
Tristi Tropici
Un quartiere di Manila ha messo una taglia sulle zanzare, vive o morte
Per contrastare la dengue, di cui ultimamente attorno alla capitale delle Filippine ci sono stati molti casi

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Un disco di Mount Eerie
Uno che ha il talento per raccontare le cose tristi, e i motivi

I migranti che andavano dall’Italia all’Africa
Negli anni Trenta le migrazioni nel Canale di Sicilia andavano in direzione opposta a quelle di oggi: lo racconta "Mare aperto", il libro di Luca Misculin

Un’altra canzone degli Steely Dan
Le cose vanno a posto, anche nei modi più inattesi

Mark Zuckerberg è stanco delle fughe di notizie
Le cose che dice ai dipendenti di Meta finiscono puntualmente alla stampa, ancora di più ora che si sta avvicinando a Trump

Tra il parco Sempione e il West
«Grande vantaggio sentirsi e vedersi tra simili, specie nei momenti difficili, ma appena ne esci, e torni a essere solo la molecola di una grande folla, capisci che la partita è aperta a molte, molte, molte più soluzioni di quelle che puoi immaginare; e di quante puoi illuderti di controllare»

Un disco dei weed420
Cioè un gruppo di giovanissimi produttori venezuelani, che hanno sperimentato sulla cumbia e il reggaeton ispirandosi ai suoni e ai ricordi dei viaggi in pullman

C’è ancora molto interesse per Mac Miller
Prima di morire giovanissimo era stato uno dei rapper più celebrati degli ultimi anni: da poco è uscito “Balloonerism”, il suo secondo disco postumo

La reputazione della reputazione
«Dobbiamo fare a meno del nostro buon nome, come prescrive Rhett Butler in “Via col vento” o sporcarlo, come segnala il lamento di Cassio, sarebbe una mutilazione insopportabile? Gisèle Pelicot, con un gesto radicalmente e concretamente femminista, ha dichiarato l’intenzione di “far cambiare campo alla vergogna”»

«Non stiamo insieme, è più una situationship»
Cosa si intende con la parola con cui da alcuni anni i più giovani descrivono un tipo di rapporto sentimentale piuttosto diffuso

Il criptico discorso di Alessandro Giuli alla Camera

Weekly Beasts
Una foca finita per sbaglio nella bocca di una megattera, ippopotami e uistitì pigmei, axolotl, bongo e gli altri animali fotografati in settimana

Chi è il corpo
«Ho l’impressione che fin da molto piccola una forma di stupore e di timore indicibile mi abbiano scortato ogni qualvolta allargavo l’esperienza del mio esserci fisico e materiale. Sono sempre io ad abitare sotto le mie anche, lo spartiacque oltre cui ho perso il controllo – non posso più camminare da ventidue anni – oppure sono come un’abusiva che occupa stanze in un condominio? Un condominio popolato da fantasmi, con porte e pareti che appaiono e scompaiono, rumori e voci senza una spiegazione. Una casa in cui spesso ho paura o sono in allerta, questo è per tre quarti il luogo che abito».

Post-election blues
«Il 6 novembre, nel frattempo, aveva fatto il suo corso. I risultati, se possibile, si erano fatti perfino peggiori (se siete pro-Trump ovviamente per voi quella è stata una gran giornata) come il mio umore. Per esorcizzare il disagio ho studiato la letteratura scientifica sulla depressione post elettorale di elettori francesi, tedeschi, dei Paesi Bassi, persino filippini (sull’Italia nulla, eppure di elezioni deprimenti ce ne sono state tante) che mi sembravano confermare l’ovvio: la gente in corrispondenza delle elezioni sta peggio perché è più agitata e chi perde sta male anche dopo. Ma c’era qualcosa che continuava a non tornare, qualcosa che non mi faceva sentire soddisfatta. Cos’era?»

Il tasso di preoccupazione giovanile
«E insomma, detto che dell’ansia e dell’angoscia esistono declinazioni personali le più varie e le più diverse, a me piacerebbe saperne qualcosa di più: a che punto è il vostro nodo allo stomaco, ragazzi? Avete paura del futuro: poca, tanta o nella media?»

In Austria Ultima Generazione ci ha rinunciato
Negli ultimi due anni il gruppo ambientalista aveva organizzato molte proteste, con scarsi risultati: ora non vede «più alcuna prospettiva di successo»

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