Il furto di fentanyl a Roma è ancora un mistero

La procura indaga su chi aveva accesso alla farmacia dell'Ospedale Israelitico, mentre le 80 fiale del potente anestetico potrebbero essere state già vendute

L'Ospedale Israelitico, Roma, 3 luglio 2026 (ANSA/GIUSEPPE LAMI)
L'Ospedale Israelitico, Roma, 3 luglio 2026 (ANSA/GIUSEPPE LAMI)
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Sono passati più di dieci giorni dal furto di 80 fiale di un anestetico a base di fentanyl all’Ospedale Israelitico di Roma, ma intorno al caso ci sono ancora molti punti da chiarire. Il furto è avvenuto tra il 22 e il 24 giugno e se ne è avuto notizia solo alla fine della settimana, quando il governo ha convocato una riunione di emergenza per indagare sulla vicenda. Il fentanyl è un antidolorifico molto potente e richiesto per il suo uso illegale, con un alto rischio di morte per overdose. L’uso della sostanza è alla base dell’attuale grave crisi degli oppioidi negli Stati Uniti.

L’Ospedale Israelitico è una struttura convenzionata con il Servizio sanitario nazionale e la sua sede principale è nella zona della Magliana, nella parte sud-occidentale di Roma. Come ogni ospedale, ha una propria farmacia e conserva i farmaci più costosi o da trattare con cautela in un armadio blindato.

Secondo le ricostruzioni circolate finora, il personale dell’ospedale avrebbe notato un ammanco di fiale di Fentanest, un anestetico a base di fentanyl, tra il 22 e il 23 giugno scorsi. Inizialmente si era pensato a un possibile errore nei conteggi del magazzino o a qualche trascuratezza nel tracciamento del carico e scarico dei farmaci, magari non ancora aggiornati. L’ospedale non aveva quindi denunciato la circostanza e aveva avviato alcuni approfondimenti interni.

Due giorni dopo, tra il 23 e il 24 giugno, era stata però notata un’ulteriore riduzione delle scorte di Fentanest. La fornitura risultava quasi interamente finita e chi si occupava della farmacia segnalò il problema alla direzione dell’ospedale, che presentò una denuncia il 24 giugno ritenendo potesse esserci stato un furto.

Le fiale erano conservate nell’armadio blindato e da quanto è stato ricostruito finora non sono stati rilevati segni di effrazione. Le chiavi per aprirlo erano custodite dalle guardie giurate dell’ospedale e venivano riconsegnate dal personale che le usava ogni sera. La mancanza di forzature e il modo in cui vengono gestite le chiavi fa sospettare che l’autore o gli autori del furto avessero facilmente accesso alle chiavi.

La procura di Roma ha avviato le indagini per furto e spaccio di sostanze, al momento contro ignoti. Dopo la denuncia della direzione dell’ospedale, sono stati acquisiti registri, documenti e le immagini del sistema di videosorveglianza interno. Non ci sono ancora indagati, ma è stata sentita una decina di persone tra dipendenti della farmacia ospedaliera e guardie giurate.

In mancanza di sviluppi in tempi brevi appare comunque improbabile che le fiale possano essere recuperate. Il fentanyl è molto richiesto e potrebbero essere già state vendute illegalmente. Il farmaco viene spesso usato per tagliare altre sostanze ed è molto potente, quindi la vendita di 80 fiale potrebbe fruttare svariate migliaia di euro.

Anche per questo motivo i furti di fentanyl negli ospedali non sono una novità. Nell’ultima decina di anni sono stati segnalati circa venti episodi simili, spingendo il ministero della Salute a chiedere alle strutture ospedaliere maggiori sistemi di controllo per le loro farmacie. I sequestri di fentanyl e altri oppioidi detenuti illegalmente sono in aumento e, considerata anche la grave crisi sanitaria negli Stati Uniti, c’è grande attenzione in tutta Europa nel limitare gli accessi e l’uso di queste sostanze anche in ambito clinico.