• Scienza
  • martedì 20 febbraio 2018

Una nuova intelligenza artificiale di Google prevede il rischio cardiovascolare guardandoti negli occhi

Ha imparato a riconoscere gli indizi sulla retina, è più veloce ed è accurata quasi quanto gli esami tradizionali

Un fotogramma di "Demolition Man", film del 1993 con Sylvester Stallone (Warner Bros.)

Grazie all’intelligenza artificiale, Google ha realizzato un nuovo sistema per valutare il rischio di sviluppare malattie cardiache, utilizzando una scansione della retina, la parte più interna degli occhi. I risultati ottenuti finora sono molto promettenti e comparabili a quelli ottenuti con i sistemi di diagnosi tradizionali. La ricerca è stata condotta da Google in collaborazione con Verily, una sua società controllata che si occupa di nuove tecnologie da applicare in ambito sanitario. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Biomedical Engineering e una sua prima versione preliminare era stata resa pubblica lo scorso autunno.

Analizzando un’immagine della retina dei pazienti, l’algoritmo riesce a calcolare età del paziente e pressione sanguigna, oltre a rilevare eventuali abitudini – come il fumo – che comportano un sensibile aumento del rischio, soprattutto nei soggetti predisposti. Combinando insieme questi dati derivati dalla scansione oculare, il sistema è in grado di effettuare una previsione del rischio che nei test si è rivelata affidabile quanto quella realizzata con i metodi tradizionali.

(Google)

L’algoritmo è stato istruito con i classici metodi del “machine learning” (“apprendimento automatico”), offrendogli quindi un’enorme quantità di dati per riconoscere andamenti. Il sistema ha analizzato 300mila referti medici di altrettanti pazienti, per i quali erano state raccolte altre informazioni mediche oltre alle scansioni delle loro retine. In questo modo ha imparato autonomamente ad associare particolari caratteristiche nella retina ad altri indicatori, che contribuiscono a calcolare il rischio cardiovascolare. La retina è percorsa da un’intricata serie di vasi, dalla cui analisi si possono capire molte cose sulla salute di un paziente.

Terminato l’apprendimento automatico, i ricercatori di Google e Verily hanno messo alla prova il loro algoritmo presentandogli due immagini di altrettante retine: una di un paziente che aveva sofferto di un problema cardiovascolare negli ultimi 5 anni, l’altra di un paziente sano. Nel 70 per cento dei casi, l’algoritmo è riuscito a indicare correttamente quale delle due immagini appartenesse al soggetto con più alto rischio cardiovascolare. Il risultato è notevole, se si considera che i metodi classici di valutazione funzionano nel 72 per cento dei casi (a parità di condizioni con l’esperimento realizzato con l’intelligenza artificiale). I test tradizionali sono inoltre più invasivi e richiedono più tempo, perché rendono per esempio necessario un prelievo del sangue.

I medici sanno da tempo che con l’analisi della retina si possono capire molte cose sullo stato di salute di un paziente, dal punto di vista cardiovascolare. L’algoritmo potrà quindi essere utilizzato per rendere molto più veloci le diagnosi ed estenderle a più pazienti, rendendo possibile un controllo più accurato della popolazione a rischio. Il sistema è naturalmente agli inizi e, benché promettente, dovrà superare ancora altre prove prima di diventare parte delle comuni pratiche per effettuare le diagnosi.

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