C’è un po’ di alcol nelle birre senz’alcol
Man mano che aumentano i consumi di “analcoliche” nel mondo sta emergendo una richiesta di maggiore chiarezza sulle etichette

Man mano che aumentano i consumi di “analcoliche” nel mondo sta emergendo una richiesta di maggiore chiarezza sulle etichette

Il governo vorrebbe inserire in ogni pubblicità che «è nocivo per la salute», ma la Federazione dei produttori di birra non l'ha presa bene





Da lunedì la Asahi ha interrotto la produzione a causa di un attacco informatico, e non si sa quando potrà ripartire

Nei pub e nei supermercati se ne trovano sempre di più, e non sono più associate soltanto a donne incinte e persone astemie

Per lo meno da quando si misura questo dato, cioè dal 1993: c'entrano l'inflazione e giovani più sobri

Almeno fino a Natale, visto che in questo periodo la richiesta è altissima, e intanto le alternative non convincono

Che sembra uno scioglilingua ma ci fu davvero, il 17 ottobre del 1814, e provocò la morte di otto persone

Nella città dell'Oktoberfest aprirà uno spazio in cui verranno servite solo bevande senza alcol, per provare a limitare il consumo di alcolici e i problemi di ordine pubblico

Ha provato a ricrearla un produttore amatoriale dello Utah, usando ingredienti antichi e un lievito dell'850 a.C.: pare sia piuttosto acida

Nacque in opposizione allo status quo del mercato della birra, ma nel tempo l’azienda è finita in mezzo a vari scandali e oggi è come quelle che contestava

Il loro legame è culturale ma anche un'irrinunciabile fonte di guadagno, e i suoi risvolti problematici per la salute sono spesso sottovalutati

È ancora comune vedere le persone ingegnarsi per evitare il più possibile la schiuma, ma è l'opposto di quello che bisognerebbe fare


Mostra un uomo che sembra fare pipì in una vasca di produzione, e ha fatto calare le vendite del popolare marchio cinese

Con turni estenuanti e ritmi frenetici, chili e chili di boccali di birra da trasportare per chilometri e avventori a volte molesti

Quasi sempre ormai hanno proprietà straniere, ma marchi come Moretti, Peroni e Nastro Azzurro si vedono sempre di più all'estero
