Il socialista con il basco nero

Pietro Nenni è stato uno dei leader politici più rilevanti del Novecento italiano. Ha conosciuto la povertà, il carcere, l’esilio, la guerra, il confino e il governo. È stato amico di Mussolini quando erano due giovani rivoluzionari romagnoli, poi il suo avversario più ostinato. Ha combattuto il fascismo pagando un prezzo altissimo: la deportazione e la morte ad Auschwitz della figlia Vittoria, una ferita che non si rimarginò mai.
Questa puntata di L’ombelico di un mondo racconta l’uomo prima del segretario del Partito socialista. Il bambino rimasto orfano che scopre i libri in collegio, il giornalista che trasforma la scrittura in militanza, l’esule che attraversa l’Europa inseguendo la libertà, il socialista che prova a dare all’Italia una sinistra capace di governare senza rinunciare ai propri ideali.
Ma racconta anche un’epoca in cui la politica pretendeva di cambiare il mondo e chiedeva ai suoi protagonisti di mettere in gioco tutto: gli affetti, la libertà, perfino la vita. Attraverso lettere, diari, testimonianze e documenti, emerge un Nenni ironico, inquieto, capace di grandi slanci e di dolorosi ripensamenti.
È la storia di una vita in cui la politica non è mai stata una professione, ma una scelta esistenziale. Pietro Nenni ha sempre predicato che le idee hanno un valore solo quando si è disposti a pagarne personalmente il prezzo.