Il potere della fantasia

Di Gianni Rodari

di Claudio Caprara
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Gianni Rodari è stato maestro, giornalista, scrittore e comunista. Ma soprattutto ha trascorso la vita a interrogarsi su una questione: a che cosa serve la fantasia? La nuova puntata racconta come Rodari è arrivato a considerarla uno strumento di libertà, capace di aiutare i bambini — e gli adulti — a capire la realtà, metterla in discussione e immaginare che possa essere diversa.
Il racconto comincia il 9 gennaio 1950 davanti alle Fonderie Riunite di Modena, dove la polizia spara sugli operai in sciopero e uccide sei persone. Ai funerali c’è anche un giovane cronista dell’Unità: Gianni Rodari.
La puntata descrive la sua infanzia, gli anni del fascismo, il lavoro di maestro, la Resistenza e l’iscrizione al PCI. E racconta la svolta del 1950, quando il partito gli chiede di lasciare l’Unità di Milano, per andare a Roma a lavorare al Pioniere. Rodari accetta controvoglia: teme di essere confinato in una scrittura considerata minore. Sarà invece l’inizio della sua storia di grande autore per bambini.
Attraverso Rodari si racconta anche un pezzo della storia culturale della sinistra italiana: la discussione con Nilde Iotti sui fumetti americani, il rapporto con il Movimento di Cooperazione Educativa, l’incontro con le idee di don Lorenzo Milani, la riflessione sulla scuola e sulla necessità di liberarla dall’autoritarismo.
È un percorso che porta alla Grammatica della fantasia e alla convinzione che possedere le parole significhi possedere uno strumento di emancipazione: «Tutti gli usi della parola a tutti», scrive Rodari, «non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo».
La storia arriva fino all’aprile del 1980, quando più di 600 genitori di Imola chiedono alla Rai di intervenire contro Goldrake e Mazinga. Rodari, ormai negli ultimi giorni della sua vita, rifiuta ancora una volta il moralismo degli adulti: invece di condannare Goldrake, propone di ascoltare i bambini e capire che cosa ne fanno.
Rodari rimase comunista fino alla fine, ma imparò progressivamente a diffidare delle verità confezionate. La fantasia diventò così una forma di emancipazione: non una fuga dalla politica, ma ciò che può impedire alla politica di trasformarsi in obbedienza.
“Il potere della fantasia” è la nuova puntata dell’Ombelico di un mondo, il podcast del Post scritto e raccontato da Claudio Caprara.