Fiori nei vetri rotti dai proietti al ristorante Le Petit Cambodge, Parigi, 15 novembre 2015 (AP Photo/Peter Dejong)
  • Mondo
  • venerdì 13 Novembre 2020

Gli attacchi terroristici a Parigi, cinque anni fa

Il 13 novembre del 2015 nella capitale francese ci furono attentati coordinati in sei zone della città: il più grave fu quello al Bataclan, la sala da concerti dove furono uccise 90 persone

Fiori nei vetri rotti dai proietti al ristorante Le Petit Cambodge, Parigi, 15 novembre 2015 (AP Photo/Peter Dejong)

Sono passati cinque anni dagli attacchi terroristici del 13 novembre del 2015 a Parigi, in cui morirono in totale 130 persone oltre a sette attentatori. L’attacco più grosso tra quelli compiuti in diverse zone della città la stessa sera e poi rivendicati dall’ISIS (o Stato islamico) fu quello al Bataclan, una sala da concerti da 1.500 posti dove stavano suonando gli Eagles of Death Metal, una nota band rock californiana. Le immagini e i video che hanno iniziato a circolare subito dopo gli attacchi raccontano una parte della storia e hanno aiutato a ricostruire cosa accadde esattamente la sera del 13 novembre. Dopo gli attentati in Francia si cominciò a discutere ancora di più sia dell’impreparazione dei servizi di intelligence europei, sia del problema della radicalizzazione islamica, che è da tempo al centro di numerosi dibattiti e discussioni.

Gli attacchi terroristici furono attuati a partire dalle 21.20 circa di venerdì 13 novembre 2015 in sei zone differenti di Parigi, per lo più in quartieri nella zona est del centro città. Agendo in modo coordinato, in alcuni casi gli attentatori si fecero esplodere con delle cinture esplosive dopo aver sparato con armi automatiche alle persone che si trovavano intorno. Al Bataclan, invece, tre terroristi uccisero 90 persone e ne presero in ostaggio un centinaio per circa due ore.

In Rue de Charonne gli attentatori uccisero 21 persone che si trovavano al ristorante La Belle Équipe e altre cinque al La Casa Nostra; altre 13 persone furono uccise tra il Carillon Café e il Le Petit Cambodge, vicino a Rue Alibert. Circa quattro chilometri più a sud, un attentatore colpì da solo la brasserie Comptoir Voltaire azionando la sua cintura esplosiva e ferendo una quindicina di persone, ma uccidendo soltanto se stesso.

Allo stesso tempo, ci furono anche due attacchi suicidi allo Stade de France, il principale stadio della città dove si stava giocando una partita amichevole di calcio tra le nazionali di Francia e Germania, a cui era presente anche l’allora presidente della Repubblica francese, François Hollande.

Tifosi allo Stade de France a Saint Denis, 13 novembre 2015 (AP Photo/Christophe Ena)

Attorno alla mezzanotte tra il 13 e il 14 novembre, Hollande dichiarò lo stato d’emergenza e disse che erano morte almeno 130 persone e più di 350 erano state ferite.

La situazione più grave era quella del Bataclan, la sala da concerti che si trova circa un chilometro a sud di Rue Alibert. Attorno alle 21.40, tre terroristi che pochi minuti prima avevano sparato da un’auto in corsa contro i bar e i ristoranti del X e XI arrondissement raggiunsero il Bataclan, dove circa una mezz’ora prima era iniziato il concerto degli Eagles of Death Metal. Dopo aver sparato ad alcune persone che stavano fumando e a un addetto alla sicurezza entrarono nel locale, salirono su un piano rialzato tra la platea e i palchi e cominciarono a sparare a caso sulla folla.

Secondo diverse ricostruzioni, la maggior parte delle persone morte al Bataclan furono uccise nei primi minuti dall’arrivo dei terroristi; molte si sdraiarono a terra fingendosi morte e molte altre provarono a scappare nei bagni, dalle uscite di sicurezza e sul tetto.

– Guarda anche: Le foto degli Eagles of Death Metal al Bataclan

Durante la serata del 13 novembre iniziarono a circolare su internet i primi video e le prime immagini di persone che si trovavano nei paraggi.

Le Monde pubblicò un video piuttosto impressionante girato da Daniel Psenny, un suo giornalista che abitava sopra a un’uscita secondaria del Bataclan: mostrava decine di persone scappare di corsa dal teatro, ma anche alcuni corpi stesi per terra e insanguinati appena fuori dalla porta. Nel corso del filmato, che dura poco meno di tre minuti, si sentono anche diversi spari e vengono inquadrate alcune persone appese alle finestre del secondo piano del locale. Il video si può vedere qui ma attenzione, le immagini sono molto forti.

Mentre la band riusciva a scappare fuori dal locale, alcune persone vennero prese come ostaggio dai terroristi.

I primi agenti di polizia arrivarono al Bataclan attorno alle 22, trovandosi davanti una situazione che uno di loro definì «una scena dell’Inferno di Dante». Spararono a un terrorista, facendo azionare la sua cintura esplosiva, e pochi minuti dopo furono raggiunti dagli uomini della “Brigades de Recherche et d’Intervention” (BRI), un’unità d’élite delle forze speciali francesi. Attorno alle 23.45 gli agenti della BRI sfondarono la porta della stanza dentro cui gli altri due terroristi avevano preso in ostaggio le persone, costringendoli ad arrivare fino alla fine del corridoio e lasciando agli ostaggi lo spazio per mettersi in salvo. Le cinture esplosive dei terroristi vennero azionate – non fu chiaro se a causa dei proiettili o se attivate da loro – e l’operazione si concluse senza altri feriti.

Fiori lasciati vicino al Bataclan, Parigi, 15 novembre 2015 (Jeff J Mitchell/Getty Images)

Il 14 novembre a Parigi rimasero chiusi musei, scuole, biblioteche, palestre e mercati e furono vietate le manifestazioni; i mezzi di trasporto erano quasi vuoti e negli aeroporti erano stati rafforzati i controlli di sicurezza.

Dopo il primo annuncio fatto nella notte tra venerdì e sabato dalla sua residenza ufficiale, il presidente Hollande si recò al Bataclan, dove parlò con i giornalisti una seconda volta; la mattina successiva tenne un terzo discorso in cui disse che gli attacchi erano «un atto di guerra» compiuto da «un esercito di terroristi, l’ISIS». Poco dopo la conferenza stampa di Hollande, l’ISIS rivendicò gli attentati di Parigi. L’ISIS parlò di otto attentatori suicidi: la polizia disse che sette di loro si erano fatti saltare in aria, mentre un ottavo uomo era stato ucciso.

– Leggi anche: L’intervista agli Eagles of Death Metal dopo l’attacco al Bataclan

Durante la giornata del 14 novembre continuarono ad arrivare video e immagini relative agli attacchi o ai luoghi coinvolti ripresi il giorno successivo. Per esempio, qui si vedeva che le vetrine di Rue Bichat – la via dove si trova Le Petit Cambodge – erano tutte rotte. Allo stesso tempo, molti capi di governo espressero solidarietà alla Francia e vennero organizzate numerose manifestazioni pacifiche, anche in Italia.

Nel pomeriggio del 14 novembre, la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, annunciò che quella sera la Tour Eiffel sarebbe rimasta spenta in omaggio alle vittime degli attacchi.
Poco dopo il ministero della Giustizia belga disse che alcune persone erano state arrestate a Bruxelles perché sospettate di essere collegate agli attentati di Parigi.

Prima del novembre 2015, all’inizio dell’anno, a Parigi c’erano stati altri attacchi terroristici: quello alla redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, in cui morirono 12 persone, una sparatoria a sud di Parigi in cui rimase uccisa una poliziotta e un attacco a un supermercato kosher dove vennero uccise altre 4 persone. Nel marzo del 2016 venne arrestato a Bruxelles Salah Abdeslam, l’unico sopravvissuto tra gli attentatori e il principale sospettato di aver gestito la logistica degli attacchi di Parigi, poi condannato a 20 anni di carcere in Belgio per il tentato omicidio di alcuni poliziotti.

Il Bataclan rimase chiuso per un anno e riaprì il 12 novembre del 2016, con un concerto di Sting tutto esaurito a cui parteciparono anche alcuni familiari delle persone morte e alcuni sopravvissuti. Sting iniziò dicendo in francese al pubblico: «Stasera dobbiamo fare due cose importanti. La prima è ricordare e onorare quelli che sono morti nell’attacco di un anno fa. E poi dobbiamo celebrare la vitalità e la musica di questo storico luogo».

– Leggi anche: La storia della porta dell’uscita di sicurezza del Bataclan dipinta da Banksy

La questione del terrorismo in Francia è tornata a far discutere anche negli ultimi mesi, per via dell’accoltellamento di due persone vicino alla vecchia redazione di Charlie Hebdo e soprattutto in seguito alla decapitazione di Samuel Paty, un insegnante che aveva mostrato in classe alcune caricature del profeta Maometto.