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  • domenica 29 Marzo 2020

Le notizie di domenica sul coronavirus in Italia

I casi confermati dall'inizio dell'epidemia sono 97.689, da ieri sono morte altre 756 persone

Secondo i dati diffusi domenica dalla Protezione civile, i contagi totali registrati ufficialmente dall’inizio dell’epidemia di COVID-19 in Italia sono stati 97.689: 5.217 in più rispetto a ieri, quando erano aumentati di 5.974. Le morti registrate oggi sono state 756 (ieri erano state 889), portando il totale a 10.779. I nuovi guariti registrati sono 646, per un totale di 13.030. Le persone attualmente positive sono 73.880 (ieri erano 70.065), quelle ricoverate in terapia intensiva sono 3.906 (ieri erano 3.856), quelle ricoverate con sintomi sono 27.386.

Leggendo questi dati bisogna tenere presente la differenza tra il numero delle persone attualmente positive e il numero complessivo dei contagiati, che vengono entrambi comunicati quotidianamente dalla Protezione Civile e possono generare qualche confusione. Per farla molto breve, il primo numero si riferisce solo all’aumento delle persone che sono in quel dato giorno “positive al coronavirus”, e quindi non comprende chi lo è stato ma non lo è più, cioè le persone guarite e le persone morte. Il secondo numero invece indica il totale delle tre categorie di persone, ovvero tutti coloro che sono stati contagiati finora (se vuoi approfondire, ne abbiamo scritto qui).

Bisogna inoltre ricordare che ci sono elementi per sostenere che questi dati siano un’approssimazione per difetto, sia sulle persone contagiate che su quelle morte. Le diverse scelte e politiche regionali su quanti test eseguire e a chi non permettono di avere un quadro chiaro di quante siano davvero le persone contagiate in Italia; la situazione difficile degli ospedali in Lombardia non permette di sapere davvero quanti siano i morti a causa del coronavirus.

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La Lombardia è sempre la regione con la situazione peggiore – dove oggi ci sono stati 1.592 nuovi casi di contagio per un totale di 41.007 (erano 39.415 ieri) e sono morte altre persone 416 per un totale di 6360 – e si sta molto discutendo di come vengono eseguiti i tamponi per rilevare casi di coronavirus. Nonostante quanto continui a sostenere il presidente della Regione Attilio Fontana, molti medici, malati e amministratori locali sostengono che non si stiano facendo tutti i test necessari e che i casi siano molto di più di quelli ufficiali.

Sabato sera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato nuovi fondi stanziati dal governo per aiutare chi si trova in maggior difficoltà a causa delle restrizioni. Tramite un anticipo del fondo di solidarietà comunale, il governo metterà a disposizione dei comuni italiani 4,3 miliardi di euro da usare per aiutare i cittadini nell’acquisto di prodotti alimentari e di prima necessità. Le risorse saranno distribuite tra tutti i comuni italiani in base alla loro popolazione e all’indice di povertà. Il testo del decreto si trova qui.

Intanto si parla con più insistenza di una possibile estensione delle misure restrittive, al momento in vigore fino al 3 aprile in Italia e fino al 15 aprile in Lombardia. Non sono ancora state prese decisioni ufficiali, ma il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto che «siamo ancora nel pieno dell’epidemia. Sarebbe un grave errore abbassare la guardia proprio ora» e anche il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha aggiunto che «le misure in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate». Il presidente del Veneto Luca Zaia ha intenzione di rinnovare l’ordinanza regionale che limita le attività e gli spostamenti nella regione; il Veneto è la terza regione più colpita, con 8.358 casi.

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Il Viminale ha fatto sapere che ieri, sabato 28 marzo, ha controllato 203.011 persone e 84.941 esercizi commerciali. In tutto ha sanzionato 4.942, ne ha denunciate per false attestazioni 142 e 49 per violazione della quarantena; gli esercizi commerciali sanzionati sono stati 151 e 22 attività sono state chiuse.

Un operaio dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto, addetto agli impianti di ossigeno, è risultato positivo al coronavirus, dopo che venerdì, mentre era in servizio, si era sentito male e aveva avvertito sintomi riconducibili alla Covid-19. Sabato sera è stato trasportato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Moscati, in provincia di Taranto.

Per finire l’Albania ha inviato in Italia trenta medici e infermieri, che aiuteranno il personale medico della Lombardia a curare i malati di Covid-19. Nell’accompagnarli all’aeroporto di Tirana, il primo ministro albanese Edi Rama ha detto che «gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà» (qui il video del suo discorso).