Il ministro Guido Crosetto dice che non dorme la notte a causa della guerra
E non per la sconfitta al referendum sulla riforma della magistratura e per i guai successivi del governo

E non per la sconfitta al referendum sulla riforma della magistratura e per i guai successivi del governo




In un video pubblicato dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia si è detta rammaricata per l'esito del referendum, ma «andremo avanti»


Il voto di dieci anni fa fu il risultato di una scommessa politica finita male, ma anche di processi più profondi

Se andasse a votare anche una sola persona il risultato sarebbe valido, e questo di solito ha conseguenze sull'affluenza

Dopo il referendum è iniziata una fase di instabilità politica senza precedenti che di fatto è ancora in corso, senza che se ne veda la fine



Aspettando il voto del 22 e 23 marzo il governo ha rimandato molte discussioni delicate, in particolare quella sulla legge elettorale

Ce ne sono diversi, ma c'è un vago coordinamento nonostante il fronte contro la riforma della giustizia sia ampio e variegato

L'ha dovuto fare principalmente per limitare i danni dei suoi alleati, anche se ne avrebbe fatto a meno

La sua prima ministra di destra ha indetto un referendum sull'indipendenza dal Canada, a cui formalmente si oppone: cosa mai potrà andare storto?

Due settimane per capirlo e una diretta per raccontarlo, per fare ordine nel rumore intorno al voto del 22 e del 23 marzo

Eppure il governo deve comunque provare a convincere gli elettori a votare, perché l'affluenza sarà un fattore determinante

Cinquanta giorni dopo la sconfitta al referendum, i ministri bisticciano tra loro persino nella chat di gruppo su WhatsApp

Lo ha detto Giusi Bartolozzi, capa di gabinetto del ministero della Giustizia, durante un dibattito televisivo sul referendum sulla magistratura
