Vent’anni fa finì “Beverly Hills 90210”
La serie dal CAP più famoso del mondo che segnò la tv degli anni Novanta, e il cui lascito si vede in molte altre serie successive

La serie dal CAP più famoso del mondo che segnò la tv degli anni Novanta, e il cui lascito si vede in molte altre serie successive



Era diventato famoso negli anni Novanta per il suo ruolo in "Beverly Hills 90210"


È stato uno dei più importanti produttori televisivi di sempre, morto 10 anni fa oggi: ha fatto "Beverly Hills 90210", "Charlie's Angels", "Dynasty" e "Love Boat"

Foto e storia di una famosa soprattutto per quanto è bella: per qualche anno è stata dappertutto, prima di perdersi un po'

È il primo stato americano a permettere di trasformare i propri resti in terriccio, mentre in Europa si può fare soltanto in Svezia

Molto Sanremo, come era prevedibile, il significato di Machu Picchu e i "navigator"

Nei cinema statunitensi è tornato uno dei film più demenziali e trash di sempre, che ebbe un successo imprevisto proprio per questo

Negli anni '90 migliaia di bambini furono chiamati così per via dei film americani, ma oggi il nome si porta dietro un po' di pregiudizi

In Italia sono state cercate informazioni sulle guerre in Medio Oriente, sui cantanti di Sanremo e sulla serie tv Baby Reindeer, tra le altre cose

Ambientata nell’alta società californiana, ha creato tormentoni, successi musicali e nostalgia, forse gli unici motivi per riguardarla

È possibile che un comico che oggi 29 aprile compie sessant’anni, e che in realtà ha smesso di essere popolare quindici anni fa, sia considerato ancora il miglior comico sulla piazza? [Continua]

“Hate-watching” è un'espressione associata spesso a “Emily in Paris”, che ha un gran successo ma sembra non piacere a nessuno

Le sopracciglia sono da sempre uno strumento per esprimersi e ridefinire sguardo e viso: disegnandole, rasandole, infoltendole

«Le battaglie più dure si combattono sulla nasalizzazione esagerata di alcuni suoni e inevitabilmente sul suono della u, che per i giapponesi è molto lontano dal nostro. Nel kabuki, nelle canzoni tradizionali e nella musica pop è tutto un risuonare di suoni nasali simili alla n, e le u sono tutte strette, come ingolate. Una tipica situazione pericolosa è l’aria Tu che le vanità nell’atto finale del “Don Carlo” di Giuseppe Verdi, che quest'anno aprirà la stagione della Scala di Milano, perché dopo tre minuti di preludio orchestrale il soprano deve cantare su quella u così delicata»

Assecondava le mode e raccontava gli idoli del momento, influenzando la formazione sentimentale e sessuale di generazioni di ragazzine

Male, perché per moltissimo tempo non se n’è parlato, o lo si è fatto in modo poco realistico e sempre drammatico: forse qualcosa sta cambiando
