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  • Sabato 4 luglio 2026

Il nuovo torneo di rugby in giro per il mondo

Con le migliori nazionali, provenienti da cinque continenti: sì, c'è anche l'Italia; e no, non sono i Mondiali

Il rugbista italiano Monty Ioane riceve palla durante la partita tra Italia e Inghilterra del Sei Nazioni 2026 a Roma (AP Photo/Gregorio Borgia)
Il rugbista italiano Monty Ioane riceve palla durante la partita tra Italia e Inghilterra del Sei Nazioni 2026 a Roma (AP Photo/Gregorio Borgia)
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Sabato 4 luglio inizia il Nations Championship, il nuovo torneo mondiale di rugby che ogni due anni sostituirà (per le 12 squadre che ci partecipano) la maggior parte dei test match, la parola che usa il rugby al posto di amichevoli. Al torneo parteciperanno le sei nazionali europee più forti (quelle che partecipano al Sei Nazioni: Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda, Francia e Italia) e le sei squadre non europee più forti (Sudafrica, Nuova Zelanda, Australia, Argentina, Fiji e Giappone).

Rispetto ai test match (un termine che deriva dal cricket) il Nations Championship è più strutturato e organizzato, con un’unica vincitrice finale. Per qualcuno c’è però il rischio che questo nuovo torneo accresca i già ampi divari tra le nazionali più forti che vi partecipano e tutte le altre, che avranno ancora meno occasioni per confrontarsi con le nazionali più competitive, cosa imprescindibile per provare ad avvicinarsi al loro livello.

Quest’anno il torneo è comunque di particolare interesse perché è l’anno prima dei Mondiali di rugby, che saranno in Australia tra ottobre e novembre 2027. Per le nazionali sarà quindi una delle ultime occasioni per provare schemi e tattiche contro squadre di altri continenti, oltre che contro le solite che affrontano ogni anno.

Il calendario del rugby mondiale prevedeva da tempo che negli anni senza Mondiali ci fossero due periodi in cui le nazionali si affrontavano in test match: solitamente a luglio, subito dopo la fine dei vari campionati per club, e a novembre. Generalmente a luglio le squadre europee affrontavano fuori casa le squadre non europee, che in maggioranza provengono dall’emisfero sud. A novembre accadeva il contrario.

Il rugbista sudafricano Edwill van der Merwe e il rugbista italiano Ange Capuozzo si contendono la palla nel test match tra Italia e Sudafrica di novembre 2025 (AP Photo/Luca Bruno)

L’anno scorso per esempio l’Italia giocò a fine giugno contro la Namibia (a Windhoek, in Namibia) e a luglio due volte contro il Sudafrica (a Pretoria e Port Elizabeth, in Sudafrica). A novembre invece giocò tre volte in Italia: a Udine contro l’Australia, a Torino contro il Sudafrica e a Genova contro il Cile.

Il Nations Championship nasce con l’intento di organizzare e strutturare in un torneo questi ormai tradizionali test match, preservandone la filosofia generale ma di fatto escludendo squadre di livello buono, ma non altissimo, come Namibia o Cile.

Per evitare viaggi troppo lunghi, le dodici squadre partecipanti sono divise in due gruppi: le squadre europee, che sono quelle che fanno il Sei Nazioni, sono il gruppo “emisfero nord”; le squadre non europee sono il gruppo “emisfero sud”. Questo concetto di emisferi torna spesso, nel rugby, ma in questo caso non è geograficamente fedelissimo: il Giappone è infatti considerato tra le squadre dell’emisfero sud.

Le squadre di ogni gruppo non si affronteranno tra loro, ma sfideranno tutte le squadre dell’altro gruppo. E lo faranno una sola volta per ogni edizione del torneo.

Ogni nazionale disputerà così sei partite: tre a luglio e tre a novembre. A luglio saranno le nazionali del gruppo “emisfero sud” a ospitare le squadre del gruppo “emisfero nord”, a novembre sarà il contrario. L’Italia, per esempio, giocherà a luglio contro Giappone, Australia e Nuova Zelanda, in quest’ordine e fuori casa. A novembre invece giocherà, in casa, contro Sudafrica, Argentina e Fiji.

I risultati di ogni partita contribuiranno a determinare la classifica della nazionale nel suo gruppo. Le classifiche dei due gruppi stabiliranno gli accoppiamenti per le “finali”: la prima del gruppo “emisfero nord” sfiderà la prima del gruppo “emisfero sud” per la vittoria del torneo, la seconda giocherà contro la seconda, e così via, fino alla sesta contro la sesta. Tutte le finali si terranno tra il 27 e il 29 novembre 2026 allo stadio di Twickenham, lo stadio di Londra usato abitualmente dalla nazionale inglese di rugby.

Nella nascita di questo torneo è ovviamente importante l’aspetto economico. Le partite di un torneo sono più appetibili per i tifosi e meglio promuovibili al pubblico rispetto a partite amichevoli slegate tra loro. Questo vuol dire che le varie nazionali potranno incassare di più dai biglietti venduti, dai contratti di sponsorizzazione e dalla vendita dei diritti televisivi. E le finali puntano a diventare un evento importante.

Un tentativo simile è stato fatto nel calcio europeo per nazionali, dove dal 2018 la maggior parte delle amichevoli è stata sostituita dalla Nations League. Se seguite il calcio, valutate pure liberamente se considerare la Nations League un esempio virtuoso o no.

World Rugby, la federazione che governa il rugby mondiale, ha stabilito inoltre che circa 20 partite tra nazionali verranno giocate quest’anno in sedi neutre «per ragioni strategiche, commerciali o finanziarie». Tra queste ce ne sono alcune del Nations Championship (quelle in casa delle Fiji e quella del Giappone contro l’Irlanda), ma c’è anche Nuova Zelanda-Sudafrica, test match che si giocherà a settembre negli Stati Uniti.

Per risolvere in parte la critica secondo cui il nuovo torneo escluderà le piccole squadre, World Rugby ha fondato la World Rugby Nations Cup: un torneo tra le più forti squadre escluse dal Nations Championship. Il formato è simile a quello del Nations Championship, anche se fino al 2030 non sono previste finali. Dal 2030 dovrebbe entrare in vigore anche un meccanismo di promozioni e retrocessioni tra le due competizioni (già presente nella Nations League di calcio, a cui partecipano tutte le squadre europee, divise in quattro “serie”). Intanto, però, resta che si faranno più rare le partite tra squadre molto forti e squadre meno forti.

L’Italia inizierà il suo Nations Championship contro il Giappone sabato 4 luglio, alle 10:40. La partita sarà visibile in chiaro su TV8 e su Cielo, e in streaming sul sito di TV8. Le altre partite della prima giornata del Nations Championship saranno sempre il 4 luglio e potranno essere viste sui canali a pagamento di Sky Sport.