Il nuovo titolo di uno dei romanzi più famosi di Philip Roth
Adelphi ha sostituito “Lamento di Portnoy” con “Portnoy“ e basta, scatenando un piccolo caso, forse voluto

Adelphi ha sostituito “Lamento di Portnoy” con “Portnoy“ e basta, scatenando un piccolo caso, forse voluto

Oggi compie 80 anni, dice di non voler più scrivere ed è un pezzo - e che pezzo - della letteratura mondiale


Dal posto "dove ti conoscono tutti"

Si intitolerà "Here I am": è il primo dopo il successo di "Molto forte incredibilmente vicino", uscito nel 2005

Annalena Benini condivide le mille paure sue e di molti di noi, fino alla più attuale e intollerabile

Andrew Wylie è l'agente letterario più noto al mondo, e ha fatto cambiare editore a grandi scrittori morti in varie occasioni, l'ultima pochi giorni fa

Una raccolta di frasi – sulla famiglia, l'amore, la letteratura – del grande scrittore americano, morto a 85 anni

È stato uno dei più grandi scrittori americani di sempre, aveva 85 anni

C'è il 25 per cento su tutti i tascabili: per i lettori "fortissimi" è l'ultima occasione di pagarli così poco, prima dell'entrata in vigore della nuova legge sugli sconti

O meglio: in dieci ritagli di libri importanti

Ascoltati e apprezzati dalla redazione del Post, e quindi consigliati: molti fanno ridere, ma ne abbiamo per tutti i gusti

A meno di non fare un inventario, è difficile raccontare che cosa contenga “Why write?”, l’antologia di Philip Roth uscita il 12 settembre negli Usa e non ancora in Italia [Continua]

Date retta a Democrito, e iscrivetevi al corso della scuola Belleville

Perché sono considerati in modo diverso rispetto a quelli femminili? Qualche risposta, e un po' di consigli per chi vorrebbe provarne uno

Il procuratore speciale scrisse al suo capo per dirgli che non aveva gradito il modo in cui aveva riassunto il documento conclusivo della sua indagine


Si chiama Wes Cherry: faceva lo stagista a Microsoft, ora fa tutt'altro e ha detto che Bill Gates si lamentò perché era troppo difficile vincere

«Dobbiamo fare a meno del nostro buon nome, come prescrive Rhett Butler in “Via col vento” o sporcarlo, come segnala il lamento di Cassio, sarebbe una mutilazione insopportabile? Gisèle Pelicot, con un gesto radicalmente e concretamente femminista, ha dichiarato l’intenzione di “far cambiare campo alla vergogna”»
