Che lavori stanno facendo al ponte al Pino a Firenze

La sostituzione di un cavalcavia di fine Ottocento influenza i trasporti in mezza Italia, e in questi giorni ce ne stiamo accorgendo

I lavori al ponte al Pino a Firenze, 6 luglio 2026 (Alessandro La Rocca/LaPresse)
I lavori al ponte al Pino a Firenze, 6 luglio 2026 (Alessandro La Rocca/LaPresse)
Caricamento player

Per più di un secolo il ponte al Pino a Firenze ha collegato il centro della città con il quartiere Campo di Marte, a nordest, passando sopra i binari ferroviari. Prima che iniziassero i lavori per sostituirlo, in pochi avrebbero saputo dire quanto questo breve cavalcavia – lungo meno di 30 metri – potesse influenzare i trasporti in buona parte del paese, mentre ora i disagi sono evidenti: fino a venerdì i binari che passano lì sotto, che collegano il Nord e il Sud Italia, non potranno essere percorsi dai treni, compresi quelli ad alta velocità.

I binari non sono direttamente interessati dai lavori, ma non è ammessa la circolazione se si svolgono lavori sopra la linea. L’intervento è complesso, ma era necessario perché il ponte è stato costruito alla fine dell’Ottocento e ora va sostituito.

Il ponte al Pino unisce l’area di piazza Vasari e via Pacinotti, e scavalca la ferrovia fra la stazione di Santa Maria Novella, la più trafficata, e quella di Campo di Marte. È suddiviso in tre corsie, due laterali per il traffico di auto e veicoli privati e una centrale per gli autobus.

Deve essere sostituito perché ha raggiunto quella che in gergo viene chiamata fine del suo ciclo di vita, cioè il periodo in cui può essere utilizzato. In estrema sintesi, il cavalcavia attuale verrà tolto e rimpiazzato nelle prossime settimane con un nuovo ponte in acciaio e calcestruzzo.

Non si sa esattamente quando fu costruito il ponte al Pino, né il nome del progettista. Durante la Seconda guerra mondiale divideva la parte di città occupata dai nazisti da quella liberata dai partigiani e dagli Alleati angloamericani: durante la battaglia di Firenze nell’agosto del 1944, che portò poi alla liberazione della città, ci furono scontri anche sul ponte al Pino, che però rimase sostanzialmente intatto. Antonino Zarcone, generale in congedo, a dicembre aveva raccontato al quotidiano La Nazione che su un lato del ponte si potevano ancora vedere i fori delle mitragliatrici provocati in quegli anni.

Anche il nome del ponte è un po’ un mistero: c’è in effetti un pino lì vicino ai binari, ma secondo i racconti fiorentini quello originario che avrebbe dato il nome al ponte sarebbe stato tagliato durante la guerra, e poi rimpiazzato da quello attuale.

Una porzione del ponte al Pino smontata e tolta con la gru, 6 luglio 2026 (Alessandro La Rocca/LaPresse)

L’intervento al ponte al Pino è realizzato da Rete ferroviaria italiana (RFI) e complessivamente costa 17 milioni di euro. È articolato in più fasi: le prime sono iniziate a gennaio, quando la circolazione ferroviaria era stata sospesa per un fine settimana ed era stata installata una passerella pedonale provvisoria.

Tra febbraio e marzo sono state posizionate alcune strutture di rinforzo per il ponte e la viabilità stradale era stata parzialmente modificata. La terza e ultima fase è cominciata il 25 maggio, quando il ponte è stato chiuso alle auto (lo resterà fino al 14 settembre, mentre si potrà passare a piedi sulla passerella per la maggior parte del tempo). Il periodo più critico proseguirà nelle prossime settimane: entro il 10 luglio è previsto lo smontaggio del ponte e fino ad allora la circolazione ferroviaria resterà sospesa.

Nella pratica si sta tagliando il ponte in pezzi che poi vengono sollevati da una gru alta 70 metri, capace di sollevare carichi pesanti fino a 1.600 tonnellate. I resti verranno spostati temporaneamente in via del Pratellino, lì vicino.

Dal 26 al 30 luglio ci sarà la posa del nuovo cavalcavia, che pesa circa 550 tonnellate: anche in quei giorni la circolazione ferroviaria sarà sospesa (qui ci sono tutte le indicazioni sulle modifiche ai treni e per il traffico stradale). Dopodiché ad agosto verranno completati i lavori. Secondo i piani il nuovo ponte sarà infine riaperto al traffico stradale entro il 15 settembre. Avrà sempre tre corsie come il precedente, e in più anche una pista ciclopedonale.

– Leggi anche: I disagi per i lavori sulla linea ferroviaria a Firenze