In Friuli sono bruciati 450 ettari di boschi in dieci giorni di incendi

Sulle montagne della Carnia, a nord di Udine, la situazione non è ancora sotto controllo nonostante la pioggia

L'incendio sul monte Amariana in Friuli Venezia Giulia il 14 agosto 2026 (Chiara Cimador/Friuli Venezia Giulia, dal profilo Facebook della regione)
L'incendio sul monte Amariana in Friuli Venezia Giulia il 14 agosto 2026 (Chiara Cimador/Friuli Venezia Giulia, dal profilo Facebook della regione)
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Da dieci giorni sono in corso grossi incendi boschivi nella Carnia, una vasta area montana a nord di Udine, nel Friuli Venezia Giulia. Secondo l’ultimo aggiornamento della regione gli incendi hanno bruciato 450 ettari di bosco (4,5 chilometri quadrati), di cui 100 nel solo territorio del comune di Amaro: la stima risale però al 14 agosto, quindi nel frattempo le cose potrebbero essere peggiorate.

La situazione ha iniziato lentamente a migliorare lunedì grazie alle piogge, che hanno contribuito a tenere sotto controllo alcuni degli incendi più vasti, come quello sul monte Amariana. Martedì mattina la regione ha fatto sapere che degli otto incendi su cui le squadre di vigili del fuoco, protezione civile e corpo forestale hanno operato in questi giorni resta attivo al momento quello sul monte Cozzarel, sopra il comune di Chiusaforte, dove sono in corso le operazioni di bonifica. Altri, come quello sul monte Dobis, sono parzialmente sotto controllo e sorvegliati.

L’incendio sulle montagne della Carnia era iniziato il 7 agosto, quando un fulmine aveva colpito un punto in alta quota tra Amaro e Tolmezzo, il comune più popoloso della zona. Inizialmente la situazione sembrava sotto controllo, ma dopo pochi giorni l’incendio si era esteso rapidamente a causa dei venti, delle temperature molto elevate e dei boschi resi molto secchi per via della carenza di pioggia. Secondo un rapporto dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA), appena pubblicato, a luglio le precipitazioni in Friuli Venezia Giulia sono state inferiori per un intervallo tra il 30 e il 60 per cento (a seconda delle zone) rispetto alla media storica registrata tra il 1991 e il 2020.

Anche per questa ragione il 14 agosto la giunta regionale ha deciso di estendere a tutta la regione lo stato di emergenza per la siccità. Nello stesso giorno è stato firmato un decreto di emergenza regionale per gli incendi, per cui sono stati stanziati 1,12 milioni di euro.

Oltre a Tolmezzo e ad Amaro, i comuni coinvolti nell’area degli incendi sono
Cavazzo, Zuglio, Arta Terme, Artegna, Sutrio, Cercivento, Paluzza, Paularo, Villa
Santina, Moggio, Tarcento, Treppo Ligosullo, Venzone, Gemona e Osoppo. Qui in questi giorni la protezione civile ha raccomandato agli abitanti di indossare mascherine FFP2 o FFP3 all’esterno, per evitare di inalare i fumi provocati dagli incendi, e di tenere il più possibile chiuse porte e finestre delle case. Gli ultimi rilevamenti di ARPA indicano comunque un livello di polveri sottili inferiori a quelli registrati nei giorni scorsi.

Intorno a Ferragosto le fiamme si erano molto avvicinate all’abitato di Pissebus, una località di Tolmezzo, e gli abitanti erano stati evacuati. La strada d’accesso alla località è ancora chiusa per precauzione, visto che rientra nell’area degli incendi.

Dal profilo Facebook della Regione Friuli Venezia Giulia, 17 agosto 2026

In un’intervista del 16 agosto al Messaggero Veneto Flavio Cimenti, che coordina il settore antincendio boschivo del corpo forestale regionale, ha detto che le fiamme hanno raggiunto i 100 metri di altezza sui monti della Carnia, e che la pioggia era fondamentale per riuscire a contenere gli incendi. Lunedì al TgR Cimenti ha detto che le fiamme sono attive sulla parte alta del monte Amariana, alto 1.906 metri, soprattutto sul versante sud, e che si sta cercando di impedire che raggiungano il versante ovest, molto boschivo. Secondo lui servirebbero almeno 30-40 millimetri di pioggia per riuscire a limitare definitivamente l’incendio in quella zona.