Le operazioni di voto a Pomigliano d'Arco (Napoli), 20 settembre 2020 (ANSA / CIRO FUSCO)

Alle elezioni regionali è finita 3-3

Mentre il Sì ha vinto al referendum, nelle regioni il centrodestra ha stravinto in Veneto ma non è riuscito a prendersi Puglia e Toscana

Le operazioni di voto a Pomigliano d'Arco (Napoli), 20 settembre 2020 (ANSA / CIRO FUSCO)

Alle 15 hanno chiuso in tutta Italia i seggi per il referendum costituzionale sul taglio del numero di parlamentari; in diverse regioni si è votato inoltre per rinnovare il governo locale (Veneto, Toscana, Campania, Liguria, Puglia, Marche e Valle d’Aosta), e in quasi mille comuni si è votato per il sindaco e il consiglio comunale. Al referendum c’è stata una netta vittoria del Sì, vicino al 70 per cento – mentre alle regionali – il cui spoglio è iniziato dopo quello del referendum – sono disponibili i risultati parziali. È assodato che il centrosinistra abbia tenuto Toscana, Puglia e Campania, e che abbia perso le Marche a favore del centrodestra (qui trovate una sintesi più ampia). In Veneto, il presidente di regione uscente Luca Zaia ha ottenuto probabilmente la vittoria più ampia nella storia delle elezioni regionali. Lo spoglio delle comunali è fissato invece per domani mattina.

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23.50 – Il punto della situazione
• Al referendum sul taglio del numero dei parlamentari c’è stata una netta vittoria del Sì. Lo spoglio è quasi finito (61.514 sezioni scrutinate su 61.622). I risultati, per ora: Sì 69,63 per cento, No 30,37 per cento. L’affluenza è stata del 53,85 per cento. Nelle 7 regioni dove si è votato anche per le regionali l’affluenza è stata del 63,8 per cento. Nelle restanti 13 regioni l’affluenza è stata del 48,2 per cento.

• Elezioni regionali: il centrosinistra ha vinto in Toscana, in Puglia e in Campania, il centrodestra in Liguria, in Veneto e nelle Marche. Qui la situazione regione per regione con i risultati reali, ancora parziali.

• Sono usciti anche gli exit poll della Valle d’Aosta, che però inizierà lo scrutinio delle regionali soltanto domattina: la Lega sembra confermare il buon risultato alle regionali del 2018 e dovrebbe diventare il primo partito.

• Ieri e oggi si è votato anche in due collegi di Sardegna e Veneto per le elezioni suppletive del Senato. In entrambi hanno vinto i candidati del centrodestra: in Veneto per il seggio di Stefano Bertacco (di Fratelli d’Italia, morto lo scorso giugno) ha vinto Luca De Carlo e in Sardegna il seggio di Vittoria Bogo Deledda (del M5S, morta lo scorso marzo) è stato vinto da Carlo Doria.

• Lo spoglio delle comunali è fissato per domani mattina.

22.50 – Susanna Ceccardi, candidata della Lega che ha perso in Toscana, è stata la prima sindaca leghista della regione: nel 2016 fu eletta a Cascina, in provincia di Pisa, un comune dove fino a quel momento c’erano stati soltanto sindaci del PDS, dei DS e del PD. Da Cascina, Ceccardi aveva guadagnato molto spazio nel partito a livello sia regionale che nazionale.

22.19 – Zaia, intervistato su La7, ha detto che è stata premiata la sua «buona amministrazione: è una mia idea la candidatura alle Olimpiadi, non si pagano tasse regionali da quando ci sono io, i veneti lo sanno». A una domanda sul MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità, un’istituzione europea che ha lo scopo di aiutare i paesi in difficoltà economica a cui Salvini è contrario, Zaia ha scelto di non rispondere. E per non rispondere a una domanda sul futuro della Lega, il presidente del Veneto ha citato Seneca per spiegare che è meglio occuparsi del presente, senza pensare troppo al domani.

Con 2319 sezioni scrutinate su 4751 Zaia è al 75,85 per cento. La sua lista è al 45,95, mentre quella della Lega al 15,89. Fratelli d’Italia è all’8,80; Forza Italia al 3,4 e Lista Veneta Autonomia al 2,01.

22.00 – Qualche dato locale:

21.33 – Non ci sono ancora i risultati definitivi, ma rispetto alle regionali del 2015 è già possibile dire che il Movimento 5 Stelle ha perso molti consensi. Nelle Marche, nel 2015 prese il 21,78 per cento; ora, con più della metà delle sezioni scrutinate, Gian Mario Mercorelli è all’8,69; in Toscana alle precedenti regionali il candidato del M5S aveva ottenuto il 15,04 per cento, mentre ora Irene Galletti (con 2.490 sezioni scrutinate su 3.937), è al 6,4. In Campania, sia nel 2015 che alle ultime elezioni è stata candidata Valeria Ciarambino: nel 2015 aveva raggiunto il 17,64 per cento, mentre ora i risultati parziali dicono che è al 12,4. In Puglia, nel 2015, la candidata Antonella Laricchia ottenne il 18,49 per cento, ora è all’11,39. In Veneto, nel 2015 il M5S ottenne l’11,88 per cento: ora è al 3,37.

21.22 – Circa due settimane fa, sui risultati delle regionali Matteo Salvini aveva un sogno, che però non si è avverato.

21.12 – In Veneto, il presidente di regione uscente Luca Zaia ha ottenuto una vittoria molto ampia. È stato scrutinato circa un terzo delle sezioni e Zaia è al 75 per cento circa. Commentando il risultato, il presidente ha parlato di «un voto dei veneti per il Veneto» e ha aggiunto, senza citare la Lega, che il suo obiettivo «è portare a casa l’autonomia».

La rielezione di Zaia era considerata scontata, ma in molti avevano fatto notare che non avrebbe rappresentato una piena vittoria per Salvini. Zaia è considerato un “rivale” interno di Salvini e la sua lista personale ha superato di molto quella della Lega, complice il mancato raggiungimento dell’autonomia regionale con la Lega al governo che il presidente veneto continua a mettere al centro dei suoi programmi.

20.57 – Qualche dato sul partito di Matteo Renzi, Italia Viva, che si è presentato al voto in sei regioni: in tre alleata del Partito Democratico e in tre con un proprio candidato. In Toscana, con circa la metà delle sezioni scrutinate, Italia Viva è per ora al 4,5 per cento: sosteneva il candidato Eugenio Giani ma sembra che non sia risultata decisiva per la vittoria. In Campania, il partito di Renzi sosteneva Vincenzo De Luca ed è al 5,7. Nelle Marche la coalizione di centrosinistra ha perso e comprendeva anche Italia Viva, ma i dati di lista non sono ancora disponibili.

In Puglia, Italia Viva aveva un proprio candidato, Ivan Scalfarotto, che è per ora all’1,59 per cento. In Veneto, la candidata presidente di Italia Viva Daniela Sbrollini è allo 0,59. In Liguria, il partito di Renzi, con i socialisti e +Europa sostenevano il candidato comune Aristide Fausto Massardo: a scrutinio in corso è intorno al 2,5 per cento.

20.47 – Al referendum sul taglio del numero dei parlamentari c’è stata una netta vittoria del Sì. Lo spoglio è quasi finito (60.745 sezioni scrutinate su 61.622). I risultati, per ora: Sì 69,6 per cento, No 30,4 per cento.

21.24 – Ieri e oggi si è votato anche in due collegi di Sardegna e Veneto per le elezioni suppletive del Senato. In entrambi hanno vinto i candidati del centrodestra: in Veneto per il seggio di Stefano Bertacco (di Fratelli d’Italia, morto lo scorso giugno) ha vinto Luca De Carlo e in Sardegna il seggio di Vittoria Bogo Deledda (del M5S, morta lo scorso marzo) è stato vinto da Carlo Doria.

21.21 – Nelle Marche ha vinto il candidato presidente del centrodestra Francesco Acquaroli (Fratelli d’Italia), ma secondo YouTrend la lista più votata è stata quella del PD.

20.18 – Vincenzo De Luca ha commentato la propria larghissima vittoria in Campania parlando di «unità di popolo, esempio positivo per l’Italia». Ha aggiunto che «è andata crescendo una società tossica, un dibattito politico segnato da aggressività, incarognimento: dovremmo deciderci a trovare nel nostro paese il modo di vivere anche la vita pubblica, in maniera civile».

20.16 – L’arrivo di Eugenio Giani alla sede del PD di Firenze, e il commento di Matteo Renzi sul risultato della regione:

20.12 – Ai giornalisti che chiedevano a Michele Emiliano se avesse qualcosa da dire a Matteo Renzi, lui ha risposto: «A Renzi non ho niente da dire».

20.07 – Matteo Salvini ha parlato dei risultati spiegando che se i dati verranno confermati «il totale delle 20 regioni italiane sarà 15 a 5 a nostro favore. Fino ad oggi, il dato era di 13 a 7». Salvini ha parlato delle Marche, «governate da cinquant’anni dal centrosinistra che passano al centrodestra» e del Veneto dove Zaia «avrà la maggioranza assoluta del consiglio regionale». Salvini ha precisato che in Veneto «tutti i candidati della lista Lega e della Lista Zaia sono dei militanti». Su Renzi e il Movimento 5 Stelle, ha detto che sono forze politiche «che gli elettori hanno democraticamente depennato».

19.57 – La terza proiezione di SWG sulla Campania dà Vincenzo De Luca al 67,30 per cento e Stefano Caldoro al 18,4.

19.52 – Quelle toscane sono state forse le elezioni più raccontate. La regione, considerata insieme all’Emilia-Romagna una “roccaforte” della sinistra, è stata descritta per settimane come “contendibile” e i sondaggi sembravano confermarlo. La vittoria di Giani e del centrosinistra – che con 1.237 sezioni scrutinate su 3.937 è al 48,1 per cento e Ceccardi al 40,8 per cento – è diventata “una notizia”:

19.40 – Un dato notevole dai primi risultati reali in Veneto (603 sezioni scrutinate su 4.751): la lista di Luca Zaia è al 46,61 per cento, mentre quella della Lega al 14,82.

19.32 – Nelle Marche, una regione governata da sempre dal centrosinistra, sono state scrutinate 250 sezioni su 1576: il candidato presidente del centrodestra Francesco Acquaroli (Fratelli d’Italia) è per ora al 46,4 mentre Maurizio Mangialardi al 36,4 per cento.

19.23 – La terza proiezione di SWG sulla Toscana dà Giani e il centrosinistra avanti di 6,9 punti su Ceccardi e il centrodestra. Nella coalizione a sostegno di Giani, il PD risulta essere il primo partito. Irene Galletti, del M5S, è data al 7,2 e Tommaso Fattori della lista “Sì Toscana a sinistra” sarebbe al 2,3.

19.04 – Il candidato del centrodestra in Liguria Giovanni Toti – per ora in vantaggio, secondo i dati reali, di circa 13 punti su Ferruccio Sansa – ha commentato il suo risultato dicendo che la vittoria è stata «tanta». Ha poi spiegato che il merito è «del buon lavoro fatto in questi cinque anni da tanti amministratori locali». Sansa, a La7, ha detto che è stata fatta una «bella campagna elettorale» (che è durata 50 giorni e che è partita in ritardo per le difficoltà di un accordo di PD e M5S su un candidato unico), che «le battaglie si fanno a prescindere dalle possibilità di successo», e che per lui è stata un’esperienza bellissima che rifarebbe. A Enrico Mentana che gli chiedeva se tornerà a fare il giornalista, ha risposto che «ci ha messo la faccia» e «farà il consigliere regionale».

18.56 – YouTrend ha assegnato la vittoria alle regionali in Puglia al centrosinistra e al suo candidato Michele Emiliano.

18.47 – Eugenio Giani, candidato del PD in Toscana, ha commentato il suo risultato: i dati reali lo danno in vantaggio di 6 punti.

18.42 – Mano a mano che arrivano le proiezioni sui dati in Campania, si allarga il vantaggio di De Luca, che si sta avvicinando quello di Zaia in Veneto. Opinio stima che De Luca sia vicino al 65 per cento, contro il 20,2 di Caldoro.

18.25 – È arrivato il dato definitivo sull’affluenza al referendum: 53,85 per cento. Nelle 7 regioni dove si è votato anche per le regionali l’affluenza è stata del 63,8 per cento. Nelle restanti 13 regioni l’affluenza è stata del 48,2 per cento.

18.14 – Altri dati notevoli dalle prime proiezioni sul voto di lista in Veneto.

18.07 – Una piccola notizia: Matteo Salvini non aggiorna i suoi profili social da tre ore.

18.05 – YouTrend ha assegnato la vittoria alle regionali in Toscana al centrosinistra e al suo candidato Eugenio Giani. Nelle ultime proiezioni realizzate da vari istituti il divario con Ceccardi sembra essersi consolidato.

17.58 – Stando a quello che sappiamo da exit poll e proiezioni, sembra che saranno riconfermati i quattro presidenti di regione che si erano ricandidati: Luca Zaia e Giovanni Toti del centrodestra e Vincenzo De Luca e Michele Emiliano del centrosinistra. L’unica regione che dovrebbe passare da uno schieramento all’altro sono le Marche, in cui il candidato del centrodestra Francesco Acquaroli è dato avanti di qualche punto.

17.52 – È uscita la prima proiezione sul voto alle singole liste in Veneto: come previsto dai sondaggisti nelle scorse settimane, la lista civica a supporto di Zaia sembra aver preso più del doppio dei voti della Lega.

17.49 – La seconda proiezione di SWG sulla Toscana dà Giani e il centrosinistra avanti di 6,4 punti su Ceccardi e il centrodestra. Dal comitato di Ceccardi, secondo SkyTg24, «nessuno si sta sbilanciando» sul risultato finale.

17.43 – YouTrend ha assegnato la vittoria alle regionali in Campania al centrosinistra e al suo candidato Vincenzo De Luca. Secondo l’ultima proiezione di Opinio per la Rai, De Luca sembra vicino a ottenere il triplo dei voti del candidato di centrodestra Stefano Caldoro.

17.25 – Sta parlando Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico. Zingaretti dice che la vittoria del Sì «apre la stagione delle riforme», e «conferma che il PD è la forza del cambiamento [di questo governo] e garante di un percorso di innovazione delle istituzioni di cui da sempre sentiamo il bisogno». Per quanto riguarda le elezioni regionali, «per ora siamo molto soddisfatti da quello che sembra emergere».

Zingaretti ha anche auspicato che il M5S lo avesse «ascoltato di più», e accettato di allearsi in tutte le regioni: non è chiaro però a quali regioni Zingaretti si riferisca, dato che nell’unica in cui sono alleati – la Liguria – il candidato del centrodestra Giovanni Toti è dato avanti fra i 10 e i 20 punti.

17.20 – Stanno circolando le prime proiezioni sui dati reali in Puglia: SWG dà Emiliano del centrosinistra molto avanti col 46,8 per cento, mentre Fitto indietro di circa otto punti. Anche Opinio ha cifre simili: Emiliano al 46 e Fitto al 40,1.

17.11 – Alle comunali di Matera gli exit poll danno in vantaggio il candidato sindaco col nome, ehm, più calzante.

17.08 – Il ministro degli Esteri ed ex capo politico del M5S, Luigi Di Maio, ha commentato su Facebook la vittoria del Sì al referendum.

16.57 – A proposito del dibattito interno nel PD riguardo al referendum, l’ex presidente Matteo Orfini – che nelle scorse settimane aveva convintamente fatto campagna per il No – ha definito la sconfitta «una di quelle su cui si può costruire».

16.51 – Tecnè ha analizzato le intenzioni di voto degli elettori dei partiti che formano la maggioranza: nel Movimento 5 Stelle il Sì è stato scelto dal 92 per cento degli elettori, mentre nel resto dei partiti del centrosinistra sembra che abbia prevalso il No. Nel Partito Democratico, in particolare, la distanza fra le due posizioni è di dieci punti (nella direzione del partito tenuta a due settimane dal voto, aveva stravinto la mozione a favore del Sì).

16.45 – Sono arrivate le prime proiezioni di EMG per La7 sui dati reali delle elezioni in Toscana e nelle Marche. In entrambe le regioni la copertura riguarda il 3 per cento dei voti. In Toscana Eugenio Giani è dato al 46,5 per cento contro il 42,3 per cento di Susanna Ceccardi, oltre al margine di errore del 2 per cento. Nelle Marche il candidato del centrodestra e del centrosinistra sono invece dati molto più vicini rispetto agli exit poll: Acquaroli (Fratelli d’Italia) è al 43,8 mentre Maurizio Mangialardi al 38,7 per cento.

16.39 – La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha tenuto una breve conferenza stampa per annunciare che le elezioni si sono svolte «in tutta sicurezza», nonostante le condizioni fossero «particolarmente complesse». Lamorgese ha aggiunto che 3.097 persone in quarantena a causa del coronavirus hanno votato a domicilio approfittando della disponibilità dei funzionari del ministero.

16.35 – Sembra che fra poco arriveranno le prime dichiarazioni dei partiti al governo.

16.00 – Il punto della situazione, per chi arriva adesso
• Il Sì al referendum sul taglio del numero dei parlamentari è dato molto avanti in tutti gli exit poll e YouTrend ritiene certa la sua vittoria. Al momento, a circa un decimo dello spoglio, il Sì è dato intorno al 69 per cento, mentre il No al 31.

• Come previsto nelle scorse settimane, le elezioni regionali più in bilico sono quelle in Toscana e Puglia. In Toscana gli exit poll danno il candidato del centrosinistra Eugenio Giani avanti di qualche punto su Susanna Ceccardi del centrodestra, ma per ora non ci sono proiezioni affidabili su dati reali (in tutti i seggi lo scrutinio delle regionali avviene soltanto dopo quello del referendum). In Puglia gli exit poll danno invece un sostanziale pareggio fra Michele Emiliano del centrosinistra e Raffaele Fitto del centrodestra.

• Nelle altre regioni gli exit poll – che comunque vanno presi con le molle – raccontano situazioni che sembrano definite. In Liguria il presidente uscente e candidato del centrodestra Giovanni Toti è dato una ventina di punti avanti rispetto a Ferruccio Sansa, candidato del PD e del Movimento 5 Stelle. Anche nelle Marche, una regione governata da sempre dal centrosinistra, il candidato presidente del centrodestra Francesco Acquaroli è dato molto avanti: tutti gli exit poll e gli instant poll che stanno circolando gli assegnano almeno una decina di punti di vantaggio su Maurizio Mangialardi del centrosinistra. In Campania, a Vincenzo De Luca viene assegnato un ampio vantaggio su Stefano Caldoro del centrodestra. In Veneto Luca Zaia viene dato intorno al 70 per cento, un dato senza precedenti nella storia della regione.

• Nelle prossime ore dovrebbero arrivare proiezioni sempre più affidabili sui dati reali delle regionali: nelle regioni più combattute come Puglia e Toscana per avere un’idea precisa del risultato dovremo probabilmente aspettare la sera.

15.59 – Intanto è arrivata una notizia di cui si parlerà molto nelle prossime settimane: la sindaca di Torino Chiara Appendino è stata condannata in primo grado a sei mesi di carcere per falso in atto pubblico. Dopo la notizia della condanna Appendino ha annunciato che porterà fino alla fine il suo mandato e seguendo il codice etico del Movimento 5 Stelle si è autosospesa dal movimento. Di conseguenza, a meno di appositi provvedimenti o eccezioni, non potrà ricandidarsi col M5S alle elezioni comunali previste per la primavera del 2021.

15.54 – A proposito di affluenza: in Toscana è stata del 63,22 per cento, ben più alta del 48,28 per cento registrato del 2015. Anche nelle altre regioni l’affluenza sembra superiore alle elezioni precedenti: in Veneto nel 2015 fu del 57,16 mentre oggi, secondo i dati che arrivano da tre quarti dei seggi, è superiore al 61 per cento.

15.52 – Sta per arrivare il dato finale sull’affluenza al referendum: come ipotizzato dai sondaggisti nei giorni scorsi, ha superato il 50 per cento dell’elettorato. Quando mancano i dati di circa 500 comuni su 7.903 è data al 53,76 per cento.

15.43 – YouTrend stima che il Sì abbia vinto il referendum costituzionale.

15.38 – Opinio ha degli exit poll anche sulle principali città che hanno votato per il nuovo sindaco, anche se lo spoglio inizierà soltanto domani mattina. A Trento è dato in grande vantaggio Franco Ianeselli del centrosinistra – le ultime elezioni provinciali del 2018 furono stravinte dalla Lega – mentre a Bolzano è dato avanti il centrodestra, ma non abbastanza da evitare il ballottaggio. A Reggio Calabria invece i candidati del centrosinistra e del centrodestra sono dati in sostanziale pareggio, a Chieti il centrodestra è dato avanti di pochi punti. A Mantova il sindaco uscente del centrosinistra Mattia Palazzi – coinvolto anni fa in un caso giudiziario per stalking che ha portato alla condanna della sua accusatrice – è dato avanti di una ventina di punti.

15.34 – Intanto stanno arrivando i primi dati reali sul referendum.

15.29 – Nessuno dei candidati presentati in autonomia dal Movimento 5 Stelle o da Italia Viva, due importanti forze che sostengono il governo, diventerà presidente di regione, a meno di enormi sorprese: il M5S dovrebbe ottenere i risultati migliori in Campania e Puglia, dove è vicino al 15 per cento, mentre altrove è dato sotto al 10 per cento. In Puglia il candidato unitario dei partiti centristi Ivan Scalfarotto, espresso da Italia Viva, è dato fra l’uno e il tre per cento.

15.25 – Sono usciti anche gli exit poll della Valle d’Aosta, che però inizierà lo scrutinio delle regionali soltanto domattina: la Lega sembra confermare il buon risultato alle regionali del 2018 e dovrebbe diventare il primo partito.

15.20 – In Liguria, l’unica regione in cui PD e M5S sono riusciti ad allearsi, il loro candidato Ferruccio Sansa è dato venti punti indietro al governatore uscente Giovanni Toti, eletto cinque anni fa col centrodestra.

15.16 – Anche nelle Marche, una regione governata da sempre dal centrosinistra, il candidato presidente del centrodestra Francesco Acquaroli è dato molto avanti: tutti gli exit poll e gli instant poll che stanno circolando gli assegnano almeno una decina di punti di vantaggio su Maurizio Mangialardi del centrosinistra.

15.11 – Le previsioni dei giorni scorsi su un’amplissima vittoria di Zaia in Veneto si stanno materializzando: gli exit poll per ora lo danno intorno al 70 per cento, un risultato senza precedenti nemmeno durante la Prima Repubblica, quando la politica regionale era dominata dalla Democrazia Cristiana.

15.04 – Le regioni più combattute
Come si ipotizzava nelle settimane scorse, sono Toscana e Puglia.

In Toscana gli instant poll di Sky danno il candidato del centrosinistra Eugenio Giani fra il 41 e il 45 per cento, mentre Susanna Ceccardi del centrodestra fra 38 e 42 per cento. Gli exit poll di SWG per la La7 ipotizzano invece un vantaggio di 3 punti di Giani su Ceccardi. Un “intention poll” di Tecnè per Mediaset dà Giani fra il 44 e il 48 per cento e Ceccardi fra 41 e 45 per cento

In Puglia, gli instant poll di Sky, gli “intention poll” di Tecnè per Mediaset e gli exit poll di Opinio per la Rai danno Michele Emiliano del centrosinistra e Raffaele Fitto del centrodestra in sostanziale pareggio, intorno al 40 per cento.

15.03 – I primi dati
Gli instant poll di YouTrend per Sky danno un sostanziale pareggio per la Puglia, il centrosinistra di poco avanti in Toscana e molto avanti in Campania, centrodestra avanti nelle Marche e in Liguria. In Veneto, confermato l’ampio vantaggio di Luca Zaia. Gli exit poll della RAI e di La7 confermano questi andamenti. L’exit poll della RAI sul referendum dà il Sì in ampio vantaggio.

14.51 – Che dati avremo alle 15?
Alla chiusura dei seggi comincerà lo scrutinio del referendum costituzionale, che dovrebbe procedere piuttosto speditamente e al termine del quale ci sarà quello delle regionali. Ma per prima cosa ci saranno gli exit poll e gli instant poll (per capire la differenza leggete l’aggiornamento delle 14.39): SkyTg24 avrà quelli realizzati da Quorum/YouTrend, per il referendum e le regionali in Toscana, Puglia, Campania, Veneto, Marche e Liguria; la Rai avrà quelli di Opinio, il consorzio che raggruppa Antonio Noto, Piepoli ed EMG, per il referendum, tutte le regioni in cui si vota e anche per le comunali di alcuni capoluoghi; La7 invece avrà quelli dell’istituto SWG, mentre Mediaset diffonderà le rilevazioni di Tecnè, sul programma di Rete4 Quarta Repubblica.

14.48 – I dati sull’affluenza e quelli relativi ai voti reali di referendum ed elezioni regionali saranno disponibili qui in tempo reale sul sito del ministero dell’Interno: almeno nelle prime due ore, però, i dati del voto regionale saranno molto eterogenei e quindi poco significativi.

14.41 – Una lettura che torna sempre buona in queste occasioni: le frasi che sentirete più spesso negli studi televisivi nelle prossime ore.

I primi intervistati
– Aspettiamo i dati reali.
– È troppo presto per fare previsioni, sappiamo come è andata altre volte.
– Ci risentiamo tra un’ora.
– Il dato dell’affluenza è un primo segnale, per tutti.
– Ha comunque vinto l’astensionismo.

Gli inviati nelle sedi di partito
– Qui c’è un clima di grande attesa.
– Per ora ci sono poche persone, ma la sala si sta riempiendo.
– Ci siamo persi X, era qui fino a poco fa, adesso lo cerchiamo.
– Scusi, X, siamo in diretta, ora, venga.
– X non ha l’auricolare, ripeto la domanda da studio.

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14.39 – Le prime informazioni arriveranno subito dopo la chiusura dei seggi e saranno i risultati di alcuni sondaggi realizzati nel giorno del voto o subito prima. Ma è bene sapere di cosa si tratta, perché sono sondaggi particolari.

Gli exit poll sono sondaggi che raccolgono le opinioni degli elettori all’uscita dai seggi, dove vengono intervistate le persone che hanno appena votato secondo un campione considerato rappresentativo della popolazione.

Gli instant poll sono sondaggi telefonici realizzati il giorno stesso del voto. Gli intention poll invece sono sondaggi telefonici realizzati nei giorni immediatamente precedenti al voto. La caratteristica di queste rilevazioni è che sono tutti sondaggi, anche se fatti con metodologie diverse rispetto a quelli che abbiamo visto durante la campagna elettorale. Come tali, soffrono di tutti i potenziali limiti che hanno questo tipo di rilevazioni.

Le proiezioni sono invece dati molto diversi, perché non sono sondaggi: gli istituti esaminano i voti realmente scrutinati e sulla base di questi stimano il risultato finale delle elezioni facendo delle “proiezioni” statistiche. La qualità delle proiezioni dipende molto dalla dimensione del campione di partenza: le varie società diffondono diverse proiezioni, man mano sempre più accurate.

14.36 – Alle 23 di ieri sera, primo giorno di voto, per il referendum costituzionale è stata registrata un’affluenza del 39,38 per cento. I dati più alti sono arrivati da regioni in cui si vota anche per le regionali e le amministrative, cioè da Valle d’Aosta (56,37 per cento), Trentino-Alto Adige (54,42 per cento), Veneto (51,04 per cento) e Toscana (48,29). L’affluenza è stata invece molto bassa in Sicilia (24,78 per cento) e Sardegna (23,41 per cento). Nella giornata di oggi non verranno diffusi altri dati parziali.

I paragoni con referendum precedenti sono molto complessi: nel 2016 si votò un giorno solo, e nel 2006 e 2001 non furono associate importanti elezioni regionali.

14.33 – Le regole del gioco sono piuttosto semplici. Per quanto riguarda il referendum costituzionale, non c’è bisogno di alcun quorum: vince l’opzione che prende un voto in più.

Alle elezioni regionali si vota invece con la legge Tatarella, in vigore dal 1995: è un sistema a turno unico prevalentemente proporzionale a preferenze con differenze a base regionale sul premio di maggioranza e altri dettagli.

La Toscana è l’unica regione in Italia che prevede la possibilità del ballottaggio nelle consultazioni regionali. La legge regionale del 2014 (il cosiddetto “toscanellum”), oltre alla possibilità di esprimere un voto disgiunto, stabilisce l’ipotesi di doppio turno tra i due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti senza raggiungere il 40 per cento. In questo caso, i due candidati più votati andranno al ballottaggio il 4 e 5 ottobre.

La Valle d’Aosta ha invece un particolare sistema elettorale che non prevede l’elezione diretta del presidente di regione, come avviene in quasi tutte le altre regioni italiane. I 35 membri del consiglio regionale vengono eletti con un sistema proporzionale, e solo in un secondo momento eleggono il presidente. È previsto un premio di maggioranza: la lista che riesce a superare il 42 per cento dei voti ottiene un minimo di 21 seggi: nel 2018 nessuna forza politica ci era andata lontanamente vicino.

14.25 – Buon pomeriggio. Fra poco più di mezz’ora chiuderanno i seggi in tutta Italia: per chi arriva adesso e sente di avere perso qualche pezzo nelle ultime settimane, qui trovate una breve guida alle elezioni regionali, e qui una spiegazione estesa del referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari.