Charlie, salvare i giornali ma non il giornalismo


A Giugliano, il terzo comune più grande della Campania, c'è stata una gara a non candidarsi: colpa di una mancata decisione del governo




In quel giorno del 1945 i soldati nazisti e fascisti si ritirarono da Milano e Torino, anche se la guerra continuò ancora

Ha voluto conoscere i rappresentanti di quelli danneggiati dalle alluvioni, e ha concluso la visita in Italia tra stand gastronomici e “Romagna mia”

«Grande vantaggio sentirsi e vedersi tra simili, specie nei momenti difficili, ma appena ne esci, e torni a essere solo la molecola di una grande folla, capisci che la partita è aperta a molte, molte, molte più soluzioni di quelle che puoi immaginare; e di quante puoi illuderti di controllare»

Spesso sono quasi identiche, e ora anche il PD di Elly Schlein sembra adottare la stessa retorica, tra molte ambiguità

Il referente italiano di Elon Musk se la sta prendendo con Fratelli d'Italia: ci sono in ballo gli interessi di SpaceX ma anche le relazioni tra Meloni e Trump


«Faccio un pronostico. Vedremo presto bambini con il cellulare spento e magari un libro accanto. Sono i figli dei ricchi. E vedremo bambini con la faccia eternamente impastata nella luce fredda dello smartphone. Sono i figli dei poveri»

Ha sollecitato il parlamento a modificare alcuni aspetti in contrasto con la Costituzione: per ora non può essere applicata


Una portavoce del governo ha detto che ha problemi di salute mentale e che ora si trova in una struttura dove sta ricevendo cure: in molte hanno dubbi

E chi potrebbe vincerlo quest'anno, raccontato da Paolo Condò, il giornalista che vota per l'Italia

C'è grande entusiasmo per quelli sul Jobs Act, sull'autonomia e sulla cittadinanza: ma dal 1995 solo 4 su 29 hanno raggiunto il quorum

«La prima apparizione sulla "Stampa” giunge a noi in prima pagina il 30 aprile 1955, il giorno dopo l’elezione di Giovanni Gronchi a presidente della Repubblica. Fino agli anni Ottanta l’uso resta sporadico, poi, magicamente, con la seconda Repubblica, si apre una breccia e il “vabbè” esonda senza più freni. Stefano Bartezzaghi ci vede un segno dello strapotere del romanesco. Michele Masneri pure. E vabbè»

