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Budweiser e MillerCoors litigano da mesi per lo sciroppo di mais

Tutto è cominciato con una pubblicità trasmessa durante il SuperBowl, ma ora è diventata una storia di spionaggio industriale

Il 3 febbraio del 2019 si è svolta la 53ª edizione del SuperBowl, la finale del campionato di football americano, la cui diretta televisiva è stata seguita da più di 98 milioni di spettatori negli Stati Uniti. Come ogni anno, le aziende di tutto il mondo si sono contese gli ambitissimi spazi pubblicitari dei vari momenti di pausa della partita e tra le pubblicità che sono state trasmesse ce n’è stata una di cui si parla ancora a distanza di mesi. La pubblicità è stata realizzata dalla multinazionale Anheuser-Busch InBev, produttrice della birra Budweiser, per promuovere la birra Bud Light, una versione più leggera della classica lager.

La pubblicità è ambientata in una sorta di Medioevo, dove a ogni marchio di birra è associato un castello. Un giorno nel castello di Budweiser arriva un carico di sciroppo di mais ma il signore del castello specifica che la Bud Light non è prodotta con quell’ingrediente, a differenza delle birra Miller Lite e Coors Light, e che quindi quel carico deve essere arrivato per errore. Così i cavalieri di Budweiser vanno prima al castello di Miller e poi a quello di Coors per consegnare a loro il barile. La pubblicità termina con lo slogan “Bud Light, realizzata senza sciroppo di mais”.

Subito dopo la messa in onda della pubblicità, MillerCoors – la società che produce sia la Miller Lite che la Coors Light che è di proprietà della multinazionale Molson Coors – ha fatto causa a Anheuser-Busch InBev, accusando la società di aver insinuato falsamente che quelle birre contenessero sciroppo di mais. Per capire il perché di questo litigio bisogna partire dalle basi: nel processo di fermentazione alcolica che porta alla produzione di birra si utilizzano lieviti che “mangiano” gli zuccheri e li trasformano in alcol. Lo zucchero più usato è il malto d’orzo, ovvero l’orzo germinato ed essiccato, ma per ottenere birre più leggere si possono usare il mais o il riso.

Per fare la Bud Light, per esempio, si usa il riso, mentre per la Miller Lite e la Coors Light si usa il mais in forma di sciroppo. Queste sostanze sono additivi che vengono usati per aiutare la fermentazione, ma secondo MillerCoors dire che nelle birre Miller e Coors sia “presente” lo sciroppo di mais è un’affermazione ingannevole. Lo scorso maggio un giudice ha dato ragione a MillerCoors e ha vietato a Anheuser-Busch InBev di trasmettere ancora la pubblicità, e infine a settembre è stato vietato alla società di utilizzare la frase “senza sciroppo di mais” sulle confezioni di Bud Light.

La vicenda sembrava chiusa qui, o comunque limitata alla disputa intorno alla pubblicità del SuperBowl, ma questa settimana si è aggiunto un nuovo tassello che l’ha trasformata in una storia di spionaggio industriale. In un documento depositato al tribunale federale di Madison (Wisconsin), Anheuser-Busch InBev ha accusato due dipendenti di MillerCoors di aver ottenuto illegalmente la ricetta della Bud Light e della Michelob Ultra, un’altra birra prodotta da Anheuser-Busch InBev.

Secondo l’accusa Martin David Brooks e Josh Edgar, che oggi lavorano per MillerCoors ma che in passato avevano lavorato per Anheuser-Busch InBev, avrebbero ottenuto da alcuni attuali dipendenti documenti confidenziali che comprendevano le ricette delle birre Bud e Michelob. In particolare Edgar, prima e dopo il SuperBowl, avrebbe avuto uno scambio di messaggi con un dipendente di Anheuser-Busch InBev, che gli avrebbe inviato le foto delle ricette, con gli ingredienti, le miscele e le dosi delle due birre. Nel documento si dice che nei messaggi Edgar avrebbe detto che la richiesta della ricetta gli era stata fatta da un importante manager di MillerCoors. Anheuser-Busch InBev ha detto di aver sospeso il suo dipendente, nel frattempo

Adam Collins, portavoce di MillerCoors, ha risposto dicendo che la sua società tiene molto al rispetto dei segreti industriali e prenderà seriamente le accuse, ma ha aggiunto: «se gli ingredienti sono segreti, perché spendono così tanti milioni di dollari per dire al mondo intero cosa c’è nella Bud Light? E perché sono stampati a lettere cubitali sulle confezioni?».