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  • mercoledì 8 aprile 2015

Cosa c’entra De Gennaro con la Diaz

Il presidente del PD ha chiesto le dimissioni dell'attuale presidente di Finmeccanica, che era capo della polizia nei giorni del G8 di Genova e del cui ruolo si discute ancora molto

In seguito alla condanna della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo nei confronti dell’Italia per il comportamento tenuto dalle forze dell’ordine durante l’irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001 – ma anche a prescindere dalla sentenza, come ha detto il presidente del PD Matteo Orfini – si è tornati a discutere del ruolo di Gianni De Gennaro e dell’opportunità della sua nomina e permanenza alla presidenza di Finmeccanica. All’epoca dei fatti di Genova, De Gennaro era capo della polizia, quindi in qualche modo responsabile del comportamento degli agenti nella scuola dove furono maltrattate e picchiate decine di persone, tanto da spingere la Corte europea a parlare di episodi qualificabili come “tortura”. De Gennaro fu coinvolto anche nei procedimenti sul massacro della Diaz e fu assolto in Cassazione per il reato di induzione a falsa testimonianza che gli era stato contestato.

Chi è Gianni De Gennaro
Giovanni De Gennaro, conosciuto come Gianni, è nato a Reggio Calabria il 14 agosto del 1948 e dopo la laurea in giurisprudenza si è arruolato in Polizia, diventando prima commissario ad Alessandria e poi membro della Squadra mobile di Roma. Negli anni seguenti ha fatto rapidamente carriera, occupandosi di criminalità organizzata e ottenendo nei primi anni Novanta l’incarico di direttore della Direzione investigativa antimafia. Nel maggio del 2000 è stato nominato capo della Polizia dal governo, incarico che ha mantenuto fino al 2007 quando è diventato alto dirigente del ministero dell’Interno. Dopo essersi occupato della cosiddetta “emergenza rifiuti” a Napoli nel 2008, De Gennaro nell’estate del 2013 è stato nominato dal governo Letta presidente di Finmeccanica, ruolo in seguito confermato nel maggio del 2014 dal consiglio di amministrazione dell’azienda, il cui principale azionista è lo stato e che si occupa di alte tecnologie e sistemi di difesa.

Che c’entra De Gennaro con la Diaz
Gianni De Gennaro fu ascoltato dai magistrati che si occupavano dei fatti alla Diaz nel dicembre del 2002. Come spiega Marco Imarisio nel suo libro “La ferita” (2011), uno degli obiettivi del magistrato Enrico Zucca e dei suoi colleghi era ricostruire la catena di comando e la serie di eventi che avevano portato al massacro quella sera del 21 luglio 2001, conducendo le loro indagini in un ambiente che talvolta appariva ostile o mal disposto ad accettare domande sul comportamento degli agenti:

Nel dicembre 2002 va a Roma per sentire Gianni De Gennaro, il capo della Polizia. Non è indagato, è solo un testimone. Il colloquio dura cinquanta minuti, senza particolari tensioni. Una volta letto e sottoscritto il verbale, De Gennaro si avvia verso la porta. Mette una mano sulla spalla di Zucca. “Mi creda, non c’è stato alcun dolo da parte nostra.” Il magistrato è convinto del contrario. Considera quella frase come un altro suggerimento, l’invito a delimitare il proprio recinto.
Due anni dopo chiederà il rinvio a giudizio dei principali funzionari coinvolti nella gestione del blitz. La richiesta non è firmata dai vertici della procura, che non ne condividono le conclusioni. All’improvviso Zucca non è più un magistrato simpatico con il quale si lavora bene. All’improvviso comincia a essere dipinto come un pazzo. Indiscrezioni, commenti tra addetti ai lavori, anche tra i suoi colleghi. Uno con gli occhi spiritati, che ormai non parla più al telefono, convinto di essere intercettato.

Poco dopo iniziò il processo, destinato a durare 4 anni e con circa 150 udienze molto difficili e tese, durante le quali furono sentiti molti funzionari di Polizia. Fu chiamato a testimoniare il questore di Genova Francesco Colucci, dal quale i magistrati si aspettavano una conferma di quanto detto in precedenza sulla presenza alla Diaz di Roberto Sgalla, responsabile delle relazioni esterne della Polizia e considerato uno dei più stretti collaboratori di De Gennaro, ma come aveva raccontato in un suo articolo Concita De Gregorio, le cose andarono diversamente:

Abbiamo visto in quel cortile, quella notte, il responsabile delle relazioni esterne della Polizia di Stato Roberto Sgalla, braccio destro di De Gennaro allora capo della Polizia, parlare al telefono cellulare fino ad operazioni concluse, per così dire. Fino a che il novantatreesimo corpo è stato portato via in barella. E abbiamo sentito il questore di Genova Colucci dire, poche ore dopo, che Sgalla era stato mandato alla Diaz da De Gennaro stesso, in quelle ore assente da Genova. Salvo ritrattare anni dopo, a processo, e modificare la versione: a convocare Sgalla, ha messo a verbale Colucci, sono stato io.

Da questa nuova versione è scaturita la sentenza che certifica l’estraneità di De Gennaro ai fatti. Non fu il capo della Polizia, dunque, a disporre “la macelleria messicana” della Diaz — dice quella sentenza — né furono gli esponenti politici del centrodestra al governo presenti in massa durante le operazioni, nessuno dei quali ha mai pronunciato una sola parola di autocritica, di giustificazione, di spiegazione

In seguito alla nuova versione data da Colucci, nel 2008 fu chiesto il rinvio a giudizio per De Gennaro, accusato di avere istigato il questore a dare falsa testimonianza sui fatti della scuola Diaz ai magistrati. L’anno seguente l’accusa chiese una condanna a due anni di reclusione per De Gennaro, che fu però assolto in primo grado nell’autunno del 2009. L’anno seguente De Gennaro fu condannato in appello a un anno e quattro mesi per istigazione alla falsa testimonianza, ma infine fu assolto in Cassazione perché “i fatti non sussistono”. Nel 2012 Colucci fu però condannato per falsa testimonianza in favore di De Gennaro, cosa che ha lasciato diversi punti insoluti e dubbi sul ruolo dell’allora capo di Polizia, al di là di quanto stabilito dalla Cassazione.

Finmeccanica
Il presidente del Partito Democratico Matteo Orfini ha posto la questione dell’opportunità della presenza di De Gennaro alla presidenza di Finmeccanica in seguito alla sentenza della Corte Europea: “Lo dissi quando fu nominato e lo ripeto oggi dopo la sentenza. Trovo vergognoso che De Gennaro sia presidente di Finmeccanica”. Diversi altri esponenti politici, soprattutto del Movimento 5 Stelle e di SEL, hanno chiesto che De Gennaro lasci il proprio incarico, considerato il suo coinvolgimento nei fatti di Genova del 2001.

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