Il dilemma del freelance
«Dopo sette anni di vita da designer a Londra, l’etichetta comincia a darmi prurito. Alla fine di ogni progetto mi domando: “sto andando da qualche parte?”»

«Dopo sette anni di vita da designer a Londra, l’etichetta comincia a darmi prurito. Alla fine di ogni progetto mi domando: “sto andando da qualche parte?”»

Il primo ministro Janez Janša, di estrema destra, è criticato per attaccare media e giornalisti che non stanno dalla sua parte

Da quando è accessibile viene impiegato quotidianamente da programmatori e grafici, così come insegnanti, analisti e organizzatori di eventi, ma non è sempre tempo risparmiato

Russell T Davies è un autore televisivo britannico che si è fatto conoscere negli anni per alcune serie che hanno fatto storia [Continua]

E del programmatore che la creò in Venezuela, secondo lui per «liberare il popolo dal controllo del governo»: non è finita bene, racconta il New York Times

Timnit Gebru sostiene di essere stata licenziata per aver scritto uno studio che criticava l'azienda sull'uso dell'intelligenza artificiale


Andiamo per gradi, cominciando dagli strafalcioni [Continua]

Da riascoltare oggi che Barry Gibb, l'ultimo rimasto, compie 70 anni

Un lungo e approfondito articolo del New Yorker racconta come ottiene le notizie il più famoso sito scandalistico del mondo

Lo organizza a Milano la scuola Belleville, dura due settimane, a giugno

Istruzioni e richieste minime, per gli interessati

Magari torna utile a qualcuno: basta scrivere le cose giuste sui social network e farsi fare un paio di foto

Cioè il giornalista statunitense morto a 33 anni in un incidente d'auto a Los Angeles: era considerato tra i più bravi e promettenti della sua generazione

«Non ho mai amato la retorica dell’eroe. Non c’è dubbio, però, che in Iraq Enzo Baldoni si sia comportato da eroe, cercando di testimoniare quello che accadeva e portando aiuto, a rischio della vita. Si prese in carico il destino di un ragazzo amputato, che poi fu curato da Emergency, e guidò due missioni umanitarie per portare aiuti in una città assediata. Ma non c’è dubbio neppure che le istituzioni italiane abbiano scelto di dimenticarlo. Credo che Enzo Baldoni ne avrebbe riso perché aveva troppo senso dell’umorismo e amava troppo la vita per essere attratto dalle medaglie e dall’ideologia della bella morte. Lo aveva anche scritto per tempo, previdente e pignolo com’era, nelle disposizioni per il suo funerale»


Li usiamo tantissimo, ok, ma può definirsi clinicamente "dipendenza" come quelle dal gioco d'azzardo o dall'alcol? Se uno legge libri tutte le sere, è dipendente dai libri?

Ieri ce n'è stato un altro: tra web, mail, internet e reti varie, i media ne celebrano di continuo

Un suo giornalista ha ammesso di essersi introdotto nella posta di due sospettati per scrivere articoli di cronaca, giustificandosi con il "pubblico interesse" delle vicende
