È il giorno di Francia-Marocco

Il primo quarto di finale, e forse il più atteso, si giocherà stasera alle 22

Partite e risultatiRicevi tutti gli aggiornamentiRicevi tutti gli aggiornamenti
(Joe Buvid/ISI Photos via Getty Images)

I Mondiali maschili di calcio si giocano in Canada, Stati Uniti e Messico dall’11 giugno al 19 luglio; al Post li seguiamo anche con questo liveblog, e cliccando qui potete vedere tutti i risultati delle partite, il calendario e le classifiche, e qui il tabellone.

IN EVIDENZA
8 luglio 2026

Il programma dei prossimi giorni

Questo è il tabellone aggiornato, con i risultati degli ottavi e le partite dei quarti:

Questo il programma dettagliato (dai quarti in poi tutte le partite saranno trasmesse anche in chiaro su Rai 1, oltre che su DAZN):

  • Francia-Marocco, giovedì 9 luglio ore 22
  • Spagna-Belgio, venerdì 10 luglio ore 21
  • Norvegia-Inghilterra, sabato 11 luglio ore 23
  • Argentina-Svizzera, domenica 12 luglio ore 3 (nella notte tra sabato e domenica, quindi).
Liveblog

Buongiorno🇫🇷🇲🇦

Rieccoci. Dopo una giornata, la prima senza partite, trascorsa come il meme di Pablo Escobar, stasera si ricomincia a giocare. E soprattutto si fa sul serio: iniziano in quarti di finale, con Francia-Marocco in programma alle 22 a Boston.

È una partita molto attesa per ciò che vedremo a livello calcistico, e cioè due delle squadre più forti e spettacolari di questi Mondiali, ma anche per tutto quello che si porta dietro a livello storico, politico e sociale.

Ve ne parleremo durante la giornata in questo liveblog e sul Post, e vi abbiamo già anticipato qualcosa in Post Partita, la nostra newsletter quotidiana.

La federazione calcistica egiziana ha chiesto l’esclusione dai Mondiali gli arbitri della partita di ieri

Sia l’allenatore che i giocatori dell’Egitto avevano protestato moltissimo contro le decisioni arbitrali già ieri sera, quando erano ancora in campo e nelle interviste successive. Oggi l’Associazione calcistica egiziana ha chiesto alla FIFA di aprire un’indagine sull’arbitro François Letexier e l’esclusione sua e dell’intera squadra coinvolta per via di quelli che ha definito “gravi errori” e “doppi standard”.

L’Egitto, che ha perso la partita 3-2 subendo una notevole rimonta, sostiene di essere stato ingiustamente penalizzato: prima il VAR ha causato l’annullamento di un suo gol perché ha rilevato un fallo commesso contro l’Argentina poco prima, poi (senza l’intervento del VAR) non è stata considerata un fallo un’azione contro Mohamed Salah nell’area argentina, che avrebbe consentito all’Egitto di tirare un rigore. 

Allo show dell’intervallo della finale ci sarà pure Justin Bieber

Il cantante canadese dovrà dividersi gli 11 minuti di spettacolo con una serie di altri artisti famosissimi: Madonna, Shakira e i BTS. Lo ha annunciato oggi la FIFA.

Lo show dell’intervallo è un’istituzione per il Super Bowl, la finale del campionato nordamericano di football, ma è la prima volta che ci sarà alla finale dei Mondiali di calcio. Le “canzoni dei Mondiali” invece hanno una tradizione molto più lunga, anche se ultimamente meno fortunata rispetto a un tempo. Se volete fare un ripasso musicale mentre aspettate le prossime partite, lo avevamo preparato qui: 

Quando non prendere impegni, da qui al 19 luglio

Otto squadre e otto partite sono quelle che restano, e quelle che mancano: quattro quarti di finale (il primo giovedì sera), le semifinali, la “finalina” per il terzo posto e la finalissima. Agevoliamo pratico recap:

  • Francia-Marocco, giovedì 9 luglio ore 22
  • Spagna-Belgio, venerdì 10 luglio ore 21
  • Norvegia-Inghilterra, sabato 11 luglio ore 23
  • Argentina-Svizzera, domenica 12 luglio ore 3 (nella notte tra sabato e domenica, quindi).
  • Semifinale 1, martedì 14 luglio ore 21 
  • Semifinale 2, mercoledì 15 luglio ore 21
  • Finalina, sabato 18 luglio ore 23
  • Finale, domenica 19 luglio ore 21 

Le nazionali per ogni federazione continentale, fase dopo fase

Alla fine rimarranno solo le due finaliste. Man mano che le nazionali vengono eliminate, però, si può guardare a quale federazione continentale appartenevano.

All’inizio la UEFA (la federazione che governa il calcio europeo) era la più numerosa: aveva 16 squadre, il 33 per cento del totale, e ai quarti lo è rimasta: ha 6 squadre, cioè il 75 per cento. È andata peggio alla confederazione asiatica (AFC) che partiva con 9 squadre qualificate e adesso non ne ha più: 7 sono state eliminate già ai gironi.

Le altre federazioni continentali rimaste senza squadre sono la confederazione del Centro e Nord America (CONCACAF), che agli ottavi ha perso le ultime tre squadre che aveva in competizione, cioè quelle dei paesi ospitanti, e la federazione oceanica (OFC), che aveva solo la Nuova Zelanda.

La federazione africana (CAF) e quella sudamericana (CONMEBOL) invece sono rimaste con una squadra ciascuna (e che squadre!): rispettivamente Marocco e Argentina.

I centimetri contano?

Tranne nel caso di Argentina-Egitto, in tutte le partite degli ottavi ha sempre vinto la squadra con l’altezza media più alta. Di certo oggi nel calcio la fisicità conta parecchio, e infatti l’altezza media dei calciatori è notevolmente maggiore rispetto a quella media della popolazione. Negli ultimi decenni, poi, entrambe le medie sono aumentate molto.

Intanto, altrove

Questa mattina in Post Partita abbiamo avuto questa originalissima idea di raccontare, oggi che non si giocano i Mondiali, tutto lo sport che c’è altrove. 

E che sport: è alle fasi finali il torneo di tennis di Wimbledon, che terminerà nel weekend, e dove già venerdì ci sarà un’interessante semifinale tra Jannik Sinner e Novak Djokovic (soprattutto se Djokovic riuscirà a riprendersi dalla gran fatica di ieri sera); ancora non sappiamo dirvi se in semifinale ci sarà o meno Flavio Cobolli (niente da fare, invece, per Jasmine Paolini, eliminata oggi ai quarti).

Jannik Sinner (Jan Kruger/Getty Images)

È iniziato lo scorso fine settimana, e quindi andrà avanti per quasi tutto luglio, il Tour de France. La tappa di oggi ancora deve finire. In maglia gialla c’è Torstein Træen, che ieri ha guadagnato diversi minuti facendo parte di una grande fuga. Ma già c’è stato modo di capire che, per come stanno le cose ora, il favorito per la vittoria finale è sempre e ancora, e ancor più che prima della partenza, lo sloveno Tadej Pogacar.

Tadej Pogacar (Dario Belingheri/Getty Images)

Sempre oggi, l’Italia femminile di pallavolo ha vinto contro l’Ucraina in Nations League, torneo internazionale in cui – guarda caso – è la squadra campione in carica. Di recente un gran bel risultato per l’Italia è arrivato anche nel baseball (ve li ricordate, i Mondiali di baseball?).

Se preferite leggere altro, sempre che già non l’abbiate già fatto, in questi giorni comprensibilmente molto calcistici sul Post si è parlato anche di nuoto, motori, rugby e atletica leggera.

I Mondiali fin qui

Approfittando dell’assenza di partite, abbiamo messo in ordine un po’ di numeri sui Mondiali fin qui, dopo 96 partite giocate e 280 gol segnati, e quando mancano otto partite – solo otto partite. Quanti gol mancano non lo possiamo dire, ma se questi Mondiali continuano così saranno almeno una ventina. E, sempre guardando i precedenti, ci riesce difficile pensare che almeno un paio non saranno segnati da Messi, Mbappé, Haaland o Kane.

Il paese più grande tra quelli rimasti ai Mondiali (letteralmente)

L’Argentina è il paese di gran lunga più esteso di tutti gli otto ancora in gioco ai Mondiali. Da sola l’Argentina è vasta circa 2,8 milioni di chilometri quadrati, mentre gli altri sette (Spagna, Belgio, Francia, Marocco, Norvegia, Inghilterra e Svizzera) sommati arrivano a malapena a due milioni.

A proposito di statistiche a caso su geografia e Argentina: il calciatore argentino nato nel punto più a nord e a ovest dell’Argentina è il centrocampista Exequiel Palacios, della provincia di Tucuman; quello più a est il portiere Emiliano Martinez (Mar del Plata) e quello più a sud Lautaro Martinez (Bahia Blanca).

Zlatko Dalic lascia la Croazia

Il 59enne Zlatko Dalic non allenerà più la nazionale croata. Dalic è il commissario tecnico della Croazia dal 2017 e con lui la squadra di Luka Modric, Ivan Perisic e Mateo Kovacic è arrivata ai risultati migliori della propria storia, tra cui il secondo posto ai Mondiali del 2018 e il terzo ai Mondiali del 2022.

«Ho sempre detto che non c’è onore più grande di quello di guidare la propria nazionale e che non avrei potuto avere un lavoro più importante. […] Ma è giunto il momento. Ritengo che questo sia il momento giusto per concludere questa incredibile era», ha detto Dalic.

La Croazia è stata eliminata ai sedicesimi di finale dal Portogallo, in una delle partite più belle ed equilibrate del Mondiale, terminata 2-1 per il Portogallo al 94° minuto. 

Shobeir supereroe 🦸‍♂️

Nonostante la rimonta clamorosa dell’Argentina contro l’Egitto, uno dei migliori giocatori in campo è stato decisamente il portiere egiziano Mostafa Shobeir. Ha preso di tutto, tra cui un rigore a Lionel Messi, e dopo l’ennesima parata il telecronista di DAZN Andrea Marinozzi ha detto che Shobeir «non è un portiere, è un supereroe».

Shobeir ha 26 anni e gioca per una delle squadre più forti d’Africa, l’egiziana Al Ahly. Anche suo padre, Ahmed Abdelaziz Shobeir, era un portiere e per 18 anni, tra 1980 e 1997, giocò all’Al Ahly. Di Shobeir padre abbiamo già parlato, Shobeir figlio invece è diventato solo il quarto portiere ad aver parato due rigori durante le partite di un’edizione dei Mondiali. Oltre a quello di Messi, ha parato il rigore dell’iraniano Taremi nella fase a gironi.

Gli altri tre ad esserci riusciti sono i polacchi Jan Tomaszewski e Wojciech Szczęsny e lo statunitense Brad Friedel.

Tutte le nazionali a cui Messi ha fatto gol

Lionel Messi fece il suo esordio con la nazionale maggiore argentina nel maggio del 2005, quasi 21 anni fa, in un’amichevole contro l’Ungheria giocata a Budapest. In tutto oggi ha giocato 204 partite e segnato 125 gol, entrambi record per l’Argentina. In particolare, ha segnato a 45 nazionali diverse.

Se ve lo state chiedendo no, Messi non ha mai fatto gol all’Italia. In due amichevoli (una nel 2013, l’altra nel 2018) era infortunato e nella Finalissima, il trofeo intercontinentale giocato dalle squadre campioni in carica d’Europa e Sud America nel 2022, ha “solo” fatto due assist.

Notizie refrigeranti (ma pure raggelanti, per qualcuno)

Sempre sfruttando il fatto che per la prima volta dall’inizio dei Mondiali oggi non ci sono partite, da queste parti – così come nella newsletter mandata stamattina – proviamo anche a parlare di altri sport. In questo caso una notizia che ha molto a che fare con quell’altro lungo liveblog sportivo fatto quest’anno dal Post, quello sulle Olimpiadi invernali di Milano Cortina: neve, freddo, inverno, Italia vincente.

Non una buona notizia – raggelante in quel senso – per gli appassionati e le appassionate di combinata nordica; ma forse non ci sono molti appassionati e appassionate di combinata nordica. Ed è parte del problema.

 

L’unica squadra che non ha ancora preso gol

È la Spagna, che è in grande forma. Escludendo partite finite ai tiri di rigore e amichevoli, non perde dal marzo del 2023, in una partita di qualificazione agli Europei giocata in Scozia. Finora la Spagna pareggiato 0-0 contro Capo Verde, poi ha vinto contro Arabia Saudita (4-0), Uruguay (1-0), Austria (3-0) e Portogallo (1-0).

A 39 anni Messi è ancora il più forte

O uno dei pochissimi più forti, due o tre al massimo. Per ora è il giocatore che ha fatto più gol ai Mondiali, 8, e influisce sul gioco dell’Argentina in un modo molto particolare ed efficace. Il suo allenatore, Lionel Scaloni, ha detto che «i giovani calciatori guardano a Messi e non riescono a credere ai loro occhi».

Ci siamo chiesti com’è che Messi, alla sua età e camminando per buona parte delle partite, sia ancora il calciatore fenomenale che è. E abbiamo provato a rispondere.

Ancelotti è in Francia ad allenare il Lille

Non Carlo, l’allenatore del Brasile eliminato pochi giorni fa dalla Norvegia. Ma suo figlio Davide, che quest’estate è stato il vice allenatore della nazionale brasiliana e ora ha iniziato il suo incarico da allenatore del Lille.

Novak Djokovic vorrebbe giocare quanto Lionel Messi

Come già ieri sera vi raccontavamo da queste parti, il tennista serbo Novak Djokovic è in semifinale a Wimbledon, dove venerdì giocherà contro Jannik Sinner. Ieri ha vinto il più lungo quarto di finale della storia del torneo, durato oltre cinque ore. Dato che è coetaneo di Messi (sono entrambi 39enni, nati nel 1987), dopo la partita gli hanno chiesto di lui. E Djokovic ha risposto che lo invidia, perché deve giocare solo 90 minuti (più recupero) (più eventuali tempi supplementari). Comunque non di certo cinque ore.

Di Messi – spoiler! – vi parliamo meglio e con maggiore dettaglio a breve. Intanto, maggiori dettagli su quel che ha fatto Djokovic – ieri sera e finora in carriera – sono qui:

 

La rimonta dell’Argentina ha impressionato anche uno che di rimonte se ne intende

Cioè Tom Brady, uno dei più forti giocatori di sempre di football americano. Ieri sera ha scritto che la rimonta dell’Argentina contro l’Egitto, agli ottavi di finale «potrebbe superare la 28-3».

Con questi numeri Brady si riferisce alla storica rimonta dei suoi New England Patriots contro gli Atlanta Falcons nel Super Bowl del 2017. I Patriots stavano appunto perdendo 28 a 3 nel terzo quarto, ma rimontarono e vinsero 34 a 28 ai supplementari. 

Il Super Bowl è la finale della NFL, il campionato di football americano. È insomma un momento diverso rispetto a un ottavo di finale, e la situazione da cui partirono i Patriots era un bel po’ più drammatica di quella dell’Argentina.