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  • Mercoledì 8 luglio 2026

Com’è andato alla fine l’incontro della Nato

Inizialmente Trump aveva criticato moltissimo gli alleati, ma dopo averli incontrati ha moderato i toni

Trump all'incontro della Nato, l'8 luglio 2026 (AP/Filip Singer)
Trump all'incontro della Nato, l'8 luglio 2026 (AP/Filip Singer)

Mercoledì, dopo una riunione di due giorni ad Ankara in Turchia, i leader dei paesi che fanno parte della Nato hanno approvato una dichiarazione in cui hanno ribadito la solidità dell’alleanza e il loro impegno a rispettare la clausola di difesa collettiva prevista dall’Articolo 5. Non era un esito scontato, considerando che alcune ore prima il presidente statunitense Donald Trump aveva attaccato duramente molti paesi alleati. Alla fine dell’incontro le sue dichiarazioni sono state però molto più concilianti.

Sono stati anche annunciati nuovi investimenti militari, e 70 miliardi di euro in attrezzature, assistenza e addestramento militare per l’Ucraina per il 2026 e il 2027. Nella pratica gli Stati Uniti non pagheranno, visto che dal 2025 hanno sospeso gli aiuti militari all’Ucraina, e quindi verranno finanziati soprattutto dai paesi europei che fanno parte dell’alleanza e dal Canada.

Trump ha anche detto che gli Stati Uniti concederanno all’Ucraina la licenza per produrre da sola i sistemi di difesa Patriot: sono missili terra-aria che vengono usati per colpire aerei, missili da crociera (che seguono cioè traiettorie guidate) e missili balistici a corto raggio. L’Ucraina ne ha un grande bisogno, per intercettare i missili lanciati dalla Russia, e chiedeva da tempo il permesso di produrli.

I leader dei paesi della Nato ad Ankara, l'8 luglio 2026 (AP Photo/Alex Brandon)

I leader dei paesi della Nato ad Ankara, l’8 luglio 2026 (AP Photo/Alex Brandon)

Durante una conferenza stampa dopo l’incontro Trump ha insistito molto sul fatto che le discussioni tra i partecipanti fossero avvenute in un clima di «unità» e di «amore», usando toni molto concilianti. Poche ore prima però aveva fatto dichiarazioni completamente diverse.

Aveva ribadito che gli Stati Uniti vogliono controllare la Groenlandia, e di non essere contento perché gli alleati non l’hanno assecondato. Aveva anche criticato la Nato, accusandola di non avere aiutato gli Stati Uniti durante la guerra in Iran, e prendendosela direttamente con alcuni governi: la Francia, il Regno Unito, la Germania, l’Italia e la Spagna.

Era quello che i governi dei paesi europei temevano maggiormente: un’esplosione di rabbia da parte di Trump, che avrebbe mostrato le divisioni all’interno dell’alleanza.

Spesso Trump ha minacciato di abbandonare la Nato, di cui gli Stati Uniti sono il paese più importante, e anche di non soccorrere i paesi che non aumentano abbastanza le proprie spese militari, nell’eventualità in cui dovessero essere attaccati. La sua amministrazione ha anche detto che diminuirà il numero di soldati e mezzi presenti in Europa (anche se poi ha almeno in parte cambiato idea), oltre a quello delle forniture militari: per gli eserciti europei è un problema, dal momento che potrebbe privarli di alcune importanti tecnologie per la difesa.

Il presidente statunitense Donald Trump, a sinistra, insieme a Mark Rutte, l'8 luglio 2026 ad Ankara (AP/Francisco Seco)

Il presidente statunitense Donald Trump, a sinistra, insieme a Mark Rutte, l’8 luglio 2026 ad Ankara (AP/Francisco Seco)

Trump se l’è presa in particolare con la Spagna, sostenendo che sia «una causa persa» e «un partner terribile della Nato». L’ha criticata per la sua resistenza ad aumentare le spese militari e ha minacciato di interrompere i rapporti commerciali, benché non possa farlo, dal momento che la Spagna fa parte dell’Unione Europea, e che quest’ultima agisce come un blocco unico nelle questioni commerciali.

Trump aveva già fatto critiche simili un anno fa, quando la Spagna aveva formalizzato il suo rifiuto ad aumentare le spese militari. Il governo spagnolo, che è guidato dal primo ministro socialista Pedro Sánchez, è uno di quelli che hanno criticato più duramente gli Stati Uniti per avere attaccato l’Iran.

Trump ha criticato però anche l’Italia, sostenendo che la scelta del governo italiano di non permettere l’utilizzo delle basi in Italia per compiere operazioni militari in Iran sia stata «una pessima decisione». Il governo italiano aveva avuto una posizione critica riguardo alla guerra in Iran. Gli Stati Uniti avevano continuato a utilizzare le basi, ma il governo ha detto che lo avevano fatto solo per missioni “non cinetiche”, cioè operazioni di logistica e di rifornimento.

La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni all'incontro della Nato, l'8 luglio 2026 (AP/Hussein Malla)

La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni all’incontro della Nato, l’8 luglio 2026 (AP/Hussein Malla)

Trump è da sempre molto critico nei confronti della Nato, e sostiene che gli Stati Uniti spendano troppo per la sicurezza dei paesi europei. Lo ha fatto anche mercoledì, dicendo che gli Stati Uniti hanno speso «più di mille miliardi» per proteggere l’Europa dalla Russia e che «è una faccenda che non ci riguarda, dal momento che stiamo dall’altra parte dell’oceano».

La prima ministra danese Mette Frederiksen aveva criticato molto le affermazioni di Trump sulla Groenlandia, che fa parte della Danimarca, anche se ha grandi autonomie. Frederiksen ha detto che la Danimarca è «uno stato sovrano, e tutti devono rispettare la nostra integrità territoriale». Ha aggiunto che la Danimarca è pronta a difendere «ogni centimetro di territorio della Nato, incluso il nostro».

A parte Frederiksen gli altri leader non si sono apertamente espressi contro Trump, e non hanno fatto molti commenti dopo l’incontro. Sánchez ha detto di avere avuto un incontro «molto cordiale» con il presidente statunitense. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che l’incontro di oggi è servito «a mantenere unita la Nato e a farla diventare più forte e più europea», un riferimento al fatto che i paesi europei aumenteranno le spese militari.