Un secolo di Henry Kissinger
Fu il potente e discusso protagonista della politica estera statunitense negli anni Settanta, ricordato ancora oggi benché non abbia ruoli pubblici da decenni

Fu il potente e discusso protagonista della politica estera statunitense negli anni Settanta, ricordato ancora oggi benché non abbia ruoli pubblici da decenni

Ne parlano tutti, ma non è l'unico modo per trattare fatti come la guerra in Ucraina, né il migliore

Da Putin a Erdogan a Chávez, sono prediletti soprattutto da autocrati e populisti, come mezzo di affermazione del proprio potere

Una frase lapidaria dell'ex Segretario di Stato americano descrive bene la difficile attuale situazione delle relazioni internazionali

Il Wall Street Journal ha ricostruito gli incontri che hanno portato alla liberazione di decine di prigionieri politici, tra shot di vodka e farmaci dimagranti

La Israel-Premier Tech esiste per fare «diplomazia sportiva», ma dopo essere stata al centro di molte proteste pro Palestina ha tolto la parola "Israel" dalle sue maglie

I presidenti di Stati Uniti e Cina, che si vedono giovedì, parleranno di guerra in Medio Oriente, di accordi commerciali e di Taiwan

Nel senso che sono sempre le stesse, e i partiti politici ci costruiscono sopra le narrazioni che preferiscono


Un giostraio che ha suonato il famoso remix dance a Genova ha rianimato una polemica che prosegue da vent'anni

È stato concordato da tutti i paesi (tranne uno), ma serve anche a compiacere Trump e alcuni difficilmente rispetteranno l’impegno

Una riforma costituzionale ha ampliato i già enormi poteri di Asim Munir: conta più del primo ministro, e quasi come un dittatore

Prima degli anni Settanta, gli stilisti si dividevano fra Firenze, Roma e Napoli: poi cominciarono ad aver bisogno di fabbriche



Ottant'anni fa morì l'unico presidente statunitense eletto per quattro mandati: è spesso associato al New Deal ma fece molto, molto altro

È il paese europeo più critico con Israele e più solidale con i palestinesi, per ragioni storiche e culturali

La nomina a capitale della cultura del 2019 portò soldi e un bel fermento, che oggi si è un po' spento

«Ma quello che conta, come ben sanno soprattutto i più stagionati, è provarci, è ritrovarsi con altre persone in piazza, che poi si va sotto i portici a bere qualcosa insieme. Socializzare, insomma, sentirsi comunità. Poi gli striscioni si ripiegano e magari, molti anni dopo, li ritrovi in soffitta bucati dalle tarme»
