Una scena del film "Meatballs" (1979), dove lavorava un personaggio interpretato da Bill Murray

C’è un campus estivo di scrittura per ragazzi

Lo organizza a Milano la scuola Belleville, dura due settimane, a giugno

Una scena del film "Meatballs" (1979), dove lavorava un personaggio interpretato da Bill Murray

Si avvicina quel periodo dell’anno in cui una considerevole fetta della popolazione ha moltissimo tempo libero: la scuola sta per finire. Molto tempo libero per alcuni può essere anche troppo, in particolare per tutti quei ragazzi che aspettano le ferie dei genitori per spostarsi dalle città. Per rispondere a questo problema di eccesso di tempo da riempire sono stati inventati i campi estivi e da quest’anno, a Milano, ce n’è uno nuovo, di scrittura. È per ragazzi tra gli 11 e i 16 anni e fa parte della programmazione estiva (ci sono anche corsi estivi) della Scuola Belleville.

Il campus si chiama “Guardare il mondo” ed è pensato per fare capire ai ragazzi qualcosa in più del mondo in cui vivono, oltre che per farli divertire con la scrittura. Durerà due settimane, da lunedì 17 a venerdì 28 giugno, esclusi sabato e domenica, e si potrà frequentare anche solo la prima. Le lezioni saranno solo al mattino, dalle 10 alle 13, e saranno tenute da Enrico Ernst, scrittore per ragazzi e insegnante di scrittura nelle scuole, nelle biblioteche e nei centri culturali di Milano e dintorni.

Ogni giornata e dunque ogni lezione sarà dedicata a un diverso argomento, di cui prima di tutto si parlerà insieme. Ad esempio, si discuterà di cambiamento climatico e di migrazioni, ma anche di popolarità e di come distinguere le notizie poco affidabili. Nella seconda parte della mattinata invece i ragazzi si metteranno alla prova con esercizi di scrittura creativa sul tema del giorno. Insomma la scrittura sarà soprattutto uno strumento (e un gioco) per imparare sulle cose del mondo.

Il costo del campus estivo di scrittura di Belleville è di 250 euro per una settimana, 450 per due; c’è uno sconto di 100 euro per i ragazzi iscritti insieme a un amico, che vale anche per l’amico. Il campus sarà ospitato dalla Scuola Belleville, in via Vivaio 14, a Milano. Nelle pagine seguenti di questo articolo sono elencati i temi di ogni giornata, con qualche esempio degli esercizi di scrittura pensati per l’occasione.

Prima lezione | Lunedì 17 giugno
Tema: l’acqua

La Terra è coperta per il 71 per cento dagli oceani. Dovrebbe chiamarsi «Acqua», non «Terra». Un embrione è composto al 94 per cento di acqua: crescendo, diventiamo sempre più «secchi»… E tuttavia cosa succede? Che stiamo sfruttando l’acqua in modo sconsiderato e questo prezioso elemento si assottiglia sempre di più. In Sudafrica l’emergenza è così forte che a cena gli invitati portano bottiglie d’acqua invece che di vino. Qualcuno pensa che lotteremo per l’acqua. Forse occorre guardare alla molecola di H2O con maggiore attenzione.

Esercizi

  • Raccontiamo un giallo in cui viene rubata dell’acqua. Chi è stato? Perché? Riusciremo a catturarlo?
  • Immaginiamo di essere delle creature acquatiche e raccontiamo com’è vivere nelle profondità del mare.
  • Diamo voce all’acqua: facciamola scorrere, ticchettare, sussurrare e raccontare storie.

I pontili sul lago Mead, in Arizona, senza più acqua, il 16 luglio 2014 (AP Photo/John Locher, File)

Seconda lezione | Martedì 18 giugno
Tema: la popolarità

Dietro alle storie delle «celebrità» ci sono tanti aspetti da raccontare, meccanismi, rinunce, fortune, talenti. Ci sono i VIP che non vogliono comparire, come la cantante Mina o J. K. Rowling, l’autrice di Harry Potter; e ci sono celebrità come l’artista Bansky o la scrittrice Elena Ferrante, di cui nessuno conosce l’identità. Sui social, chiunque può diventare popolare. Tante persone, più volte al giorno, controllano like e follower per vedere se sono al centro dell’attenzione altrui, al motto: «Sono perché sono popolare». E dunque: esistiamo, se nessuno ci vede?

Esercizio
Tutti insieme, inventiamoci un personaggio popolare: diamogli una faccia, una storia, un carattere.

L’attrice Jennifer Lawrence alla prima di “Red Sparrow” a Londra, il 19 febbraio 2018 (Joel C. Ryan/Invision/AP)

Terza lezione | Mercoledì 19 giugno
Tema: l’informazione

Le praterie dell’informazione sono attraversate da enormi bufali, anzi no, bufale. Cioè notizie false o semivere o semifalse, che «costruiscono» delle idee che diventano anch’esse, per forza di cose, false o semivere o semifalse. Allora è il caso di mettersi in cammino e capire insieme che strano «animale» è oggi l’informazione… e come separare il falso dal vero, come distinguere la propaganda, lo scherzo, dal «racconto del mondo».

Esercizio
In una notizia vera ci sono elementi falsi: sapete riconoscerli? Come possiamo «rimontare» una notizia in maniera narrativa? Proviamo a immaginarci diversi «tagli» da darle: parla in prima persona un protagonista, viene narrata dalla fine all’inizio piuttosto che in modo cronologico, e così via…

La redazione del Washington Post, il 28 gennaio 2016 (Chip Somodevilla/Getty Images)

Quarta lezione | Giovedì 20 giugno
Tema: i telefonini

La prima telefonata da cellulare è stata fatta… sapete in che data? Il 3 aprile 1974. Il primo cellulare era una specie di pesante e spessa ricetrasmittente; si chiamava “mobile” perché somigliava a un mobile con antenna. Serviva per dialogare a distanza, con la voce (incredibile). Oggi il «mobile» somiglia a un piccolo foglio ed è sostanzialmente un computer, più che un telefono. Col cellulare si naviga in Internet, si videogioca, si ascolta musica, si scrivono messaggi a destra e a sinistra! Gli adulti lo criticano, ma a volte lo usano più dei ragazzi. Ultimamente in Italia il «telefono mobile» ha salvato delle vite: un ragazzino, legato su un autobus sequestrato da un uomo che voleva «bruciare tutti», è riuscito a liberarsi e a raccogliere un cellulare con il quale ha avvisato le forze dell’ordine… Santo cellulare! Ma sapete quanti incidenti d’auto sono provocati ogni anno da persone che guidano distratte dal «telefono mobile»? Diavolo di un cellulare!

Esercizi (su WhatsApp)

  • Cosa succederebbe se, una mattina, tutti i telefonini scomparissero? Ne avremmo nostalgia? Potremmo farne a meno? Come sarebbe diventare irreperibili?
  • Già con Siri, l’assistente intelligente di Apple, si parla al cellulare come se fosse una persona; con le «mappe», il telefonino ci guida e ci parla… allora facciamolo diventare un personaggio, e parliamogli!

Dipendenti di Huawei in fila per il pranzo a Dongguan, in Cina, il 24 aprile 2019 (Kevin Frayer/Getty Images)

Quinta lezione | Venerdì 21 giugno
Tema: le migrazioni

L’homo sapiens. Oggi si sa, era africano. Ma ha pensato bene di spostarsi, di correre per la savana, e poi attraversare il deserto, scavalcare monti, guadare bracci di mare e poi e poi… ha popolato la terra, e noi siamo i suoi eredi! Mai che ci sia stato un periodo della storia in cui l’uomo, per cercare terre più fertili e felici, non si sia spostato, per terra e per mare. In ogni epoca, come dimostrano le fiabe, i poveri si mettevano in cammino per cercare ricchezza e trovare una vita migliore.

E oggi? Che gli spostamenti di uomini, donne e bambini, in fuga dalla guerra, dalla miseria, o in cerca di posti dove poter vivere più sereni e attivi, creano nuove paure e nuove opportunità? Possiamo fare una fotografia di questa «umanità migrante»? E che ruolo hanno giovani e giovanissimi in questo «movimento di massa» che attraversa e talora travolge i confini? Riusciamo a capire le motivazioni e i «sogni» dei migranti? (Chissà poi che non ci siano in famiglia storie di migrazione, che ci possano suggerire racconti e riflessioni).

Esercizi

  • Usando Google Maps, rifacciamo il viaggio di un ragazzo o di una ragazza che dall’Africa raggiunga l’Italia. Immedesimiamoci in lui: quali sentimenti può avere? Quali speranze, aspettative?
  • E se per ogni nostro spostamento ci fossero muri e barriere da attraversare, come sarebbe «viaggiare» e spostarsi? Quale tipo di «labirinto» ci troveremmo ad affrontare?

Migranti centroamericani diretti verso gli Stati Uniti su una strada di Escuintla, in Messico, il 20 aprile 2019 (AP Photo/Moises Castillo)

Sesta lezione | Lunedì 24 giugno
Tema: il cambiamento climatico

La Terra sta morendo di caldo, aumentano cicloni e siccità, si sciolgono i ghiacciai, mentre i mari si riempiono d’immondizia, tanto che nel Pacifico settentrionale tra le Hawaii e gli Stati Uniti galleggia un’isola di plastica (anche se non letteralmente) grande quanto l’Europa… ma i ragazzi, sì proprio i ragazzi si stanno ribellando e vogliono riprendersi il futuro: la svedese Greta protesta ogni venerdì davanti al Parlamento svedese, per invitarlo a promuovere azioni concrete contro il riscaldamento globale, e il giovane Boyan Slat, olandese, s’è inventato una specie di enorme «pulisci-mare», che spera ramazzerà un bel po’ di bottiglie e sacchetti nell’Oceano. I ragazzi salveranno il mondo?

Esercizio
Immaginiamo di rinunciare a tutto quello che è inquinante. Come cambierebbe la nostra vita?

L’inquinamento da plastica del fiume Drina, nell’est della Bosnia, vicino a Visegrad, il 23 aprile 2019 (AP Photo/Eldar Emric)

Settima lezione | Martedì 25 giugno
Tema: la democrazia

A un ragazzo o a una ragazza capita di «assaggiare» presto la democrazia, per esempio all’interno della comunità scolastica, tra le mura delle classi (anche in famiglia? O no?). La democrazia – almeno quella diretta e partecipativa – sembra un modo con il quale un gruppo di persone prende alcune decisioni, attraverso il voto e in modo condiviso: la maggioranza decide, la minoranza accetta il verdetto del voto. Internet ha creato un sogno: ogni aspetto della vita pubblica deciso dalla «democrazia diretta» dei click! Ma tanto più complesso e vario è l’universo della democrazia! Proviamo a metterlo a fuoco insieme. Anche perché l’Italia oggi, secondo alcuni studiosi autorevoli, risulta una «democrazia imperfetta» (perfettissima la democrazia norvegese, invece!). Ma apriamoci al mondo e chiediamoci quanti paesi sono democratici e quanti no. E secondo quali criteri un paese può dirsi democratico? La democrazia è ancora un valore in cui credere (e da difendere) oppure no? Ci sono dei limiti alla democrazia?

Esercizio
Scriviamo un racconto: abbiamo alcuni personaggi, i ragazzi sceglieranno il protagonista e voteranno per decidere le sue scelte, che incontri farà… La prima storia scritta democraticamente.

Una donna aiuta un’altra donna, anziana, a votare in un seggio di Muzzafarnagar, in India, l’11 aprile 2019: quelle indiane sono le elezioni politiche democratiche più grandi del mondo (Atul Loke/ Getty Images)

Ottava lezione | Mercoledì 26 giugno
Tema: lo sport

Perché i calciatori si sono trasformati in eroi? Quali valori rappresentano? Perché tifiamo per loro? In una gara, perché il primo è migliore dell’ultimo?
Lo sport muove migliaia di euro, ma anche sentimenti. Attraverso video di imprese sportive – dalla vittoria del ciclista Marco Pantani al Tour de France 1997 fino alle più incredibili rimonte calcistiche – cercheremo di capire cosa c’è sotto lo sport. Perché ci piace? Perché è un racconto di elementi umani – il coraggio, la determinazione, la bellezza fisica, ma anche l’insicurezza, la sconfitta – come la letteratura.

Esercizio
Riusciamo a «inventarci» uno sport fantastico – come il Quidditch di Harry Potter – che magari un giorno si praticherà? (Lo sapevate che esiste il «Quidditch babbano», praticato dal 2005 in tutto il mondo?)

Una partita di Quidditch babbano, il 20 marzo 2012 (AP Photo/The Commercial Appeal, Jim Weber)

Nona lezione | Giovedì 27 giugno
Tema: le armi

L’85 per cento delle armi nel mondo non appartiene a polizia o eserciti. In Italia ci sono 8,6 milioni di armi da fuoco, di cui 6,6 milioni non registrate. È stato calcolato che ci sono 14 armi ogni cento abitanti. A Vicenza, la Fiera delle armi è aperta anche ai minori, se accompagnati. Perché le armi sono oggetti così desiderabili, tanto da aver fatto la fortuna dei videogiochi «sparatutto»? Perché esprimono potenza e, quindi, esprimono un desiderio umano. Dai pirati ai cavalieri del Medioevo fino ai soldati nei fortini, l’invenzione della polvere da sparo ha cambiato la storia umana, forse più profondamente di qualsiasi altra invenzione.

Esercizi

  • E se un ragazzino trovasse «una pistola nel cassetto»? Che storia sarebbe?
  • Sarebbe più potente un’arma che uccide o un’arma che resuscita?

Due impiegati giocano con le pistole ad acqua fuori dal loro ufficio a Pechino, il 13 luglio 2018 (AP Photo/Mark Schiefelbein)

Decima lezione | Venerdì 28 giugno
Tema: l’amore

Nel Festival della canzone italiana 2018 il termine «amore» viene pronunciato ogni sera 59 volte, 30 volte si parla di «cuore», e 25 di «vita». L’amore è al centro della discussione, ma di cosa parliamo quando parliamo di amore? Cosa succede nel nostro corpo quando siamo innamorati? In che modo i social stanno trasformando l’amore? Quanto conta saper scrivere, saper usare le parole, per far innamorare qualcuno?
Un bel libro di un autore austriaco (Daniel Glattauer) racconta di un amore «fatto di e-mail». Come sarebbe la stessa storia se i protagonisti si scrivessero su whatsapp?

Esercizi

  • Scriviamo una canzone rap d’amore.
  • Mettiamo in un cesto la tua lettera d’amore. Qualcuno la pescherà e dovrà rispondere, iniziando così una «corrispondenza», un dialogo d’amore.

Il bacio durante gli scontri tra i poliziotti di Vancouver e i tifosi della squadra di hockey della città, il 15 giugno 2011: se ne era parlato molto su internet all’epoca (Rich Lam/Getty Images)