
Storie/Idee
Da leggere con calma, e da pensarci su
L’antisemitismo a sinistra
Si basa sull'identificazione tra ebraismo e capitalismo e sull'idea, falsa ma resistente, che gli ebrei siano ricchi, ma anche sull'istinto a spiegare tutto attraverso le diseguaglianze economiche

L’anno con più elezioni della storia
Dicono che la democrazia sia in crisi, ma alla fine del 2024 avranno votato 2 miliardi di persone, di cui quasi la metà in India. È il numero più alto di sempre. Piccolo problema: i conservatori sono in vantaggio quasi ovunque

Contare gli incontri che contano
“Dating wrapped” è un trend di TikTok in cui gli uomini incrociati vengono numerati e catalogati. Un modo per ridimensionare quella parte della vita che rende così vulnerabili

“Sedia con corpo adagiato” e altri scherzi
Alberto Sordi alla Biennale di Venezia, Maurizio Cattelan ai Caraibi: l’arte contemporanea è stata presa in giro, ma spesso si prende in giro da sola

Come filmare la Shoah
"La zona d'interesse" è l'ultimo capitolo di un lungo dibattito sul rapporto tra cinema e campi di sterminio, e su limiti e forme della rappresentazione dell'orrore

Romanzi che invecchiano in fretta
La velocità dei cambiamenti tecnologici minaccia la narrazione classica perché il senso della tecnologia, oggi, è disperdere il mistero, azzerare le attese e colmare le distanze

Sei cose che so sulla scuola
Se ne parla quasi sempre in modo ideologico, attraverso statistiche incomplete e definizioni sbagliate, come "studenti stranieri", ma chi insegna vede un mondo diverso

Storia della mia rabbia
Gestirla e canalizzarla senza esserne travolti per alcuni è difficilissimo, ma un aiuto può arrivare guardando il lavoro degli attori e le partite di tennis in tv

Perché non ricordiamo Gabriella Ferri
La parabola di una delle cantanti più famose degli anni Settanta per certi versi coincide con quella di Roma; morì il 3 aprile di vent'anni fa, e il suo corpo, dimenticato, aspettò più di un mese al Verano prima di essere sepolto

L’incredibile Hercule Florence
Fu l’inventore della parola “fotografia” e il primo a fissare le immagini fuori dall’Europa, ma contemporaneamente a Daguerre, Niépce e Talbot, dopo un’avventurosissima spedizione in Amazzonia

Il mistero dei saloni per unghie
Non sappiamo niente delle ragazze cinesi che ci lavorano, quante ore fanno, quanto guadagnano, perché cambino posto tanto spesso; a volte, però, basta chiedere

Confine con vista sulle “scam cities”
In Myanmar al confine con la Thailandia, ma anche in Laos e Cambogia, stanno nascendo città fondate sul gioco d’azzardo e sulle truffe online, dove lavorano in stato di semischiavitù migliaia di persone

Mi chiamo Viola e ho un problema con le boygenius
Le ragioni per cui si diventa fan di qualcuno sono molte, c'entrano i gusti ma anche qualcosa di più profondo che ha a che fare con la necessità di essere visti

Mambrici, Calabria, A.D. 2024
Quando si parla di ’ndrangheta ci si illude che il problema sia inquadrabile in una lotta tra bene e male, tra mafiosi cattivi, cittadini oppressi e magistrati eroici. La realtà è molto più ambigua e va negoziata ogni giorno

Ersilia Bronzini, femminista
È stata una delle più importanti femministe italiane. Novant’anni dopo la sua morte, Milano le ha intitolato un giardinetto spartitraffico nel bel mezzo del viale dedicato al marito

L’anno del loong
Il governo e i media cinesi vogliono convincere il mondo che il loro drago è molto più buono che altrove, anzi è proprio un altro animale

L’orologio di Walter Chiari
Valeva un sacco di soldi, lo regalò in tv per generosità o gratitudine a un giovane giornalista dell'"Unità" che lo aveva applaudito: l'attore era nato cento anni fa

Maschi che parlano d’amore (e di matrimonio)
Qualcuno non voleva sposarsi, qualcuno non vedeva l'ora, qualcuno ha tre regole, per qualcun altro è tutta questione di attenzione e di manutenzione

La biblioteca ermetica di Rota e Verginelli
Il primo è Nino, quello di Fellini. Il secondo un suo amico professore. Per tutta la vita hanno collezionato libri sullo spiritualismo e la magia

Avete mai sentito parlare di Stefano Furlan?
Era un ragazzo di vent’anni morto l’1 marzo 1984, quarant’anni fa, per un colpo in testa ricevuto dalla polizia fuori dallo stadio di Trieste









