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  • martedì 18 gennaio 2011

La politica dei videomessaggi

Ora è una consuetudine, ma in Italia tutto è cominciato il 26 gennaio del 1994

Gli otto videomessaggi più curiosi e rilevanti nella storia recente della politica italiana

Travolto da un’inchiesta giudiziaria particolarmente complicata, domenica scorsa Silvio Berlusconi ha pensato di rispondere alle accuse e alle critiche registrando un messaggio e diffondendolo prima in tv – a Studio Aperto e al Tg4 – e poi su Internet. Seduto davanti a una scrivania, con una libreria alle spalle, il video di Berlusconi chiude idealmente il cerchio con un altro video con il quale, quasi diciassette anni fa, lo stesso Berlusconi, seduto davanti a una scrivania, con una libreria alle spalle, annunciava la sua decisione di impegnarsi attivamente in politica. Mentre è ancora tutt’altro che certo che questa vicenda possa rappresentare anche la chiusura del cerchio della sua attività politica, è un fatto che nel corso di questi diciassette anni la comunicazione politica per videomessaggi ha conosciuto una vasta diffusione, in Italia e all’estero.

Le ragioni sono molte e comprensibili: la possibilità di condensare opinioni e dichiarazioni in un messaggio che non può essere interrotto dagli interlocutori o dai giornalisti, come avviene nelle trasmissioni televisive o nelle conferenze stampa; l’attesa e l’attenzione che si creano dal momento dell’annuncio del messaggio a quello della sua effettiva pubblicazione; la facile riproducibilità del messaggio, in televisione e a maggior ragione su Internet. La storia recente della politica italiana è fatta anche di video messaggi, usati per lo più in momenti di emergenza e difficoltà. Abbiamo raccolto quelli secondo noi più curiosi e rilevanti, cominciando da quello che ha dato il via a tutto.

“L’Italia è il paese che amo”
È il 26 gennaio del 1994. Dopo mesi di indiscrezioni e speculazioni varie, Berlusconi invia una videocassetta a tutte le televisioni nazionali. Contiene quello che tutt’ora è probabilmente il suo discorso più famoso e citato, interpretato – nonostante i fogli di carta – con una scansione televisiva dei tempi e delle pause e in una scenografia esplicitamente presidenziale. Nel frattempo ne sono successe di tutti i colori, anzi, “di ogni”, ma non ci siamo ancora ripresi.

“Sgomento, esecrazione, orrore”
La sera dell’11 settembre del 2001, le televisioni italiane trasmettono il messaggio del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Normalmente il capo dello Stato rivolge messaggi a reti unificate soltanto il 31 dicembre, ma quel giorno lì il messaggio di Ciampi non fu che l’ultima delle cose eccezionali e tristemente straordinarie.
https://www.youtube.com/watch?v=8F2iT6r27UI

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