Il video di Francesco Guccini con l’eskimo «a Santa Lucia» nel 1965


Di amore non corrisposto e conclusione sbronza

Lo storico Franco Cardini cerca il suo amico d'infanzia Francesco Guccini, dalle pagine del Secolo, alla vigilia del compleanno


Lo stilista francese morto la scorsa settimana ha reso famosa la minigonna, ha inventato i leggings, i go-go boots e gli occhiali che aveva Miley Cyrus agli ultimi MTV Awards

Davvero sono moltissime, come dice una popolare leggenda metropolitana? Dipende anche da cosa intendiamo per "parola"

Il cantautore di “L'avvelenata” e “La locomotiva”, tra i più importanti e amati della storia della musica italiana, aveva 86 anni

È il professore Kang Dong-wan, che analizza le confezioni di cibi e prodotti che arrivano sulle spiagge sudcoreane dal mare

Per la sua comunità – 700 persone che vivono su un'isola dell'Alaska, e cacciano per sussistenza – è considerata una grande impresa, per alcuni ambientalisti è «omicidio»

Si corre a marzo in Alaska ed è la gara per cani da slitta più famosa del mondo, dura e leggendaria: l’ha raccontata per bene il New Yorker

È stato un anno pieno di cambiamenti, polemiche, nuove collezioni – come quelle di Rihanna e Beyoncé – e il seguito di Zoolander, a prendere in giro un po' tutti

Quante sono le specie monogame, gli stupri tra le anatre, e la gelosia tra gli eskimesi: un capitolo di "Uomini che amano troppo" [Continua]


«E dunque spesso rimugino su quanto leggera, forse vacua, sia la mia pretesa di uscire ogni mattina. Un poco mi sento in colpa. A volte penso che, nel cumulo di ore spese, lungo la vita, a cazzeggiare in giro per la strada, avrei potuto scrivere l’Iliade, ammesso di avere un talento omerico»


La storia della prima scuola di surf “adattato” in Italia, l’idea di proiettare i film sulla spiaggia e rendere il mare accessibile sempre

«La semplificazione è un falso, nonché la madre di tutti i falsi. Questo non significa che non ci si debba battere come leoni per il rispetto delle parole e dei fatti che le parole cercano di descrivere. Bisogna però concentrare gli sforzi sul proprio lavoro e la propria vita, proteggendo l’uno e l’altra»

«Il 2 aprile 1984 i Queen, travestiti da casalinghe inglesi, lanciarono una canzone che era un grido di liberazione: "I Want To Break Free". Poi arrivarono gli Smiths, i Pet Shop Boys e i Culture Club. Ma la vera esplosione arrivò a ottobre, quando uscirono i Bronski Beat, Depeche Mode, Frankie Goes To Hollywood e Madonna. Nel giro di pochi mesi “l’amore che non si può dire”, come lo aveva battezzato un secolo prima Oscar Wilde, si dichiarava orgogliosamente al mondo. Fu la vera nascita del “pride”. Attraverso quelle canzoni l’omosessualità maschile entrava in scena in quanto esplicita produttrice di musica, cultura e immaginario. L’inizio di quell’onda continua ancora oggi, ma è talmente sovrapposta al paesaggio culturale e ai consumi da esserne ormai indistinguibile»
