Come funziona l’operazione per cambiare il colore degli occhi
La tecnica più diffusa si chiama cheratopigmentazione ed è una specie di tatuaggio della cornea, ma è sconsigliata dalle associazioni di esperti

La tecnica più diffusa si chiama cheratopigmentazione ed è una specie di tatuaggio della cornea, ma è sconsigliata dalle associazioni di esperti


La quantità di bambini che non vede bene da lontano è in forte aumento e non c'entra solo la genetica

Ha imparato a riconoscere gli indizi sulla retina, è più veloce ed è accurata quasi quanto gli esami tradizionali

Riguarda moltissime persone che passano le giornate a fissare uno schermo, ma basta qualche accorgimento per tenerla sotto controllo

Quei filamenti si devono al modo bellissimo e un po' complicato in cui sono fatti i nostri occhi e il cervello

Forse non ve ne accorgete, ma dovunque andiamo ci osservano decine di occhi inanimati: Damian Chrobak li ha fotografati

Il New York Times racconta del medico che, dopo essere guarito dalla malattia, ha scoperto che il virus era rimasto all'interno del suo corpo

La storia di Concetta Antico e di come vede il mondo a causa del tetracromatismo: una condizione che rende tutto MOLTO più colorato

Elaborando non solo l'immagine immediata ma quello che abbiamo visto negli ultimi 15 secondi, dice una nuova ricerca


Cioè la malattia agli occhi per cui Silvio Berlusconi è in ospedale (e non si è presentato al processo Ruby)


«Ogni anno le vacanze li inghiottiscono come una lunga notte, e azzerano la bellezza, la stima, il tentativo, l’affetto, il lento costruire che abbiamo praticato a scuola per nove mesi. Li puoi solo salutare dicendo: “Fai il bravo, eh. Ti aspetto”»

Dopo una grossa campagna pubblica e grazie ai droni, il governo di Zelensky è riuscito a tirare dalla sua parte Trump e diversi influencer

L'ha scritta senza giri di parole Emily Wilson, autrice di una delle più apprezzate traduzioni in inglese del poema

Vengono spesso sparati ad altezza delle persone, da vicino e in spazi stretti, come alla manifestazione per Abderrahim Fakir a Bologna

Esultanze che ricorderemo, momenti di disperazione, norvegesi che imitano i vichinghi e molto altro

«Sto bene a Bruxelles, ma per sentirmi a casa avrò ancora bisogno di varcare la soglia del salone di Miranda, sedermi sulla sua poltrona e, mentre con pazienza districa i nodi nei miei capelli, ascoltare avidamente l’ultimo episodio della saga del quartiere. In francese, esiste una parola per questa sensazione: repère»
