(Kiran Ridley/Getty Images)
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  • lunedì 19 Ottobre 2020

Le manifestazioni per Samuel Paty, in Francia

Sono state organizzate a Parigi e in altre città, dopo la decapitazione dell'insegnante di scuola media che aveva mostrato in classe alcune caricature del profeta Maometto

(Kiran Ridley/Getty Images)

Domenica 18 ottobre nelle principali città francesi migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni organizzate per ricordare e celebrare Samuel Paty, l’insegnante di scuola media decapitato venerdì pomeriggio nella periferia nord di Parigi, in quello che il presidente francese Emmanuel Macron ha definito un «attacco terroristico islamista». Paty – che insegnava storia, geografia ed educazione civica – aveva mostrato alcune caricature del profeta Maometto in una lezione sulla libertà d’espressione. Il sospettato dell’omicidio, un 18enne russo di origine cecena, è stato ucciso dalla polizia durante un tentativo di arresto.

La manifestazione più grande – alla quale si sono uniti la sindaca Anne Hidalgo e il primo ministro Jean Castex – è stata organizzata a Place de la République. Oltre ai tanti cartelli, le migliaia di persone presenti hanno fatto un minuto di silenzio e hanno anche cantato la Marsigliese (l’inno della Francia). Alcune di loro hanno poi intonato la canzone “Adieu Monsieur Le Professeur”, una canzone degli anni Sessanta di Hugues Aufray.

I resoconti di chi era presente in piazza parlano di un clima pacifico, seppur – come ha scritto France 24 – «con un genuino senso di tristezza e frustrazione». Sempre France 24 ha parlato della presenza di diverse categorie di persone: molti professori ma anche anziani e famiglie. Le immagini mostrano che praticamente ogni persona presente indossava correttamente la mascherina.

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L’uccisione di Paty – del quale si era parlato dopo che alcuni genitori avevano criticato e discusso sui social la sua scelta di mostrare le immagini di Maometto, seppur con determinate ragioni e in preciso contesto – segue l’accoltellamento, il 25 settembre a Parigi vicino alla vecchia redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo, di due persone, da parte di un 25enne di origine pakistana. L’attacco era stato collegato all’inizio del processo – cominciato il 2 settembre – alle persone accusate di essere coinvolte nell’attentato del 2015 alla redazione del settimanale satirico, oltre che nella successiva sparatoria a sud di Parigi in cui rimase uccisa una poliziotta, e nel seguente attacco a un supermercato kosher, dove vennero uccise altre quattro persone. Il processo è tuttora in corso.