo».

Le recensioni, i voti, le opinioni
Su IMDb il voto medio di C’era una volta…a Hollywood, votato da circa 200mila utenti, è di 8 su 10; il suo Metascore, un voto dato partendo dalle opinioni dei critici più importanti, è di 83 su 100; e su Rotten Tomatoes il film si è guadagnato un buon 85 per cento (vuol dire, in breve, che l’85 per cento delle quasi 500 recensioni considerate ne parlano in modo positivo). La sintesi fatta da quest’ultimo sito è: «Vivace e sfrenato ma allo stesso tempo solido e accurato, C’era una volta…a Hollywood bilancia gli insulti provocatori di Tarantino con la limpidezza della visione di un regista maturo». A guardare numeri e percentuali, sono valutazioni in linea o poco superiori con quelle degli ultimi tre film di Tarantino: Bastardi senza gloria, Django Unchained e The Hateful Eight, usciti nel 2009, nel 2012 e nel 2015.

Quando fu presentato a Cannes, C’era una volta…a Hollywood fu accolto male da molti critici italiani – Paolo Mereghetti parlò «dell’auto-monumento di un regista convinto di potersi permettere qualsiasi cosa» – ma molto meglio dalla critica internazionale e americana, che fu invece entusiasta. Justin Chang del Los Angeles Times ha parlato di un film «con una grande potenza evocativa» e allo stesso tempo «inaspettatamente commovente». È praticamente impossibile trovare qualcuno che abbia parlato male di come recitano DiCaprio e Pitt (Robbie ha meno scene, ma sono arrivati molti elogi anche per lei) e molti critici ci hanno tenuto a sottolineare la qualità tecnica del film e la sua capacità di emozionare e far riflettere, oltre che di stupire, intrattenere e divertire.

Le cose di cui parleremo, forse
Restando volutamente sul vago, il film fa venire una gran voglia di riascoltarsi la colonna sonora e di scovare citazioni di ogni tipo e di andare a vedere chi sono e che storia hanno i veri personaggi e luoghi della storia del cinema che si vedono nel film. Negli Stati Uniti si è anche parlato delle critiche su come alcuni personaggi realmente esistiti siano stati rappresentati e raccontati, e di quelle vecchie storie sempre uguali sulla violenza e la rappresentazione delle donne nei film di Tarantino. C’è anche chi ha scritto che C’era una volta…a Hollywood è il “Make America Great Again” di Tarantino e che il film è «porno nostalgia».

Quindi
Quindi nient’altro, almeno per adesso, visto che prima delle prime proiezioni del film Tarantino scrisse in una lettera: «Amo il cinema. Amate il cinema. È il viaggio alla scoperta di una storia, per la prima volta. […] Vi chiedo di non rivelare niente che possa privare altri spettatori dall’avere un’esperienza di visione come la vostra».

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