(Cecilia Fabiano/ LaPresse)

I risultati delle elezioni regionali, in ordine

Il centrosinistra ha vinto in Toscana, in Puglia e in Campania, il centrodestra in Liguria, in Veneto e nelle Marche

(Cecilia Fabiano/ LaPresse)

Lo scrutinio delle schede delle elezioni regionali del 20 e 21 settembre – che arrivano dopo la chiusura dei seggi e lo scrutinio del referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari (ha vinto il Sì) – sono ancora in corso. Dai dati provvisori, comunque, risulta che il centrosinistra abbia vinto in tre regioni su sei evitando quelle che sarebbero state delle sconfitte umilianti in Toscana e in Puglia. Il dato notevole per il centrodestra è la strepitosa vittoria di Luca Zaia in Veneto, che diventerà il presidente di regione più votato di sempre in Italia.

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In Veneto ha stravinto Luca Zaia della Lega, che governa la regione dal 2010: ha preso il 76,8 per cento dei voti, con il candidato di centrosinistra Arturo Lorenzoni si è fermato al 15,7 per cento.

Percentuali simili sono state registrate anche in Campania: il presidente uscente Vincenzo De Luca del Partito Democratico ha sfiorato il 70 per cento arrivando al 69,6: più del doppio dei candidati del centrodestra (Stefano Caldoro) e del M5S (Valeria Ciarambino) messi insieme.

In Toscana ha vinto il candidato del centrosinistra Eugenio Giani con il 48,6 per cento circa. La candidata della Lega Susanna Ceccardi è rimasta indietro di circa otto punti, al 40,4 per cento.

In Puglia, altra regione che era considerata in bilico, ha vinto il presidente uscente Michele Emiliano del centrosinistra: i dati finali lo danno al 46,8 per cento, con lo sfidante del centrodestra Raffaele Fitto al 38,8 per cento.

In Liguria ha vinto il presidente uscente Giovanni Toti del centrodestra, con un netto vantaggio sul candidato del PD e del M5S Ferruccio Sansa: hanno ottenuto rispettivamente il 56,1 e il 38,9 per cento dei voti.

Nelle Marche il candidato di centrodestra Francesco Acquaroli ha vinto col 49,1 per cento, mentre quello del centrosinistra Maurizio Mangialardi si è fermato al 37,2 per cento.

La settima regione in cui si è votato è la Valle d’Aosta, dove lo scrutinio comincerà soltanto martedì mattina. Ci sono però degli exit poll, che danno la Lega primo partito sopra al 20 per cento, seguita dalla lista di centrosinistra Progetto Civico Progressista intorno al 15 per cento, poco avanti rispetto a Union Valdôtaine e un po’ di più rispetto a Centrodestra Valle d’Aosta, Vallée d’Aoste Unie e Alliance Valdôtaine.