(ANSA/DONATO FASANO)

Come sono andate le elezioni amministrative

Si votava in quasi mille comuni: a Venezia è stato rieletto il sindaco di centrodestra, a Mantova ha stravinto quello di centrosinistra

(ANSA/DONATO FASANO)

Oggi si è tenuto lo scrutinio delle elezioni amministrative nei quasi mille comuni in cui si è votato fra domenica e lunedì, dopo che ieri sono state scrutinate le schede del referendum sul numero dei parlamentari e delle elezioni regionali (qui trovate una sintesi dei risultati alle regionali, qui i dati definitivi sul referendum). Si è votato in quasi mille comuni, tra cui 15 capoluoghi e diverse città importanti: a Venezia è stato rieletto il sindaco uscente di centrodestra, a Mantova e Trento ha stravinto il centrosinistra, e si andrà al ballottaggio a Reggio Calabria e Bolzano. Il Post ha seguito la giornata con un liveblog, che trovate qui sotto.

– Leggi anche: I risultati delle elezioni comunali nei capoluoghi

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17.30 – Il punto della situazione sulle amministrative
A Venezia, dove siamo a due terzi dello spoglio, sarà rieletto il sindaco uscente Luigi Brugnaro, eletto col centrodestra. Anche a Mantova ha vinto il sindaco uscente, Mattia Palazzi del centrosinistra. A Trento lo spoglio è quasi concluso: ha vinto il centrosinistra col suo candidato Franco Ianeselli. Si andrà invece al ballottaggio a Reggio Calabria, Arezzo e Bolzano. Alle elezioni regionali della Valle d’Aosta la Lega è nettamente il primo partito, col 23,92 per cento.

16.23 – Altri risultati quantomeno bizzarri: a Pomigliano d’Arco, paese natale di Luigi Di Maio – dove si fa vedere spesso per manifestazioni e comizi – il candidato presidente del centrosinistra in Campania, Vincenzo De Luca, ha raccolto il 63,76 per cento dei voti contro il 21,63 per cento della candidata del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino. Nella coalizione di De Luca il partito più votato è risultato Italia Viva di Matteo Renzi, che ha ottenuto il 15,4 per cento.

16.07 – A Cascina, il paese in provincia di Pisa dove era stata sindaca Susanna Ceccardi, i candidati di centrosinistra e centrodestra alle comunali andranno al ballottaggio, col centrosinistra in vantaggio di sette punti. Anche alle elezioni regionali a Cascina ha vinto il centrosinistra: Eugenio Giani ha ottenuto una decina di punti in più rispetto a Ceccardi.

15.15 – Gli scrutini sono ancora in corso – del resto alle comunali bisogna conteggiare anche le preferenze, i voti disgiunti e così via – ma qualche punto fermo lo possiamo mettere: a Trento e Mantova abbiamo superato la metà dei seggi e in entrambe le città ha vinto il centrosinistra al primo turno.

12.40 – Il 23 agosto, durante un tour elettorale della Puglia, sembra che Matteo Salvini avesse celebrato in anticipo l’elezione di Primiano Di Mauro a sindaco di Lesina, un paese in provincia di Foggia. Di Mauro era infatti l’unico candidato che aveva raccolto il sostegno necessario per presentarsi, e Salvini diede per fatta la sua elezione. Le cose non sono andate così.

Nei comuni con meno di 15mila abitanti in presenza di un solo candidato è previsto un quorum del 50 per cento degli elettori più uno. Alle elezioni comunali di Lesina ha partecipato il 49,01 per cento degli elettori: ne mancavano 58, secondo Foggia Today, per rendere valida l’elezione. Molti elettori si sono esplicitamente rifiutati di votare alle comunali, dato che alle regionali e al referendum l’affluenza ha superato abbondantemente il 50 per cento.

Sembra che la sconfitta di Di Mauro sia stata provocata da comitati di centrodestra e centrosinistra, che nelle settimane scorse avevano invitato gli abitanti di Lesina ad astenersi ed evitare il raggiungimento del quorum. Lesina sarà quindi commissionata dal ministero dell’Interno, in attesa di una nuova elezione.

12.33 – YouTrend dice che a Venezia il sindaco uscente Luigi Brugnaro, sostenuto dal centrodestra, sarà rieletto al primo turno.

12.30 – Forse il tweet politico più surreale che leggerete oggi: Marine Le Pen che fa i complimenti a Salvini per la vittoria nelle Marche (il nuovo presidente di regione, fra l’altro, appartiene a Fratelli d’Italia).

12.13 – YouTrend ha messo insieme i voti ottenuti alle elezioni regionali dai principali partiti e liste. Spicca il risultato della lista Zaia, che da sola ha preso più voti del Movimento 5 Stelle nelle sei regioni in cui si è votato ieri (non ci sono ancora i risultati definitivi della Valle d’Aosta). Tenendo conto che nella lista Zaia ci sono soprattutto militanti e dirigenti della Lega, i partiti di centrodestra hanno raccolto in tutto il 48,6 per cento dei voti.

11.52 – Diversi commentatori hanno notato che il buon risultato di ieri del Partito Democratico ha di fatto frenato il dibattito interno al partito: diversi leader che sostengono una linea diversa da quella di Zingaretti – fra cui il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, e il presidente di regione dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini –  stamattina gli hanno fatto i complimenti, mettendo da parte le critiche che avevano sollevato nelle scorse settimane.

11.28 – YouTrend dice che a Mantova è stato rieletto Mattia Palazzi del centrosinistra. Qualche anno fa Palazzi fu coinvolto in un caso giudiziario per stalking di cui parlarono tutti i giornali, che si concluse con la condanna per diffamazione della sua accusatrice.

11.18 – Le proiezioni Opinio-Rai dicono che a Chieti il candidato della destra Fabrizio Di Stefano sarebbe in vantaggio. Nel 2011, quando era senatore, Di Stefano presentò una proposta di legge volta all’abolizione della dodicesima norma transitoria della Costituzione, cioè quella che recita così: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista».

11.15 – Si è votato anche in due collegi di Sardegna e Veneto per le elezioni suppletive del Senato. In entrambi hanno vinto i candidati del centrodestra: in Veneto per il seggio di Stefano Bertacco (di Fratelli d’Italia, morto lo scorso giugno) ha vinto Luca De Carlo e in Sardegna il seggio di Vittoria Bogo Deledda (del M5S, morta lo scorso marzo) è stato vinto da Carlo Doria.

11.04 – YouTrend dice che a Bolzano si andrà al ballottaggio:

10.31 – Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, del Movimento 5 Stelle, ha commentato su Repubblica di oggi i risultati di referendum e regionali dicendo chiaramente che il suo partito, quando si vota nelle regioni e nei comuni, mostra «delle debolezze», che è «necessaria una riflessione innanzitutto» su come collocarlo e che, secondo lui, è necessario fare con il PD un’alleanza strutturale. Il segretario del PD Nicola Zingaretti ha a sua volta dichiarato che se il M5S gli avesse dato retta, sulle alleanze, avrebbero «probabilmente vinto tutte le regioni eccetto il Veneto». In Liguria, dove l’alleanza tra PD e M5S c’è effettivamente stata, non è però andata benissimo. Patuanelli ha detto:

«Non dobbiamo fare alleanze per vincere da qualche parte, dobbiamo capire se esistono temi comuni e spazi politici comuni, se esiste la possibilità di un’alleanza organica, che si fa sui temi, non per vincere in una Regione. E io penso che questi spazi ci siano».

Come si fa a costruirla?
«Parlandosi e strutturando un campo comune. Siamo veramente interessati a un cambio di paradigma in funzione industriale e di sostenibilità dei cicli produttivi? Ci interessa parlare dei diritti civili e sociali delle persone? Di innovazione, rete unica, digitale? A noi tanto».

Siete al governo insieme da più di un anno e non lo avete ancora capito?
«Abbiamo passato gran parte del tempo da quando siamo al governo col Pd ad affrontare una pandemia. Quando ci siamo seduti a parlare di queste cose, erano secondarie. Adesso si apre una fase nuova. Abbiamo davanti due anni e mezzo di legislatura, perché è evidente che questo governo va avanti fino a marzo 2023. Da un lato abbiamo una destra che si sta radicando sempre più nel campo conservatore. Dall’altra, noi siamo per antonomasia il Movimento del cambiamento. Il nostro campo è progressista e riformista».

10.24 – Stanno cominciando ad arrivare le prime proiezioni sulle amministrative: a Mantova è avanti (e di molto) il candidato del centrosinistra Mattia Palazzi, a Venezia è in vantaggio Luigi Brugnaro, di centrodestra, a Matera Rocco Sassone, sempre di centrodestra. A Reggio Calabria le proiezioni Opinio-Rai (copertura 9 per cento) danno il candidato di centrosinistra Giuseppe Falcomatà avanti di un punto sul candidato di centrodestra, Antonino Minicuci.

10.17 – Questa mattina è iniziato lo spoglio in Valle d’Aosta, settima regione al voto. Ieri erano usciti gli exit poll: la Lega sembra confermare il buon risultato alle regionali del 2018 e dovrebbe diventare il primo partito. I dati sull’affluenza, definitivi, dicono che c’è stato un aumento di cinque punti percentuali rispetto alle precedenti regionali: 70,51 per cento contro il 65,13 per cento del maggio 2018.

In Valle d’Aosta, che ha 100mila elettori ed è la più piccola regione italiana, le elezioni sono state anticipate, dopo le dimissioni del presidente Antonio Fosson, eletto nel 2018 al posto della leghista Nicoletta Spelgatti, sfiduciata dal Consiglio regionale. Fosson si era dimesso a dicembre del 2019 perché indagato per scambio elettorale politico-mafioso nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Torino sul ruolo avuto dalla ‘ndrangheta nelle elezioni regionali 2018.

La Valle d’Aosta ha un particolare sistema elettorale che non prevede l’elezione diretta del presidente di regione, come avviene in quasi tutte le altre regioni italiane. I 35 membri del consiglio regionale vengono eletti con un sistema proporzionale, e solo in un secondo momento eleggono il presidente. È previsto un premio di maggioranza: la lista che riesce a superare il 42 per cento dei voti ottiene un minimo di 21 seggi: nel 2018 nessuna forza politica ci era andata lontanamente vicino.

10.05 – Al referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari ha vinto il Sì con oltre il 69 per cento, mentre il No si è fermato a poco più del 30. Cosa cambierà? Lo abbiamo messo in fila qui.

9.35 – A proposito di risultati del 100 per cento o quasi (Zaia ha vinto in tutti i comuni del Veneto da cui sono arrivati i risultati con un vantaggio di almeno dieci punti).

9.28 – È arrivato il primo risultato di queste amministrative: a Valleve, un paesino in provincia di Bergamo, l’unico candidato Gianfranco Lazzarini ha vinto con 69 voti – il 100 per cento – su 128 abitanti. Valleve è uno dei tre comuni della bergamasca commissariati nel 2018 dopo che i loro sindaci erano stati accusati di truffa a danno della regione nella gestione degli impianti sciistici locali.

9.21 – Lo scrutinio delle amministrative è appena iniziato, ma da ieri pomeriggio circolano alcuni exit poll – da prendere con le molle – dei risultati nelle principali città. Secondo questi dati a Venezia sarebbe rieletto il sindaco uscente Luigi Brugnaro, eletto col centrodestra, a Trento e Mantova vincerebbe il centrosinistra, mentre a Bolzano e Reggio Calabria si andrebbe al ballottaggio.

Alle amministrative di Bolzano sarebbe avanti Roberto Zanin del centrodestra al 33-37%, mentre Renzo Caramaschi è al 29-33 e Luis Walcher di Svp tra 10,5-14,5%.

Trento Franco Ianeselli del centrosinistra è al 51-55%, seguito da Andrea Merler del centrodestra tra il 30-34% e Carmen Martini del M5s al 3,5-5,5%.

A Lecco in testa Peppino Ciresa del centrodestra al 49-53, Mauro Gattinoni del centrosinistra al 36-40%, Silvio Fumagalli tra il 4,5-6,5%.

Mantova il candidato del centrosinistra Mattia Palazzi è fra il 62 e 66%, Stefano Rossi del centrodestra tra il 25 e il 29%.

Venezia vede Luigi Brugnaro del centrodestra è al 49,5-53,5%, Pierpaolo Baretta del centrosinistra tra il 29,5 e il 33,5%, Sara Visman è al 2,5-4,5.

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9.05 – Un altro partito uscito malconcio dai risultati di ieri è Italia Viva di Matteo Renzi. Come ha notato l’esperto di comunicazione politica Dino Amenduni, il partito ha superato il 5 per cento soltanto in Campania – grazie soprattutto al consenso personale del senatore Gennaro Migliore, scrivono i giornali – e non è risultato decisivo nelle vittorie del centrosinistra in Toscana e Campania. La candidatura del suo leader più visibile, Ivan Scalfarotto in Puglia, ha raccolto l’1,61 per cento dei voti: circa un decimo del Movimento 5 Stelle, che pure è arrivato terzo. In provincia di Firenze, la città di cui Renzi è stato sindaco dal 2009 al 2014, Italia Viva ha ottenuto appena il 6,06 per cento.

«La sfida di candidati riformisti, che fossero alternativi ai populismi di destra ma anche di sinistra, è fallita. Poco è stato il tempo per organizzare la campagna elettorale e fare comprendere il progetto. Ma certo noi non cambiamo direzione», ha detto il coordinatore del partito Ettore Rosato a Repubblica.

9.00 – I toni usati da Salvini per commentare i risultati di ieri sono stati molto più dimessi. Oltre alla sconfitta subita in Toscana da una candidata considerata molto vicina a lui, la Lega è andata molto male in alcune regioni dove negli ultimi anni era riuscita ad affermarsi. In Campania si è fermata al 5,55 per cento, in Puglia al 9,58 (e in entrambe è stata superata da Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni). In Toscana, dove era reduce dal 31,5 per cento raccolto alle elezioni europee del 2019, è scesa al 21,5 per cento: il divario col PD è passato da meno di 2 punti a quasi 15.

8.55 – Da ieri sera sta circolando molto una dichiarazione a metà fra l’auspicio e la previsione fatta da Matteo Salvini qualche settimana fa: «mi pongo l’obiettivo del sette a zero», aveva detto a proposito delle sette regioni che avrebbero votato di lì a breve. In attesa della Valle d’Aosta, per ora è finita 3-3.

8.43 – Fra poco più di un quarto d’ora, invece, gli scrutatori di quasi mille comuni si riuniranno per il quarto giorno consecutivo per conteggiare le schede delle elezioni amministrative. Vanno tenuti d’occhio soprattutto i 15 comuni capoluogo: Chieti, Matera, Crotone, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Fermo, Macerata, Andria, Trani, Arezzo, Bolzano, Trento, Aosta e Venezia. Inizierà stamattina anche lo spoglio delle regionali in Valle d’Aosta. In Sicilia e Sardegna le elezioni amministrative. si terranno invece a ottobre.

Le regole del gioco sono le stesse di sempre: nei comuni sopra i 15mila abitanti se nessun candidato supera il 50 per cento dei voti si andrà al ballottaggio, da tenere fra due settimane. I dati ufficiali saranno aggiornati sul sito del ministero dell’Interno, mano a mano che arrivano.

8.37 – I giornali di stamattina sono tutti piuttosto allineati nella lettura dei risultati di ieri: meglio del previsto il PD, male il M5S nonostante la vittoria nel referendum, Matteo Salvini indebolito dalla sconfitta di Susanna Ceccardi in Toscana e dall’enorme consenso personale ottenuto da Luca Zaia in Veneto. Ma il titolo più bizzarro lo leggiamo sulla Gazzetta del Mezzogiorno (qui potete sfogliare le altre prime pagine).

8.31 – Buongiorno, ben ritrovati. Se ieri sera siete andati a letto presto, qui trovate un riassunto dei risultati pressoché definitivi delle elezioni regionali di ieri: per saperne di più potete leggere gli articoli dedicati alla Toscana, alla Puglia, al Veneto, alle Marche, alla Liguria e alla Campania. Qui, invece, trovate i risultati definitivi del referendum sul numero dei parlamentari.