Poliziotti nella strada dove è stato ucciso un insegnante della scuola media Bois D'Aulne a Conflans-Sainte-Honorine, in Francia, il 16 ottobre 2020 (Kiran Ridley/Getty Images)
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  • sabato 17 Ottobre 2020

Cosa sappiamo dell’insegnante decapitato in Francia

Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che è stato ucciso in un «attacco terroristico islamista»

Poliziotti nella strada dove è stato ucciso un insegnante della scuola media Bois D'Aulne a Conflans-Sainte-Honorine, in Francia, il 16 ottobre 2020 (Kiran Ridley/Getty Images)

Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che l’omicidio dell’insegnante decapitato venerdì pomeriggio a Conflans-Sainte-Honorine, alla periferia nord di Parigi, è stato un «attacco terroristico islamista». L’uomo si chiamava Samuel Paty, aveva 47 anni e insegnava storia e geografia nella scuola media di Bois d’Aulne. Aveva recentemente mostrato alcune caricature del profeta Maometto ai suoi studenti durante una lezione sulla libertà d’espressione; alcuni genitori se ne erano lamentati e ne avevano discusso sui social network. Il sospettato dell’omicidio, un 18enne russo di origine cecena, è stato ucciso dalla polizia durante un tentativo di arresto. A indagare sul caso è la polizia antiterrorismo.

Cosa è successo
Secondo le ricostruzioni dei giornali francesi, venerdì pomeriggio, intorno alle 17, la polizia di Conflans-Sainte-Honorine aveva ricevuto una segnalazione su una persona sospetta nelle strade vicino alla scuola media di Bois d’Aulne. Una volta intervenuti i poliziotti avevano trovato il corpo di Paty, decapitato, e poi, poco distante, avevano provato a interrogare un uomo con un coltello che li aveva minacciati: gli agenti avevano risposto sparando, e il sospettato, colpito, è morto a causa delle ferite.

Cosa si sa del sospettato
Secondo fonti anonime vicine alle indagini dell’agenzia di stampa AFP, il sospettato avrebbe gridato «Allah Akbar» prima di essere ucciso dalla polizia. Dopo l’omicidio di Paty l’uomo aveva diffuso su Twitter una fotografia della testa dell’insegnante con un messaggio indirizzato a Macron, secondo cui l’attacco sarebbe stato una vendetta contro una persona «che ha osato sminuire Maometto». I giornali dicono che nel pomeriggio l’uomo era stato visto vicino alla scuola media di Bois D’Aulne e aveva chiesto agli studenti di indicargli chi fosse Samuel Paty.

La scuola media di Bois D’Aulne, dove lavorava l’insegnante ucciso il 16 ottobre 2020 (Kiran Ridley/Getty Images)

Gli investigatori hanno confermato alcune informazioni sull’identità del sospettato già diffuse dai media francesi: il sospettato aveva 18 anni, era nato a Mosca, in Russia e aveva origini cecene. Abitava a Évreux, in Normandia, e aveva lo status di rifugiato politico; il suo permesso di soggiorno in Francia era stato emesso lo scorso marzo.

Secondo quanto riportato da AFP, ieri notte quattro persone, tra cui un minorenne, sono state arrestate: farebbero parte della famiglia del sospettato. Altre cinque persone sono state arrestate oggi, secondo fonti nella polizia di Reuters.

– Leggi anche: Che cosa significa “Allah akbar”?

Il secondo attacco in un mese
Il 25 settembre, tre settimane fa, un uomo e una donna erano stati accoltellati a Parigi, vicino alla vecchia redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo, da un 25enne di origine pakistana. L’attacco era stato collegato all’inizio del processo – cominciato il 2 settembre – alle persone accusate di essere coinvolte nell’attentato del 2015 alla redazione del settimanale satirico, oltre che nella successiva sparatoria a sud di Parigi in cui rimase uccisa una poliziotta, e nel seguente attacco a un supermercato kosher, dove vennero uccise altre quattro persone. Il processo è tuttora in corso.