Papa & Yo: videogame oltre il gioco



Il redattore che ci ha provato per una settimana dice che non è per tutti, ma potrebbe diventarlo fra qualche anno – e ci sono già alcuni vantaggi

I più importanti campionati di calcio stanno sperimentando il "pubblico virtuale" sugli spalti e il rumore registrato dei tifosi in sottofondo alla telecronaca, con risultati alterni

Il Wall Street Journal ha descritto così il visore che dovrebbe essere presentato a giugno

Con la diffusione dei software di intelligenza artificiale progettati per conversare con gli umani stanno emergendo anche i possibili rischi

Ossia senza territorio: sarebbe uno spazio giuridico per snellire la burocrazia e facilitare il lavoro delle aziende nel mercato interno

Jayden Daniels può analizzare circa 250 situazioni di gioco in più alla settimana con il visore: e pare stia funzionando

Come ad esempio quella per i ragni, tramite forme di esposizione controllata da mettere in pratica con una app

Negli anni 90 ho sperimentato, in una sala giochi a più piani di Parigi, un modello di Réalité Virtuelle. Di quei venti minuti mi è rimasta una vaga memoria [Continua]

Nella nuova puntata di Joypad si parla di PlayStation VR, HTC Vive e Oculus Rift («Sì, sì tutta la vita»)

Perché le riproduzioni fedeli non funzionano del tutto ma quelle con regole diverse sì

Più di dieci anni fa Google annunciò i suoi occhiali per la realtà aumentata: erano molto diversi dai Vision Pro appena presentati da Apple, ma c'è ancora qualche lezione da imparare

Lo ha deciso la Protezione Civile per facilitare il lavoro dei medici di famiglia: ecco come funziona


C'è un'annosa diatriba tra chi preferisce la modalità scura per leggere bianco su nero e gli ortodossi del nero su bianco: c'entrano i primi computer e il rapporto tra virtuale e reale

È il tempo che ci ha messo un giocatore per raggiungere la fine del mondo virtuale di uno dei videogiochi più famosi

Nonostante decine di miliardi di dollari di investimenti, del mondo virtuale immaginato da Mark Zuckerberg è rimasto poco

«Anni fa avevo cominciato a collezionarli. Poi ho capito che frequentavo sempre gli stessi posti e ho rinunciato. Adesso passo il tempo a guardare la collezione digitale della New York Public Library per vedere come sono cambiati. Quello che so per certo è che i “tris” non vanno più da un pezzo, e neanche il cocktail di gamberi in salsa rosa. In questa infinità virtuale, di ieri e di oggi, è forse possibile individuare tre macro categorie: i grafici/tipografici, gli illustrati e gli scritti a mano, come quello dell'Oyster Bar di New York»
