• Mondo
  • mercoledì 12 Giugno 2013

4 cose nuove su PRISM

Come è nata l'inchiesta, cosa stanno facendo le società coinvolte, dov'è finito Snowden e cosa stanno facendo i difensori dei diritti civili

Da circa una settimana i giornali di tutto il mondo si stanno occupando del caso PRISM, il sistema grazie al quale la National Security Agency (NSA), l’Agenzia per la sicurezza statunitense, controlla da almeno 6 anni le comunicazioni online effettuate all’estero dai clienti delle più grandi società informatiche del mondo. Le cose che si sanno fino ad oggi su PRISM sono ancora incomplete e ci sono dei punti della vicenda molto pochi chiari, come quello legato al rapporto di collaborazione tra NSA e società informatiche, e conseguenti responsabilità.

Ci sono però alcune cose che sappiamo con certezza: le inchieste in realtà sono due, una del Washington Post e l’altra del Guardian; la fonte dei documenti è Edward Snowden, ventinovenne ex collaboratore della NSA che si è rifugiato a Hong Kong per sfuggire alla giustizia statunitense; il giorno prima della pubblicazione dei documenti legati a PRISM il Guardian aveva pubblicato l’ordinanza di un tribunale federale che autorizzava la NSA a ottenere i tabulati telefonici dei clienti della società Verizon, proveniente anch’essa dai documenti consegnati da Snowden; infine, che diverse associazioni per la difesa dei diritti civili, oltre che diversi membri del Congresso statunitense, hanno criticato molto l’operato della NSA. Negli ultimi due giorni ci sono stati almeno quattro sviluppi importanti nel caso PRISM, e probabilmente ce ne saranno altri a breve, come ha detto Glenn Greenwald, il giornalista del Guardian che sta seguendo l’inchiesta per il suo giornale.

1. Com’è nata l’inchiesta
Lunedì 10 giugno Salon ha pubblicato un’intervista esclusiva a Laura Poitras, la regista del servizio pubblicato dal Washington Post sul programma PRISM e dell’intervista del Guardian a Edward Snowden, il collaboratore della NSA che ha dato avvio alle due inchieste rivelando i dettagli di PRISM. Poitras ha 49 anni ed è una regista – non così nota al grande pubblico – autrice di tre film sul terrorismo e di numerosi servizi giornalistici legati ad alcune importanti inchieste, come quella su un altro programma di sorveglianza interno agli Stati Uniti, chiamato “Stellar Wind“.

Nell’intervista a Salon, Poitras spiega alcune cose nuove su come è nata l’inchiesta. Racconta di essere stata contattata direttamente da Snowden via email a febbraio, e dopo un’iniziale titubanza a considerare la fonte “autentica”, ha deciso di rivolgersi a due colleghi giornalisti e amici: Barton Gellman del Washington Post e Glenn Greenwald del Guardian, che hanno poi seguito e sviluppato l’inchiesta sui rispettivi giornali. Gellman non ha commentato questo passaggio, mentre Greenwald ha spiegato lunedì allo Huffington Post di essere stato contattato anche lui – separatamente – da Snowden, ma di avere avuto diversi problemi a occuparsi immediatamente della storia, sia per i sospetti sull’autenticità della fonte, sia perché Snowden gli chiese di installare un programma di crittografia per comunicare, procedura su cui Greenwald incontrò diverse difficoltà.

Dai primi contatti con Snowden, ha spiegato Poitras, sono nate le due inchieste su PRISM. Poitras si trova ancora a Hong Kong, e ha detto a Salon di non sapere dove andrà ora, anche se sta ancora lavorando al caso PRISM. Non ha voluto invece aggiungere ulteriori dettagli sull’inchiesta, che è ancora in corso, e non ha voluto specificare che tipo di collaborazione sta mantenendo con i due giornalisti del Guardian e del Washington Post.

2. Le società informatiche vogliono pubblicare la richiesta della NSA
Nella giornata di martedì Google, Facebook e Microsoft hanno chiesto l’autorizzazione al governo statunitense a rivelare i dettagli delle richieste ricevute dalla NSA in merito al caso PRISM. Fino a oggi non è ancora chiaro quanta libertà queste grandi società abbiano avuto nell’opporsi alle richieste della NSA. In questi ultimi giorni sono state accusate di non avere protetto a sufficienza i dati e le comunicazioni personali dei loro clienti.

1 2 Pagina successiva »